Tutte le auto diesel presenti nei listini italiani: oltre 40 modelli
Nonostante il calo delle vendite al 7,3% a gennaio 2026, molte case mantengono l'offerta diesel: modelli, motori e scenari di mercato spiegati
Nonostante il progressivo declino della sua quota di mercato, il diesel Italia continua a giocare un ruolo di rilievo nel panorama automobilistico nazionale. A gennaio 2026, la quota di mercato delle auto a gasolio è scesa al 7,3%, ma l’offerta rimane ampia e articolata. Le case automobilistiche, infatti, non hanno abbandonato il segmento, mantenendo a listino una gamma completa di motorizzazioni diesel che spazia dalle berline premium ai SUV di grandi dimensioni. Questa resilienza è il risultato di una strategia commerciale ben precisa, che tiene conto delle esigenze di una clientela ancora molto affezionata a questa tecnologia, soprattutto tra i professionisti, le flotte aziendali e gli utenti che vivono in aree dove le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici sono ancora carenti.
Perché è ancora ricercato
Nel dettaglio, il mercato diesel si distingue per la sua capacità di adattarsi a una domanda ancora consistente. Se da un lato le normative europee sulle emissioni diventano sempre più restrittive e la spinta verso l’elettrificazione si fa sentire, dall’altro la realtà quotidiana di chi percorre decine di migliaia di chilometri all’anno impone ancora la scelta del diesel come soluzione ottimale in termini di autonomia e costi operativi. Per questi motivi, marchi come Alfa Romeo, Audi, BMW, Mercedes e Volkswagen hanno deciso di mantenere in gamma modelli alimentati a gasolio, pur sviluppando parallelamente nuove tecnologie ibride ed elettriche.
L’offerta delle case automobilistiche è ampia e copre tutte le esigenze. Un esempio emblematico è rappresentato dalla Alfa Romeo Giulia, che insieme alla Stelvio continua a proporre il robusto motore 2.2 litri in versioni da 160 e 210 cavalli, capace di offrire prestazioni brillanti e consumi contenuti. Il SUV compatto Tonale, invece, adotta un più efficiente 1.6 diesel da 130 CV, pensato per chi cerca un compromesso tra prestazioni e risparmio.
I modelli interessati
Anche nel segmento delle compatte, il motore 2.0 litri rimane un punto di riferimento, equipaggiando vetture come BMW Serie 1 e Serie 2, Audi Q3 e Volkswagen Tiguan, oltre alle station wagon come Golf Variant e Passat. Chi necessita di potenza e versatilità trova invece una risposta nel Volkswagen Touareg, che monta un propulsore 3.0 diesel capace di superare i 230 CV, perfetto per chi affronta lunghi viaggi o utilizza il veicolo per lavoro.
Non solo premium: anche il mercato generalista mantiene opzioni competitive. La Fiat Tipo continua a proporre il collaudato 1.6 Multijet, una soluzione affidabile per chi cerca un’auto concreta e dai costi di gestione ridotti. Peugeot 308 e Opel Astra puntano invece sul moderno motore 1.5 litri da 130 CV, che coniuga efficienza e piacere di guida. Nel mondo dei SUV, Kia e KGM (ex SsangYong) confermano la presenza del motore 2.2 litri su modelli come Sorento e Rexton, pensati per chi ha bisogno di spazio, robustezza e trazione integrale.
Le vendite sono in calo
Il calo percentuale della presenza del diesel sul mercato è il risultato di una serie di fattori concomitanti. Le normative ambientali sempre più severe, la crescente diffusione di auto elettriche e ibride plug-in e mild-hybrid hanno inciso profondamente sulle vendite auto a gasolio, soprattutto nelle aree urbane, dove le restrizioni e le limitazioni alla circolazione sono più stringenti. Le associazioni ambientaliste salutano con favore questa tendenza, sottolineando l’importanza di ridurre le emissioni e promuovere veicoli a basso impatto ambientale. Tuttavia, i costruttori continuano a sottolineare la necessità di una transizione graduale, che tenga conto delle reali possibilità delle infrastrutture e delle esigenze degli utenti.
Per il consumatore italiano, la scelta tra diesel, elettrico e ibrido resta una questione di priorità personali. Da un lato, chi percorre molti chilometri e ha bisogno di autonomia e costi operativi contenuti trova ancora nel diesel una risposta valida; dall’altro, chi è sensibile alle tematiche ambientali e vuole approfittare degli incentivi statali può orientarsi verso soluzioni alternative. Questa dicotomia si riflette in un’offerta che, pur vedendo il diesel in progressivo ridimensionamento, rimane ancora sorprendentemente plurale e capace di soddisfare esigenze molto diverse tra loro.