Oltre 800 ritiri di patente nei primi sei mesi del 2025: la colpa è del telefonino

A Torino, la sospensione breve della patente ha portato a 803 ritiri nei primi sei mesi del 2025. Le principali cause: cellulare alla guida e mancata cintura

Di Giorgio Colari
Pubblicato il 29 ago 2025
Oltre 800 ritiri di patente nei primi sei mesi del 2025: la colpa è del telefonino

Nel cuore di Torino, la viabilità urbana ha subito una vera e propria trasformazione nei primi sei mesi del 2025, segnando un punto di svolta nell’applicazione delle sanzioni stradali. Grazie all’introduzione della sospensione breve patente, prevista dalla recente riforma codice della strada approvata a dicembre 2024, oltre 800 automobilisti hanno già dovuto fare i conti con una realtà completamente nuova: il ritiro immediato della patente direttamente su strada, senza passaggi burocratici e con una durata variabile in base al saldo punti. Questa misura, fortemente voluta dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha l’obiettivo di rendere più incisive e tempestive le sanzioni, colpendo direttamente i comportamenti più pericolosi e diffusi tra gli automobilisti.

La sospensione breve patente rappresenta una vera rivoluzione rispetto al passato. Gli automobilisti che si trovano con un punteggio compreso tra 10 e 20 punti e commettono infrazioni gravi, vedono la loro patente ritirata per sette giorni. Se il saldo punti scende sotto la soglia dei dieci, la sospensione si allunga a quindici giorni. La normativa prevede inoltre che, in caso di incidente – anche se non sono coinvolti altri veicoli – la durata della sospensione venga automaticamente raddoppiata. Si tratta di un approccio che punta a una risposta immediata e proporzionata alla gravità della condotta, per rafforzare la sicurezza stradale e responsabilizzare maggiormente i conducenti.

I motivi principali: il telefono

Analizzando i dati raccolti dalla polizia municipale di Torino, emerge un quadro che parla chiaro: nel primo semestre dell’anno, la media delle sospensioni è stata di quattro al giorno. Il dato più sorprendente riguarda le cause che portano al ritiro della patente. Al primo posto, con il 64% dei casi (ben 517 sospensioni), troviamo l’uso del cellulare alla guida. Questa abitudine, sempre più diffusa e spesso sottovalutata, si conferma come il principale fattore di rischio sulle strade cittadine, superando comportamenti storicamente più temuti come l’eccesso di velocità o la guida in stato di ebbrezza.

Non meno rilevanti sono le altre infrazioni che hanno portato al ritiro della patente. Al secondo posto si collocano il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e l’assenza di seggiolini per bambini, con 162 casi registrati. Seguono violazioni più tradizionali: 73 automobilisti sono stati fermati per aver attraversato un incrocio con il semaforo rosso, 21 per non aver rispettato la precedenza, 10 per sorpassi vietati e 12 per inversioni di marcia irregolari. Tra i casi più eclatanti, spiccano anche un motociclista sorpreso senza casco e due conducenti fermati mentre viaggiavano contromano, a testimonianza di quanto siano ancora diffusi comportamenti estremamente pericolosi.

Assenza di precedenti

Un elemento distintivo della nuova normativa è l’assenza di precedenti storici: la polizia municipale sottolinea infatti come, in passato, le sospensioni avessero modalità di applicazione molto diverse, spesso caratterizzate da tempistiche più lunghe ma meno immediate. Oggi, invece, tutto avviene in tempo reale: gli agenti accertano l’infrazione, verificano il saldo punti e procedono con il ritiro della patente direttamente sul posto. Questa tempestività è stata resa possibile anche grazie a strumenti digitali che permettono di accedere rapidamente alle informazioni sul conducente.

Al momento del ritiro, al trasgressore viene consegnato un permesso provvisorio che consente esclusivamente di rientrare al proprio domicilio o di raggiungere il luogo di lavoro. Si tratta di una restrizione significativa, che ha già dimostrato di avere un forte effetto deterrente: se in passato le sanzioni pecuniarie spesso non bastavano a modificare i comportamenti scorretti, l’impossibilità di guidare per una o due settimane rappresenta una penalizzazione concreta, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente per esigenze lavorative o familiari.

L’esperienza torinese

L’esperienza di Torino offre un’interessante prospettiva su come la sospensione breve patente possa diventare uno strumento efficace non solo sulla carta, ma anche nella pratica quotidiana, per migliorare la sicurezza stradale e ridurre drasticamente i comportamenti a rischio. La presenza costante della polizia municipale sulle strade, unita alla rapidità nell’applicazione delle nuove regole, sembra aver già prodotto i primi risultati tangibili: meno distrazioni, più attenzione e una maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni al volante.

La riforma codice della strada si sta così affermando come un modello da seguire anche per altre città italiane, offrendo una risposta concreta e moderna alle nuove sfide della mobilità urbana. In un contesto in cui la tecnologia e la velocità della vita quotidiana rendono sempre più difficile mantenere alta l’attenzione alla guida, strumenti come la sospensione breve patente e il permesso provvisorio si rivelano alleati preziosi per garantire strade più sicure e cittadini più responsabili.

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