L'Alfa Romeo da 30 milioni di euro è stata venduta per 10 euro: mistero

L'Alfa Romeo 33 Stradale scompare dopo una vendita simbolica da 10 euro. La Procura di Milano indaga per estorsione e falso. La famiglia offre 100.000 euro

L'Alfa Romeo da 30 milioni di euro è stata venduta per 10 euro: mistero
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Renato Terlisi
Pubblicato il 23 feb 2026

Un caso che ha tutti gli ingredienti di un thriller automobilistico scuote il panorama delle auto d’epoca italiane: una Alfa Romeo 33 Stradale, valutata tra i 10 e i 30 milioni di euro, è al centro di un’intricata indagine condotta dalla Procura di Milano. L’auto, una delle più rare e iconiche al mondo, sarebbe stata ceduta a due cittadini francesi per la cifra simbolica di soli 10 euro, tramite una complessa operazione societaria che la famiglia proprietaria denuncia come viziata da gravi pressioni psicologiche e irregolarità legali.

Chi si muove dietro a questa vicenda

Secondo la ricostruzione fornita dagli avvocati della famiglia dietro il passaggio di proprietà si celerebbe un presunto regista: un amico di lunga data che avrebbe influenzato gli eredi, inducendoli a firmare documenti di mediazione e arbitrato in circostanze poco trasparenti. Nel giro di appena ventiquattro ore, è stata creata la una società semplice, alla quale la vettura è stata subito intestata, rendendo il quadro ancora più nebuloso e difficile da decifrare.

A complicare ulteriormente la vicenda emerge la figura di un professionista che, secondo le difese, avrebbe ricoperto il duplice ruolo di gestore della nuova società e consulente degli stessi eredi bresciani. Questo intreccio di interessi, unitamente alla denuncia di estorsione e falso in atto pubblico, pone seri interrogativi sulla regolarità delle procedure adottate. Non meno significativo è il fatto che le targhe smarrite della vettura abbiano permesso la sua radiazione dal registro italiano e la successiva esportazione, ora oggetto di tracciamento da parte degli investigatori.

La ricompensa per chi la trova

La risposta della famiglia non si è fatta attendere: nella speranza di ritrovare la preziosa vettura, è stata annunciata una ricompensa 100.000 euro a chiunque fornisca informazioni utili al suo recupero. L’iniziativa ha immediatamente acceso i riflettori di collezionisti, operatori di settore e investigatori, catalizzando un’attenzione senza precedenti e innescando una corsa contro il tempo per ricostruire la rete di relazioni e transazioni che ruotano attorno al mercato delle auto storiche di grande valore.

La 33 Stradale non è una vettura qualunque: prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969, rappresenta un capolavoro assoluto dell’automotive mondiale. Equipaggiata con un raffinato V8 2 litri capace di oltrepassare i 260 km/h, la supercar Alfa Romeo è oggetto di desiderio di collezionisti internazionali e protagonista di aste milionarie. La sua esclusività, unita alla leggenda che la circonda, contribuisce a rendere ancora più delicata e intricata la questione della sua scomparsa.

Le accuse pesanti

Dal punto di vista legale, le ipotesi formulate dalla magistratura sono tutt’altro che semplici. L’accertamento dell’estorsione implica la necessità di documentare minacce o atti di coercizione, mentre il falso in atto pubblico mette in discussione la validità dei contratti che hanno sancito il passaggio di proprietà. La difesa degli eredi, invece, sottolinea il clima di pressioni psicologiche e legali che avrebbe inficiato la genuinità del consenso, sostenendo la nullità degli atti firmati.

Come sottolineano gli esperti del settore, le transazioni che coinvolgono vetture d’epoca di tale valore si svolgono spesso tramite strutture societarie complesse e atti notarili articolati, rendendo ardua la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità. Il fascicolo aperto dalla Procura di Milano mira proprio a chiarire la sequenza degli eventi, individuare i soggetti coinvolti, verificare la legittimità dei documenti e accertare se vi siano state alterazioni o abusi di posizione.

Ora la parola passa alle indagini, che dovranno stabilire se le accuse di estorsione e falso in atto pubblico trovino riscontro nei fatti o se emergeranno versioni alternative della controversa cessione. Una vicenda che, oltre a scuotere il mondo delle auto storiche, pone l’accento sulle fragilità giuridiche e relazionali che possono emergere attorno a beni di inestimabile valore.

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