Stellantis, cosa accadrà ai 14 marchi? Le indiscrezioni in attesa del 21 maggio
Stellantis smentisce la chiusura dei brand: focus su Fiat, Jeep, Peugeot e Ram, mentre gli altri marchi diventeranno più regionali
Per mesi si è parlato di una possibile “cura dimagrante” in casa Stellantis, con l’ipotesi di tagli drastici tra i suoi 14 marchi. Ma le ultime indiscrezioni raccolte da Reuters raccontano una storia diversa: nessuna chiusura all’orizzonte, almeno per ora.
Secondo quanto attribuito al CEO Antonio Filosa, il gruppo avrebbe respinto l’idea di eliminare alcuni brand, scegliendo invece una strategia più articolata e meno traumatica.
I “magnifici quattro” al centro
Il cuore della nuova direzione sarebbe rappresentato da quattro marchi chiave:
- Fiat
- Jeep
- Peugeot
- Ram
Su questi brand si concentrerà la maggior parte degli investimenti, sia in termini di sviluppo prodotto sia di tecnologie.
Gli altri brand diventano “regionali”
Per tutti gli altri marchi, invece, si prospetta un cambio di paradigma: meno ambizioni globali e maggiore focalizzazione sui mercati dove sono già forti o hanno potenziale. Questo significa, ad esempio, che brand come:
- Alfa Romeo
- Citroën
- Opel
- Lancia
- DS Automobiles
continueranno a esistere, ma con una presenza più mirata e meno estesa a livello globale. Un esempio concreto è proprio Lancia, tornata recentemente su alcuni mercati europei senza puntare a una diffusione mondiale.
Piattaforme condivise e sinergie
La nuova strategia dovrebbe anche rafforzare le sinergie interne. I marchi “secondari” continueranno a sviluppare modelli, ma basandosi sempre più su piattaforme, tecnologie e powertrain condivisi con i brand principali.
Non si tratterà di semplici “cloni”, ma di un’integrazione più stretta per ridurre costi e tempi di sviluppo.
Obiettivo: recuperare competitività
Questo cambio di rotta arriva dopo una fase complessa, segnata da una forte spinta verso l’elettrificazione sotto la gestione di Carlos Tavares.
Ora Stellantis sembra voler trovare un equilibrio diverso, anche per rispondere alla crescente pressione dei costruttori cinesi, sempre più competitivi sia sul fronte tecnologico sia su quello dei prezzi.
Tutto rinviato al piano industriale
Per ora, però, si tratta ancora di indiscrezioni. Il quadro definitivo sarà chiarito con la presentazione del nuovo piano industriale, attesa per il 21 maggio.
Sarà lì che Stellantis dovrà dimostrare se questa strategia — meno radicale ma più selettiva — sarà sufficiente per tenere insieme un gruppo così ampio, senza sacrificare identità e redditività.