Geely valuta la produzione in Europa nelle fabbriche di Ford

Ford e Geely trattano una partnership produttiva in Europa: produzione locale per aggirare dazi UE, condivisione di tecnologie come la guida autonoma e impatti politici e industriali

Geely valuta la produzione in Europa nelle fabbriche di Ford
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 5 feb 2026

Nel cuore di una trasformazione senza precedenti per il settore automobilistico europeo, due giganti internazionali si trovano oggi al centro di un dialogo strategico che potrebbe riscrivere le regole della produzione e della competizione globale. Le trattative tra Ford e Geely stanno attirando l’attenzione di analisti e operatori, in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, dazi commerciali sempre più severi e dalla necessità di innovazione tecnologica accelerata.

La cornice di questa potenziale alleanza è segnata dall’introduzione di dazi UE che possono arrivare fino al 37,6% sulle importazioni di veicoli prodotti in Cina. Un contesto che ha spinto Geely, uno dei principali costruttori automobilistici cinesi, a cercare nuove strade per accedere ai mercati occidentali senza subire il peso di queste barriere tariffarie. Parallelamente, Ford vede nella collaborazione una possibilità concreta di colmare il divario tecnologico nei settori della connettività avanzata e della guida autonoma, aree in cui i player asiatici continuano a esercitare una leadership indiscussa.

Negoziati in corso da mesi

I negoziati, iniziati diversi mesi fa, si sono sviluppati attraverso una serie di incontri chiave sia negli Stati Uniti che in Cina, delineando un progetto di partnership industriale e tecnologica capace di ridefinire gli equilibri produttivi in Europa. Al centro delle discussioni, la possibilità per Geely di assemblare i propri veicoli direttamente nel territorio europeo, eludendo così le pesanti restrizioni imposte dai dazi UE e favorendo un’integrazione più fluida nelle catene commerciali continentali.

Un elemento cruciale della strategia riguarda la scelta dello stabilimento produttivo: tra le opzioni più accreditate emerge il sito di Valencia, in Spagna. Questa localizzazione rappresenterebbe per Geely un punto di ingresso privilegiato nel mercato europeo, consentendo al contempo di sfruttare infrastrutture già esistenti e una forza lavoro specializzata. Non si tratta di una novità assoluta per il gruppo cinese, che ha già sperimentato con successo modelli simili attraverso accordi con Renault in Corea del Sud e in Brasile, ottenendo benefici tangibili in termini di economie di scala e di penetrazione commerciale.

Un duplice vantaggio

Dal punto di vista di Ford, la partnership con Geely offre un duplice vantaggio: da un lato, la possibilità di accedere a competenze avanzate nello sviluppo di software per il vehicle management e nelle architetture elettriche di ultima generazione, tecnologie in cui la Cina si sta imponendo come riferimento globale; dall’altro, l’opportunità di ridurre i costi operativi e di accelerare il time-to-market dei nuovi modelli elettrici. La joint production prevista dal progetto permetterebbe inoltre di ottimizzare la supply chain e di ottenere economie di scala fondamentali per competere in un mercato sempre più complesso.

Tuttavia, il cammino verso la realizzazione di questa alleanza è tutt’altro che privo di ostacoli. Negli Stati Uniti, la posizione dell’amministrazione Biden resta fortemente restrittiva nei confronti dei veicoli cinesi, generando potenziali rischi reputazionali per Ford, specie dopo le recenti polemiche sull’impiego di celle CATL negli impianti del Michigan. Sul fronte europeo, sebbene il clima sia più favorevole all’innovazione e all’integrazione industriale, permangono le preoccupazioni di sindacati e decisori politici. Le richieste riguardano la tutela dell’occupazione locale, la garanzia di una sovranità tecnologica effettiva e la protezione dei dati sensibili raccolti dai veicoli connessi.

Al momento, le trattative tra Ford e Geely restano in una fase esplorativa, in attesa di verifiche tecniche ed economiche che possano confermare la fattibilità del progetto. Se dovessero concretizzarsi, le conseguenze per il settore automobilistico europeo sarebbero profonde: la diffusione di veicoli connessi e a guida autonoma potrebbe subire un’accelerazione significativa, costringendo i competitor tradizionali a ripensare strategie e alleanze. In un’Europa che cerca nuove traiettorie di crescita e competitività, la sfida lanciata da Ford e Geely potrebbe segnare l’inizio di una nuova era industriale, fondata su sinergie globali e sull’integrazione delle migliori competenze tecnologiche a livello internazionale.

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