Smart #6, in scena i test a -35°C per la berlina plug-in

La Smart 6, berlina ibrida plug-in di Geely e Mercedes, è in test a Heilongjiang a -35°C. 285 km elettrici CLTC, powertrain NordThor Hybrid e sensore LiDAR. Produzione 2026, prezzi ancora incerti e futuro export da verificare

Smart #6, in scena i test a -35°C per la berlina plug-in
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Giorgio Colari
Pubblicato il 9 feb 2026

Nel panorama delle berline ibride plug-in di fascia alta, un nuovo modello si prepara a ridefinire gli standard del segmento: la Smart #6. Frutto della collaborazione tra Geely e Mercedes, questa vettura si distingue per un connubio di prestazioni elevate, autonomia da record e tecnologie di guida autonoma avanzate. Attualmente impegnata in severi test invernali nelle regioni settentrionali della Cina, la Smart #6 promette di essere un punto di riferimento per chi cerca innovazione e affidabilità in condizioni climatiche estreme, dove le temperature possono scendere ben al di sotto dei -35 gradi Celsius.

Una dura sfida

La fase di collaudo in ambienti così ostili non rappresenta soltanto una sfida per la resistenza meccanica, ma è fondamentale per valutare il comportamento della batteria, la gestione termica dei sistemi elettronici e l’efficienza complessiva del sistema ibrido. Il prototipo, immortalato sulle strade ghiacciate, sfoggia dettagli tecnici e stilistici di rilievo: maniglie a scomparsa, soluzioni aerodinamiche avanzate e un sensore LiDAR posizionato sul tetto, chiaro segnale di una propensione verso la guida autonoma di nuova generazione.

Le dimensioni della vettura sono particolarmente generose, con una lunghezza di 4.906 mm, una larghezza di 1.922 mm, un’altezza di 1.508 mm e un passo di 2.926 mm. Questi valori assicurano un’abitabilità interna di livello superiore e una presenza su strada che non passa inosservata. Il design esterno si distingue per una barra luminosa continua che unisce i gruppi ottici anteriori, mentre la coda è impreziosita da uno spoiler attivo retrattile, pensato per ottimizzare l’aerodinamica alle alte velocità.

Il centro tecnologico del veicolo

Il cuore tecnologico della Smart #6 è rappresentato dalla piattaforma NordThor Hybrid sviluppata da Geely. Questo sistema ibrido plug-in abbina un motore termico quattro cilindri 1.5T da 120 kW a un’unità elettrica da 200 kW, gestiti da un cambio DHT a tre rapporti. L’output complessivo raggiunge i 320 kW, un valore che si traduce in accelerazioni brillanti sia in modalità completamente elettrica sia in quella ibrida, garantendo così versatilità e piacere di guida in ogni situazione.

Sul fronte dell’autonomia, i dati dichiarati dal costruttore parlano di 285 km in modalità elettrica pura secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC, grazie a una batteria LFP la cui capacità specifica non è ancora stata comunicata. L’autonomia totale, combinando l’energia elettrica e il carburante tradizionale, supera i 1.800 km secondo lo stesso ciclo, una cifra che punta a ridurre al minimo la necessità di ricariche frequenti durante i lunghi viaggi. Tuttavia, è doveroso sottolineare che lo standard CLTC tende a fornire valori più ottimistici rispetto a quelli delle normative WLTP o EPA, rendendo necessarie ulteriori verifiche in condizioni d’uso reale, specialmente in ambienti climaticamente impegnativi come l’Heilongjiang, dove si stanno svolgendo i test.

Alla ricerca della massima longevità

La scelta di una batteria con chimica LFP riflette una strategia orientata a massimizzare affidabilità e longevità, sebbene questa soluzione presenti una densità energetica inferiore rispetto alle più diffuse batterie NMC. Questo compromesso potrebbe risultare vincente per chi cerca una vettura capace di mantenere prestazioni costanti nel tempo, anche dopo numerosi cicli di ricarica.

Il sensore LiDAR installato sul tetto rappresenta uno degli elementi tecnologici di maggiore rilievo. La sua presenza indica la volontà di offrire sistemi di assistenza alla guida di livello superiore rispetto ai tradizionali ADAS. Non è ancora chiaro se la Smart #6 sarà equipaggiata con funzionalità di guida autonoma di livello avanzato oppure se il pacchetto si limiterà a soluzioni di livello 2 o 2+, ma la predisposizione per l’adozione di queste tecnologie è evidente e lascia presagire importanti sviluppi futuri.

Un aspetto curioso e di potenziale impatto normativo riguarda le maniglie a scomparsa: benché attualmente presenti sui prototipi, la Cina sta valutando di vietarle per motivi di sicurezza, il che potrebbe obbligare i costruttori a rivedere il design prima dell’avvio della produzione di massa. Si tratta di una questione non solo tecnica ma anche legislativa, che potrebbe influenzare il posizionamento del modello sui mercati internazionali.

I potenziali prezzi

Per quanto riguarda il prezzo, non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali e la strategia di esportazione resta avvolta nell’incertezza. Il debutto commerciale della Smart #6 è previsto per il 2026, inizialmente destinato al mercato domestico cinese. Resta da vedere se Geely e Mercedes decideranno di proporre questa berlina anche in Europa o in altri mercati, dove le normative sono più stringenti e i processi di omologazione più complessi.

Le potenzialità competitive della Smart #6 sono indiscutibili: autonomia estesa, prestazioni di alto livello e sistemi di assistenza alla guida all’avanguardia. Tuttavia, permangono interrogativi sulla reale autonomia elettrica in condizioni d’uso quotidiano, sul prezzo di listino e sulle strategie commerciali globali. I prossimi mesi, tra test climatici e certificazioni, saranno decisivi per comprendere se questa berlina riuscirà davvero a rivoluzionare il mercato delle ibride plug-in, offrendo un nuovo punto di riferimento per la mobilità sostenibile e tecnologicamente avanzata.

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