Oltre 600.000 consegne in 22 mesi: una crescita da record
Xiaomi oltre 600.000 consegne in 22 mesi: la YU7 traina le vendite. Con oltre 410.000 unità nel 2025 punta a 550.000 nel 2026 e valuta l'ingresso in Europa
Il settore dei veicoli elettrici sta vivendo una fase di rapida evoluzione e uno dei protagonisti più sorprendenti di questa trasformazione è senza dubbio Xiaomi. L’azienda, celebre per la sua capacità di innovare e conquistare nuovi mercati, ha raggiunto un risultato impressionante: oltre 600.000 consegne cumulative di auto elettriche in soli 22 mesi, dalla fondazione della divisione EV ad aprile 2024. Un ritmo di crescita che segna un punto di svolta nella storia recente dell’automotive cinese e pone le basi per una nuova stagione di competizione globale.
A gennaio 2026, Xiaomi ha registrato un nuovo record mensile con 39.002 consegne, consolidando la propria posizione nel mercato. Nel corso dell’anno precedente, il costruttore ha totalizzato oltre 410.000 unità, dimostrando una costanza e una scalabilità produttiva degne di nota. L’azienda guidata da Lei Jun guarda ora al futuro con ambizioni ancora più elevate, fissando un target 2026 di 550.000 veicoli, che rappresenta una crescita annua del 34%. Per sostenere questa traiettoria, è previsto un ampliamento della gamma con almeno quattro nuovi modelli, tra cui una versione aggiornata della berlina SU7 e diverse varianti SUV dotate di autonomia estesa.
Un’espansione fragorosa
Questi dati raccontano una storia di espansione straordinaria nel segmento dei NEV (New Energy Vehicles), un settore che sta ridefinendo il concetto di mobilità sostenibile in Cina e oltre. Il modello SU7, lanciato come prima proposta nel segmento medio-grande, ha concluso il proprio ciclo produttivo dopo aver superato le 380.000 unità vendute. Ma è stato il SUV YU7, presentato a metà 2025, a catalizzare l’attenzione del mercato: in appena sei mesi ha totalizzato oltre 150.000 consegne, superando nettamente le performance iniziali della SU7. Nel gennaio 2026, la YU7 ha rappresentato il 97% delle vendite mensili, conquistando il titolo di modello elettrico singolo più venduto in Cina.
La strategia di Xiaomi si fonda su elementi consolidati dalla sua esperienza nei settori consumer: una forte integrazione tecnologica, un rapporto qualità-prezzo estremamente competitivo e una capacità di produzione di massa che le consente di affrontare rivali sia locali che internazionali. Nel segmento dei SUV medi, la YU7 si posiziona come la principale antagonista della Tesla Model Y, puntando su clienti sensibili all’innovazione e ai grandi volumi. Tuttavia, il contesto rimane estremamente competitivo: numerosi costruttori, sia cinesi che stranieri, stanno intensificando promozioni e tagli di prezzo, mantenendo alta la pressione sui margini e la volatilità del mercato.
Un anno cruciale
Secondo gli analisti, il 2026 sarà un anno cruciale per la divisione automotive di Xiaomi, che dovrà dimostrare di saper scalare la produzione senza compromettere la redditività. La prima leva strategica riguarda proprio la capacità di espandersi mantenendo margini sostenibili; la seconda, altrettanto fondamentale, è l’avanzamento dei piani di espansione verso l’Unione Europea. L’obiettivo è completare le validazioni entro il 2027, anche se non sono ancora stati annunciati dettagli operativi riguardo all’export.
Non mancano i rischi. La concentrazione delle vendite su pochi modelli di punta, come la YU7 e la SU7, espone Xiaomi a potenziali oscillazioni della domanda. Inoltre, la forte competizione commerciale e le ingenti spese necessarie per l’espansione internazionale potrebbero comprimere la redditività nel breve periodo. Tuttavia, la domanda robusta della YU7 e la solida base clienti costruita intorno alla SU7 rappresentano asset fondamentali per il lancio di nuove varianti e servizi digitali collegati ai veicoli elettrici.
Il prossimo biennio sarà determinante: la capacità di Xiaomi di trasformare la propria eccellenza tecnologica e la sua aggressività commerciale in risultati finanziari duraturi stabilirà se l’azienda potrà davvero compiere il salto da fenomeno domestico a protagonista globale nel settore dei NEV. Gli osservatori di mercato seguiranno con attenzione la progressione verso il target 2026 e il debutto internazionale, consapevoli che le sfide poste da normative, certificazioni e preferenze dei consumatori nei mercati extra-cinesi sono radicalmente diverse da quelle affrontate finora in Cina.