ChatGPT, come usare l'intelligenza artificiale per la diagnosi auto

Analisi FixMyCar: ChatGPT offre ipotesi su guasti e suggerimenti diagnostici, ma controlli su frizione e trasmissione vanno affidati a un meccanico qualificato

ChatGPT, come usare l'intelligenza artificiale per la diagnosi auto
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 feb 2026

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui gli automobilisti affrontano la manutenzione delle proprie vetture, ma è davvero pronta a sostituire il giudizio umano? Secondo una recente indagine condotta da FixMyCar su oltre 2.500 conducenti nell’ultimo anno, il rapporto tra guidatori e tecnologia evolve rapidamente, ma non senza dubbi e cautele. Un automobilista su cinque dichiara di affidarsi completamente ai consigli forniti dall’IA per la riparazione veicoli, mentre uno su tre resta indeciso e uno su otto si mostra apertamente scettico. Questa fotografia mette in luce un trend in crescita, ma anche i limiti che emergono quando si passa dalla teoria alla pratica.

L’esperimento della piattaforma FixMyCar ha coinvolto direttamente ChatGPT, sottoponendo all’algoritmo una serie di descrizioni di guasti frequenti. All’intelligenza artificiale è stato chiesto di individuare le cause probabili e suggerire i passaggi più idonei per una diagnosi auto accurata. I risultati? Le risposte fornite si sono rivelate generalmente coerenti con le metodologie seguite dai tecnici del settore, tanto che Inderjit Matharu, meccanico esperto di Mobile Mechanics and Tyres, ha riconosciuto la validità delle ipotesi elaborate dall’IA.

Una vera sfida

Tuttavia, la vera sfida si presenta quando la diagnosi si sposta sul piano operativo. Operazioni come il controllo del livello della trasmissione, l’ispezione della frizione o l’accesso alle componenti interne del cambio richiedono non solo conoscenze tecniche approfondite, ma anche attrezzature specifiche e una gestione del rischio che solo un meccanico qualificato può garantire. Come sottolinea Matt Wrankmore, responsabile delle reti officina, “la sicurezza dei veicoli e dei conducenti deve restare una priorità, e non può essere delegata esclusivamente a uno strumento digitale”.

Il messaggio che emerge è duplice e invita alla riflessione: da un lato, l’intelligenza artificiale rappresenta un prezioso alleato per orientarsi tra le possibili cause di un guasto e per porre domande più mirate in officina; dall’altro, non potrà mai sostituire l’esperienza sul campo e il giudizio critico di chi ha costruito le proprie competenze con anni di lavoro e formazione. È fondamentale, quindi, che gli automobilisti considerino questi strumenti digitali come una risorsa informativa e non come un sostituto delle competenze professionali.

Alcuni accorgimenti pratici

L’indagine suggerisce anche alcuni accorgimenti pratici per chi si affida all’IA nella gestione della manutenzione: annotare con precisione i sintomi del problema, registrare le condizioni di guida in cui si manifesta il guasto e raccogliere materiale visivo, come foto o video di eventuali rumori sospetti. Queste informazioni, una volta fornite al meccanico qualificato, possono velocizzare la diagnosi auto, ridurre i costi e migliorare la comprensione della situazione da parte del tecnico.

Prima di cimentarsi in una riparazione veicoli domestica, è essenziale valutare se l’intervento richiede strumenti specifici o l’accesso a componenti critiche come la trasmissione. In questi casi, il rischio di danneggiare ulteriormente il veicolo o di compromettere la sicurezza personale è concreto e può essere evitato solo affidandosi a chi possiede l’esperienza e le attrezzature necessarie.

Collaborazione fra più piattaforme

Guardando al futuro del settore aftermarket, la direzione più promettente sembra essere quella della collaborazione tra piattaforme digitali e officine tradizionali. Le AI, come ChatGPT, continueranno a perfezionarsi nell’analisi testuale e nella proposta di percorsi diagnostici, ma la conferma definitiva dovrà sempre arrivare da un intervento tecnico in presenza. Non a caso, FixMyCar si sta muovendo proprio in questa direzione, sviluppando un ponte tra consulenze virtuali e verifiche professionali.

La conclusione appare chiara: sfruttare l’intelligenza artificiale come strumento di comprensione e orientamento è una scelta saggia, ma quando si tratta di interventi su componenti vitali dell’auto, la prudenza suggerisce di affidarsi sempre a un meccanico qualificato. L’esperienza, la formazione e la disponibilità di attrezzature adeguate restano insostituibili per garantire la sicurezza di veicoli e conducenti.

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