Ponte Morandi, 8 anni dopo il crollo: 43 vittime e 1,13 miliardi di opere ancora da realizzare
Otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi, Genova ricorda le 43 vittime. Dopo la sentenza di primo grado restano opere per 1,13 miliardi
Sono passati otto anni dal crollo del Ponte Morandi, ma per Genova il 14 agosto resta una data impossibile da dimenticare. Alle 11.36 del 14 agosto 2018, durante un violento nubifragio, il cedimento di uno strallo provocò il collasso della pila 9 del viadotto sul Polcevera, lungo l’autostrada A10.
Il bilancio fu drammatico: 43 persone persero la vita, decine rimasero ferite e centinaia furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Le conseguenze interessarono pesantemente anche quartieri come Sampierdarena e Cornigliano.
A otto anni di distanza, la vicenda continua però a essere di stretta attualità. Da una parte c’è la recente sentenza di primo grado del processo sul crollo. Dall’altra rimane aperto il capitolo delle opere compensative concordate dopo la tragedia: circa 1,13 miliardi di euro di interventi risultano ancora da realizzare.
Ponte Morandi, la sentenza arrivata otto anni dopo
Il processo ha richiesto circa quattro anni, con 284 udienze e 282 testimoni ascoltati. Alla sbarra sono finite complessivamente 57 persone, dopo il decesso di due dei 59 imputati originari. I capi d’imputazione erano 112 e comprendevano, a vario titolo, accuse come disastro colposo, omicidio colposo plurimo e omicidio stradale.
La sentenza di primo grado ha portato alla condanna di 32 persone, per un totale di poco inferiore a 180 anni di reclusione, mentre 25 imputati sono stati assolti. Tra le condanne più rilevanti c’è quella nei confronti di Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, condannato in primo grado a 12 anni di carcere.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Si tratta appunto di una sentenza di primo grado e alcuni condannati hanno già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello. Inoltre, per conoscere nel dettaglio il ragionamento seguito dal Tribunale bisognerà attendere le motivazioni della sentenza, previste per gennaio.
Dal Ponte Morandi al nuovo viadotto San Giorgio
Dopo il disastro, uno dei segnali più evidenti della ricostruzione è stato il nuovo viadotto Genova San Giorgio, realizzato al posto del Ponte Morandi. L’infrastruttura ha permesso di ripristinare un collegamento fondamentale per la città e per la rete autostradale ligure. Il problema è che la ricostruzione del ponte rappresentava soltanto una parte degli interventi previsti dopo la tragedia.
Nel 2021 Autostrade per l’Italia e le autorità locali hanno infatti concordato un pacchetto di opere compensative dal valore complessivo superiore a 1,68 miliardi di euro. Di questa cifra, 583 milioni sono stati destinati al nuovo viadotto. Rimane però un capitolo molto più ampio che riguarda mobilità, collegamenti e infrastrutture nell’area genovese.
Ed è qui che, a otto anni dal crollo, emergono ancora ritardi importanti.
Restano da realizzare opere per circa 1,13 miliardi
Secondo il quadro riportato nel testo di partenza, sarebbero ancora circa 1,13 miliardi di euro le risorse relative a lavori da realizzare. Tra gli interventi ci sono 100 milioni di euro destinati a progetti di mobilità, logistica e digitale nell’area di Genova, sui quali il Comune deve ancora definire la destinazione.
Più avanzata è invece la situazione dei 75 milioni destinati all’Autorità portuale per il riassetto della viabilità del porto, risorse che risultano in gran parte già utilizzate. La fetta economicamente più importante riguarda però due grandi infrastrutture: il tunnel subportuale e quello della Val Fontanabuona.
Per il primo erano inizialmente previsti 700 milioni di euro, ma il costo è successivamente salito a 1,1 miliardi. Il lotto A, dal valore di 210 milioni, è partito, mentre per il lotto B da 800 milioni è stata completata la gara di assegnazione. C’è poi il tunnel della Val Fontanabuona, per il quale sono previsti 230 milioni di euro. Il progetto definitivo è atteso a dicembre, mentre l’avvio dei lavori è indicato per gennaio.
Otto anni dopo, la storia non è ancora chiusa
Il 14 agosto 2018 ha segnato profondamente Genova e l’Italia. Il nuovo viadotto San Giorgio ha ricucito una parte della ferita dal punto di vista infrastrutturale, ma otto anni dopo restano ancora questioni aperte. Sul fronte giudiziario, la sentenza di primo grado rappresenta un passaggio fondamentale, ma non definitivo: arriveranno le motivazioni e poi si aprirà la fase degli eventuali appelli.
Sul fronte delle infrastrutture, invece, il dato che pesa è quello degli 1,13 miliardi di euro di opere ancora da realizzare. Interventi nati proprio come parte della risposta alla tragedia del Ponte Morandi e che, a distanza di otto anni, non sono ancora stati completamente trasformati in cantieri e infrastrutture operative.
Il nuovo ponte c’è. Il processo ha raggiunto una prima sentenza. Ma otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi, una parte importante di ciò che era stato programmato per Genova deve ancora essere completata.