Porsche cambia alleato per la CO2: lascia il pool Volkswagen e sceglie Xpeng
Porsche lascia il pool CO2 di Volkswagen e crea un'alleanza con Xpeng fino al 2027. Ecco perché la scelta può aiutare sulle emissioni
Porsche cambia strategia per rispettare i limiti europei sulle emissioni di CO2. Il costruttore tedesco ha deciso di uscire dal raggruppamento guidato dal Gruppo Volkswagen e di creare un nuovo pool insieme a Xpeng, marchio cinese che in Europa vende esclusivamente automobili elettriche.
La scelta può sembrare sorprendente considerando che Porsche appartiene al Gruppo Volkswagen, ma ha una spiegazione soprattutto normativa. Le elettriche di Xpeng possono infatti contribuire ad abbassare la media delle emissioni del nuovo raggruppamento, compensando il peso delle vetture Porsche con motori termici e ibridi.
L’accordo è previsto fino alla fine del 2027 e il nuovo pool sarà gestito direttamente da Porsche. Inoltre, potrà accogliere altri costruttori interessati.
Perché Porsche lascia il pool CO2 di Volkswagen
Per capire la decisione bisogna partire dalle regole europee. Il sistema del cosiddetto pooling permette a più costruttori di unire virtualmente le proprie flotte per calcolare le emissioni medie di CO2. Il principio è relativamente semplice. Un marchio con una quota elevata di automobili elettriche può compensare le emissioni di un costruttore che vende soprattutto modelli con motori a combustione. L’obiettivo è rispettare i limiti stabiliti dall’Unione Europea ed evitare le sanzioni previste in caso di superamento.
Il Gruppo Volkswagen arriva a questa fase con una situazione non semplice. Nel 2025 avrebbe registrato una media di circa 100 grammi di CO2 per chilometro, contro un obiettivo indicato in 93,6 g/km. Le regole europee consentono comunque ai costruttori di valutare il rispetto degli obiettivi considerando il periodo 2025-2027, offrendo quindi più tempo per compensare eventuali risultati insufficienti. Porsche, però, ha scelto una strada differente.
Xpeng può compensare le emissioni delle Porsche termiche
Il vantaggio offerto da Xpeng è legato direttamente alla sua gamma europea. Il costruttore cinese commercializza infatti automobili esclusivamente elettriche, che vengono conteggiate con zero emissioni allo scarico ai fini dei calcoli previsti dalla normativa.
Per Porsche si tratta di un alleato particolarmente utile. Negli ultimi anni il marchio aveva puntato molto sull’elettrificazione, ma il mercato ha imposto una revisione dei programmi. La domanda di auto elettriche non ha seguito ovunque il ritmo inizialmente previsto e Porsche ha deciso di mantenere un ruolo importante per motori termici e sistemi ibridi. Questa strategia può però rendere più complicato raggiungere gli obiettivi europei sulla CO2. Modelli potenti, pesanti e dotati di motori a combustione incidono inevitabilmente sulla media della flotta.
Inserendo nello stesso raggruppamento le elettriche Xpeng, Porsche può ottenere una media complessiva più favorevole senza dover dipendere dal pool del Gruppo Volkswagen. La decisione non significa quindi che Porsche stia interrompendo i rapporti industriali con Volkswagen. Si tratta di una scelta specifica relativa al calcolo delle emissioni europee, anche se resta significativa perché porta il marchio tedesco a cercare un partner esterno al proprio gruppo.
Il nuovo pool Porsche-Xpeng potrà accogliere altri marchi
C’è poi un altro elemento interessante. Il raggruppamento non dovrebbe essere limitato esclusivamente a Porsche e Xpeng. Secondo le informazioni disponibili, altri costruttori potranno chiedere di aderire entro il 5 settembre. L’ingresso di ulteriori aziende potrebbe modificare ancora la media complessiva delle emissioni e rafforzare il nuovo pool. L’accordo resterà valido fino alla fine del 2027, coincidente con la conclusione del periodo utilizzato per valutare il raggiungimento degli attuali obiettivi.
Per Porsche la scelta rappresenta soprattutto uno strumento per guadagnare maggiore flessibilità durante una fase delicata della propria transizione tecnologica. Il costruttore può continuare a sviluppare elettriche senza essere costretto ad accelerare oltre quanto richiesto dal mercato, mantenendo contemporaneamente ibride e motorizzazioni tradizionali nella propria gamma.
Ed è proprio questo l’aspetto più importante della vicenda: l’alleanza con Xpeng non riguarda nuovi modelli sviluppati insieme, ma serve a Porsche per affrontare con maggiore margine la partita europea della CO2 fino al 2027.