Mercato auto usate in crescita: 5,59 milioni di trasferimenti nel 2025

Nel 2025 il mercato delle auto usate in Italia cresce del 2,9% con 5,59 milioni di trasferimenti. Diesel e benzina dominano; ibride ed elettriche guadagnano terreno lentamente

Mercato auto usate in crescita: 5,59 milioni di trasferimenti nel 2025
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 feb 2026

Il mercato auto usate italiano continua a sorprendere con una crescita che sembra non conoscere battute d’arresto. Nel corso dell’ultimo anno sono stati registrati ben 5.593.646 trasferimenti di proprietà, un dato che segna un incremento del 2,9% rispetto al 2024 e che avvicina il settore ai livelli pre-pandemici del 2019, distanti ormai solo quattro decimi di punto percentuale. Questo trend positivo evidenzia come l’acquisto di auto di seconda mano rappresenti oggi una soluzione privilegiata per molti italiani, spinti dalla necessità di ottimizzare le spese in un contesto economico ancora incerto. A sostenere la domanda è anche la maggiore disponibilità di veicoli, favorita dall’aumento delle immatricolazioni di nuove auto negli ultimi anni.

Il dominio di diesel e benzina nel mercato dell’usato

Analizzando la composizione delle motorizzazioni nel mercato auto usate, emergono scelte ancora fortemente ancorate alla tradizione. Il diesel si conferma leader, rappresentando il 41,3% delle preferenze tra gli acquirenti di auto usate, seguito a breve distanza dalla benzina con il 38,6%. Sebbene le motorizzazioni alternative stiano lentamente guadagnando terreno, la loro crescita appare ancora contenuta: le ibride full hybrid raggiungono il 10,3% del mercato, mentre GPL e metano insieme si attestano al 7,3%. Più marginale, invece, la presenza delle plug-in hybrid (1,3%) e delle elettriche (1,1%), penalizzate da un prezzo di acquisto ancora elevato, da dubbi sul valore residuo e da una rete di ricarica non ancora capillare.

Il peso della Lombardia e dei grandi centri urbani

Le tendenze mercato rivelano una forte concentrazione geografica dei trasferimenti di proprietà. La Lombardia si conferma il principale polo di scambio, assorbendo quasi il 16% di tutte le transazioni di auto usate, seguita dal Lazio (9,9%) e dalla Campania (9,0%). Al contrario, regioni come Valle d’Aosta, Molise e Basilicata registrano una quota inferiore all’1%, evidenziando uno squilibrio legato sia alla densità demografica che alla presenza di infrastrutture commerciali consolidate. Questi dati sottolineano come le grandi aree urbane e i principali distretti economici continuino a trainare la domanda e l’offerta nel settore dell’usato.

Transizione ecologica: una strada ancora lunga

Nonostante la crescente attenzione verso la sostenibilità, la presenza massiccia di diesel e benzina nel mercato secondario segnala un evidente ritardo nella transizione verso motorizzazioni più pulite rispetto a quanto avviene nel comparto delle auto nuove. Gli operatori sottolineano che la diffusione di ibride ed elettriche tra le auto usate dipende in gran parte dalla disponibilità di veicoli e da prezzi competitivi, due fattori che oggi continuano a rappresentare un freno all’ammodernamento del parco circolante. La lentezza con cui queste tecnologie si affermano nell’usato è un tema centrale per il futuro della mobilità italiana.

Acquisto e vendita: nuove opportunità e sfide

Il vantaggio economico resta la leva principale che spinge i consumatori verso il mercato auto usate, ma la scelta di un’auto di seconda mano richiede oggi maggiore attenzione, soprattutto quando si valutano veicoli con motorizzazioni alternative. La trasparenza sulla storia del veicolo e le condizioni tecniche diventano fattori chiave per un acquisto consapevole. In questo scenario, concessionarie e piattaforme digitali possono cogliere nuove opportunità migliorando la qualità delle informazioni offerte, ampliando le garanzie e potenziando i servizi post-vendita, elementi fondamentali per rispondere a una domanda sempre più esigente e in crescita.

Prospettive future per il mercato auto usate

L’evoluzione del settore nei prossimi anni sarà fortemente influenzata dall’interazione tra politiche pubbliche, scelte dei consumatori e capacità di adattamento degli operatori. Le motorizzazioni tradizionali, come diesel e benzina, continueranno a convivere con le alternative più sostenibili, mentre le disparità regionali rimarranno una sfida da affrontare per garantire una transizione più uniforme e inclusiva del parco auto italiano. L’attenzione alle tendenze mercato e la capacità di innovare saranno determinanti per chi vorrà restare competitivo in un settore in continua trasformazione.

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