Incentivi per auto usate: proposti sconti su Euro 6 ibridi ed EV

L'Acea chiede incentivi sull'acquisto di auto usate recenti Euro 6 e ibride, con rottamazione di Euro 3/4 e certificazioni sulle batterie per accelerare la transizione verde

Incentivi per auto usate: proposti sconti su Euro 6 ibridi ed EV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 feb 2026

Il mercato automobilistico europeo sta vivendo una fase di profonda trasformazione, in cui il ruolo delle incentivi auto usate emerge come leva strategica per rendere la mobilità più sostenibile e accessibile. Se oggi, per ogni veicolo nuovo immatricolato, si vendono ben tre auto di seconda mano, è evidente quanto il mercato dell’usato sia cruciale nella transizione ecologica. L’età media del parco circolante, superiore ai 12 anni in molti Paesi dell’Europa orientale e meridionale, rappresenta una sfida importante per il raggiungimento degli obiettivi climatici e sociali.

Un cambio di paradigma nelle politiche di incentivazione

Le associazioni dei costruttori, tra cui la Acea, sollecitano un ripensamento delle strategie attuali: è necessario estendere i bonus non solo alle vetture nuove, ma anche all’acquisto di auto usate di ultima generazione, come le Euro 6, le ibride e le elettriche. Un simile allargamento delle misure, accompagnato da efficaci programmi di rottamazione dei veicoli più obsoleti – Euro 3 e Euro 4 – consentirebbe di ridurre sensibilmente le emissioni e, allo stesso tempo, di offrire soluzioni più economiche alle famiglie a reddito medio-basso, tradizionalmente escluse dagli incentivi riservati alle auto nuove.

Risposta all’inflazione e alle nuove dinamiche di mercato

Il contesto attuale, segnato da una forte inflazione e da costi crescenti per l’acquisto di auto nuove – dovuti sia all’inasprimento delle normative ambientali che all’avanzare dell’elettrificazione – sta progressivamente spingendo gli acquirenti verso il segmento dell’usato. Senza un intervento mirato, il rischio concreto è quello di un mercato immobilizzato: l’offerta si restringe, i prezzi salgono, come già accaduto durante la crisi dei semiconduttori nel 2020, quando la scarsità di immatricolazioni nuove fece impennare i valori delle auto di seconda mano.

Il ruolo chiave della digitalizzazione e della fiducia

Perché gli incentivi auto usate possano davvero incidere, è fondamentale puntare sulla trasparenza batterie nei veicoli elettrici di seconda mano e su sistemi digitali che traccino in modo completo e standardizzato la storia di ogni vettura. Solo così sarà possibile garantire dati affidabili, uniformi e accessibili, elementi che i costruttori considerano indispensabili per accrescere la fiducia dei consumatori e rendere efficaci le politiche di incentivazione.

Benefici ambientali, economici e occupazionali

Dal punto di vista ambientale, la sostituzione delle vecchie auto inquinanti con soluzioni usate Euro 6, ibride o elettriche, permetterebbe una significativa riduzione delle emissioni di CO₂, NOx e particolato. Dal lato economico, incentivi ben calibrati potrebbero sostenere i ceti meno abbienti e, parallelamente, stimolare anche il mercato del nuovo grazie al ricambio generato da flotte aziendali e contratti di leasing. Il ciclo virtuoso che si creerebbe avrebbe effetti positivi anche sull’occupazione nel settore automotive.

Criticità e dubbi degli osservatori

Non mancano però le perplessità. Esperti di finanza pubblica sottolineano il potenziale impatto sul bilancio statale di programmi di incentivazione troppo estesi e mettono in guardia contro possibili distorsioni del mercato. Dal fronte ambientalista arriva invece la richiesta di assicurare che gli incentivi non si traducano in semplici sostituzioni di veicoli già efficienti con altri che, considerando l’intero ciclo di vita, non apporterebbero reali benefici climatici. Infine, dal punto di vista operativo, si evidenzia il rischio di frammentazione normativa qualora gli Stati membri non coordinassero le misure seguendo linee guida europee condivise.

Le diverse posizioni in campo

Le famiglie a basso reddito e le associazioni di categoria accolgono positivamente l’idea di estendere gli incentivi auto usate, vedendoli come un’opportunità concreta per accedere a una mobilità più pulita. I costruttori, dal canto loro, considerano la misura essenziale per rafforzare la fiducia nel mercato dell’usato e sostenere le vendite di nuove vetture. Bruxelles, infine, è chiamata a valutare con attenzione l’impatto di bilancio, l’efficacia dei sistemi anti-frode e le garanzie sull’autenticità della sostenibilità ambientale.

Verso una mobilità più equa e sostenibile

La proposta di estendere gli incentivi auto usate apre la strada a una riflessione più ampia su come integrare equità sociale e transizione climatica nel settore automobilistico. Non si tratta solo di modificare le regole fiscali, ma di adottare strumenti digitali e normativi che rendano il mercato dell’usato più trasparente, responsabile e orientato al futuro. Solo così sarà possibile coniugare accessibilità economica, benefici ambientali e innovazione tecnologica, garantendo una mobilità davvero sostenibile per tutti.

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