Robotaxi, non è più l'auto il problema: negli USA sotto accusa finiscono i passeggeri

Negli Stati Uniti i robotaxi Waymo devono fare i conti con un nuovo problema: passeggeri maleducati che sporcano, danneggiano i veicoli e causano disservizi

Robotaxi, non è più l'auto il problema: negli USA sotto accusa finiscono i passeggeri
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Renato Terlisi
Pubblicato il 30 lug 2026

Per anni il dibattito sui robotaxi si è concentrato soprattutto sull’affidabilità della guida autonoma. Dai blocchi improvvisi nel traffico alle difficoltà nel gestire situazioni complesse, i veicoli senza conducente sono stati spesso al centro delle polemiche, in particolare negli Stati Uniti.

Oggi, però, il problema sembra essersi spostato. A finire sotto accusa non sono più le auto, ma alcuni passeggeri, il cui comportamento sta creando nuove difficoltà agli operatori del settore. Secondo quanto riportato da Bloomberg, episodi di incuria e vandalismo starebbero aumentando, costringendo aziende come Waymo ad adottare misure sempre più severe.

Portiere aperte, rifiuti e abitacoli lasciati in pessime condizioni

L’assenza di un conducente a bordo sembra spingere alcuni utenti a comportamenti che difficilmente adotterebbero su un taxi tradizionale. Uno dei primi problemi emersi riguardava le portiere lasciate aperte al termine della corsa. Un gesto apparentemente banale che, nei robotaxi, può bloccare completamente il veicolo e impedirgli di riprendere il servizio.

Per limitare il fenomeno, Waymo arrivò persino a offrire una ricompensa di 20 dollari a chiunque chiudesse la portiera rimasta aperta dopo il passaggio di un passeggero, evitando così l’intervento di personale dedicato. Con il tempo la situazione sarebbe peggiorata. Molti utenti segnalano veicoli lasciati sporchi con avanzi di cibo, bevande rovesciate, macchie di ketchup, sacchetti della spazzatura e altri rifiuti. Nei casi più estremi sarebbero stati trovati anche vomito, liquidi e altri residui che hanno reso necessaria la pulizia straordinaria dei mezzi.

Secondo quanto raccontato da alcuni clienti abituali, capita anche che siano gli stessi passeggeri a segnalare problemi agli operatori remoti, come nel caso di chi, dopo aver calpestato escrementi di cane prima di salire a bordo, ha avvisato l’assistenza affinché il veicolo venisse sanificato al termine della corsa.

Passeggeri addormentati e perfino chiamate al 911

Tra gli episodi più insoliti c’è quello dei passeggeri che si addormentano durante il viaggio. Senza un conducente che possa richiamare l’attenzione o invitare il cliente a scendere, il robotaxi può rimanere fermo a destinazione per diversi minuti. Gli operatori tentano inizialmente di svegliare il passeggero attraverso gli altoparlanti installati nell’abitacolo, ma non sempre l’intervento è sufficiente.

Ad Austin, nei primi nove mesi di servizio, sarebbero state effettuate 99 chiamate al numero di emergenza 911 proprio per gestire situazioni di questo tipo. Waymo ha quindi organizzato un team dedicato ai casi più complessi, incaricato di coordinarsi con i soccorritori quando necessario.

Tra gli episodi più particolari raccontati negli ultimi mesi figura anche quello di una passeggera che, durante il tragitto verso l’ospedale a San Francisco, ha dato alla luce un bambino all’interno del robotaxi. In quell’occasione l’assistenza remota ha gestito la comunicazione con i servizi di emergenza fino all’arrivo dei soccorsi.

Multe per chi sporca i robotaxi

Per cercare di limitare i comportamenti scorretti, gli operatori stanno introducendo sanzioni economiche. Tesla, che ha avviato il proprio servizio di robotaxi in alcune aree degli Stati Uniti, applica una tariffa di 50 dollari anche per sporco lieve, come una macchia di cibo. La sanzione sale a 150 dollari in caso di fumo a bordo o presenza di rifiuti organici.

Anche Waymo prevede un contributo per la pulizia pari a 50 dollari, che può arrivare a 100 dollari se il problema viene segnalato dal passeggero successivo anziché dall’autore del danno. Per gli utenti recidivi sono previste penalità ancora più severe.

L’aumento di questi episodi dimostra che lo sviluppo della mobilità autonoma non dipende soltanto dall’evoluzione della tecnologia. Anche il comportamento degli utenti può influire sul successo del servizio, aumentando i costi operativi e riducendo la disponibilità dei veicoli. Una sfida inattesa che i principali operatori dovranno affrontare per rendere i robotaxi sempre più affidabili e sostenibili nelle grandi città.

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