Elkann critica l’era Tavares: "Stellantis deve tornare a innovare"

John Elkann chiede una svolta in Stellantis criticando l'era Tavares. Antonio Filosa guida la trasformazione strategica: piano industriale al Capital Markets Day il 21 maggio

Elkann critica l’era Tavares: "Stellantis deve tornare a innovare"
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Giorgio Colari
Pubblicato il 25 mar 2026

Il 2023 ha visto Stellantis raggiungere risultati economici di assoluto rilievo: ricavi per 189,5 miliardi di euro e un utile netto di 18,6 miliardi. Tuttavia, dietro queste cifre apparentemente rassicuranti, si cela un’inquietudine strategica che il presidente esecutivo John Elkann non ha esitato a rendere pubblica. Per Elkann, infatti, la vera sfida non risiede nella mera solidità dei numeri, ma nella capacità del gruppo di assicurare una sostenibilità di lungo periodo, rivedendo in modo profondo alcune scelte manageriali del passato, in particolare quelle dell’ex CEO Carlos Tavares.

Una svolta richiesta ai vertici

Durante la recente conference call sui risultati finanziari e nella sua lettera agli azionisti, John Elkann ha sottolineato la necessità di una vera discontinuità strategica. L’azienda, secondo il presidente, si trova di fronte a un bivio critico: il 2026 rappresenta una sorta di “resa dei conti”, con pressioni di mercato crescenti, rischi concreti di perdite e il timore di una possibile erosione del valore del gruppo. Solo una tempestiva correzione della rotta, basata su scelte coraggiose, potrà scongiurare scenari negativi.

La nuova guida di Antonio Filosa

A guidare questa fase di trasformazione è stato chiamato il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, con il compito di riconfigurare la gestione aziendale. La sua strategia si fonda su tre pilastri chiave: il ritorno alla qualità come marchio distintivo, il rafforzamento della disciplina operativa e il recupero di una connessione autentica con il mercato e le sue esigenze. Questi elementi costituiranno la spina dorsale del nuovo piano industriale, la cui presentazione pubblica è prevista per il prossimo Capital Markets Day fissato per il 21 maggio.

Dove si annidano le criticità

L’autocritica lanciata da John Elkann non riguarda tanto la validità dei risultati finanziari a breve termine, quanto la solidità delle scelte strategiche pregresse. L’ownership, rappresentata da Exor, si interroga infatti sulla reale compatibilità tra le strategie portate avanti negli ultimi anni — dal contenimento dei costi all’accelerazione tecnologica, fino all’espansione della gamma — e le nuove dinamiche di mercato, sempre più complesse e imprevedibili.

Sul piano operativo, la nuova amministrazione intende intervenire su più fronti: dalla razionalizzazione della capacità produttiva, al potenziamento dei sistemi di controllo qualitativo, passando per il rafforzamento dei rapporti con i distributori e una maggiore attenzione alle preferenze dei consumatori finali. A fianco di un rigoroso contenimento dei costi, si prevede anche una politica di investimenti selettivi, mirata ai settori con maggiore potenziale di ritorno e alle filiere tecnologiche in grado di garantire un reale vantaggio competitivo.

Attese del mercato e nuovi equilibri

La presa di posizione di John Elkann ha animato il dibattito sia negli ambienti finanziari che in quelli industriali. Da un lato, c’è chi interpreta questa comunicazione come una mossa preventiva, necessaria per evitare un ulteriore calo della valutazione di Stellantis; dall’altro, non manca chi sottolinea come l’era Carlos Tavares abbia portato risultati economici di rilievo e trasformazioni industriali di ampia portata.

Il momento cruciale sarà il 21 maggio, quando il nuovo piano industriale verrà presentato agli analisti e agli investitori durante il Capital Markets Day. In quell’occasione, sarà chiaro se la direzione intrapresa da Antonio Filosa rappresenterà una vera rottura strategica o un semplice affinamento delle strategie precedenti.

Ownership, management e prospettive future

Oltre i numeri, l’attenzione si concentra ora sul delicato equilibrio tra ownership e management. Il confronto tra le due anime del gruppo è ormai pubblico e costringe a ridefinire le responsabilità strategiche per gli anni a venire. In un settore, quello automobilistico, sempre più competitivo e attraversato da rapide metamorfosi tecnologiche, la vera sfida sarà riuscire a coniugare espansione, eccellenza qualitativa e sostenibilità finanziaria. Tutto questo guardando già al 2025, anno in cui i risultati delle scelte odierne inizieranno a produrre effetti tangibili sul mercato globale.

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