Xiaomi fine della prima SU7 e lancia la nuova generazione

Xiaomi conclude la produzione della prima SU7 dopo oltre 381.000 vendite. Nuovo modello in arrivo ad aprile 2026 con prezzi di prevendita tra 229.900 e 309.900 yuan

Xiaomi fine della prima SU7 e lancia la nuova generazione
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Giorgio Colari
Pubblicato il 11 feb 2026

Il percorso di Xiaomi nel settore automotive ha appena segnato un traguardo di grande rilievo: la fine della prima generazione della SU7, la berlina elettrica che ha ridefinito le ambizioni del marchio cinese nel mondo delle quattro ruote. In meno di due anni, la vettura ha raggiunto l’impressionante cifra di vendite SU7 pari a 381.000 unità, conquistando una posizione di assoluto rilievo nel mercato interno e riuscendo addirittura a superare la storica rivale Tesla Model 3 in termini di volumi commercializzati nella fascia premium cinese. Ora, con l’uscita dell’ultima SU7 di prima generazione – una versione color oliva destinata a un cliente di Xi’an – Xiaomi si prepara a voltare pagina, pronta a lanciare la nuova generazione che promette di consolidare e ampliare ulteriormente la propria presenza nel comparto delle auto elettriche cinesi.

Numeri da record e leadership nel segmento premium

La chiusura della produzione SU7 non rappresenta un semplice passaggio di testimone tra due modelli, ma certifica il successo di una strategia industriale e commerciale che ha saputo imporsi in un contesto altamente competitivo. Nei primi nove mesi del 2024, Xiaomi ha consegnato circa 130.000 esemplari, mentre il 2025 ha visto le immatricolazioni crescere fino a quota 258.000, rendendo la SU7 la berlina premium più venduta in Cina tra quelle con un prezzo superiore ai 200.000 yuan. Un risultato che, se rapportato alla rapidità con cui il brand si è affermato, evidenzia la solidità del progetto e la capacità di interpretare le esigenze di un pubblico sempre più esigente.

I tre pilastri di un successo annunciato

Dietro il boom delle vendite SU7 si celano tre fattori chiave. Il primo è una politica di prezzo SU7 estremamente aggressiva: la berlina è stata proposta con un listino compreso tra 229.900 e 309.900 yuan, una fascia che ha reso la vettura accessibile a un’ampia platea di clienti senza rinunciare a contenuti di livello superiore. Il secondo pilastro è rappresentato da specifiche tecniche solide, in grado di soddisfare sia gli appassionati di tecnologia che coloro che cercano prestazioni affidabili e comfort. Ma è il terzo elemento a fare la differenza: l’integrazione totale nell’ecosistema Xiaomi. Questa sinergia, che unisce smartphone, servizi digitali e un’interfaccia familiare a milioni di utenti, ha creato un valore aggiunto percepito che pochi concorrenti possono vantare. Il risultato è una proposta capace di attrarre sia i clienti attenti al prezzo sia coloro che non vogliono scendere a compromessi in termini di innovazione.

La nuova generazione all’orizzonte

L’attenzione ora si sposta verso il futuro. Le principali concessionarie di Xi’an, Shanghai e altre grandi città cinesi si preparano a presentare i prototipi della nuova SU7 a partire dal 13 febbraio. L’azienda ha già annunciato una serie di interventi significativi su carrozzeria, interni, dotazioni e sistema di propulsione, promettendo un ulteriore salto di qualità. Il tutto senza perdere di vista l’equilibrio tra qualità percepita e competitività dei prezzi, elemento che ha reso vincente la prima generazione. Il debutto commerciale della nuova SU7 è fissato per aprile 2026, in perfetta coerenza con la strategia di transizione comunicata al mercato.

Le sfide della maturità: tra concorrenza e innovazione

Se la prima SU7 ha dimostrato le capacità industriali e progettuali di Xiaomi in tempi record, il vero banco di prova sarà il consolidamento della leadership nel lungo periodo. Mantenere alti volumi di vendita in un segmento sempre più affollato, difendere i margini dalla pressione dei concorrenti e assicurare un servizio post-vendita efficiente sono le sfide principali che attendono il brand. Gli analisti sottolineano inoltre il rischio di sovrapposizione tra i diversi modelli e la necessità di ampliare la base clienti verso i mercati esteri, dove le auto elettriche cinesi si confrontano con una concorrenza particolarmente agguerrita e barriere di ingresso elevate.

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