Maserati, JAC conferma i colloqui con Stellantis: sul tavolo costi e produzione nuove auto
JAC conferma i colloqui con Stellantis sul futuro di Maserati: la trattativa riguarda costi e produzione, mentre resta sullo sfondo il possibile ruolo di Huawei
Il dossier Maserati-Huawei-JAC compie un passo importante. Dopo mesi di indiscrezioni provenienti soprattutto dalla Cina, JAC avrebbe confermato ufficialmente l’esistenza dei colloqui con Stellantis per una possibile collaborazione legata al futuro del Tridente. Il confronto sarebbe ora concentrato soprattutto sugli aspetti industriali, a partire dai costi e dalle modalità di produzione.
La conferma attribuita al costruttore cinese cambia almeno in parte il peso delle informazioni circolate finora. Stellantis aveva già ammesso di essere alla ricerca di partner tecnologici per Maserati, senza però indicare direttamente Huawei e JAC come interlocutori prescelti. A giugno, l’amministratore delegato Antonio Filosa aveva parlato di trattative con due partner importanti, capaci di mettere a disposizione tecnologie e competenze utili al marchio.
Maserati, la trattativa entra nel vivo
Il possibile accordo avrebbe l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della futura gamma Maserati, condividendo investimenti e tecnologie. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, allo studio ci sarebbero due modelli elettrici di segmento E: una grande SUV, idealmente destinata a raccogliere l’eredità della Levante, e una nuova granturismo.
Si tratta tuttavia di dettagli che non risultano ancora ufficializzati. Anche il numero dei modelli, le caratteristiche tecniche e il calendario produttivo dovranno quindi essere confermati nel piano industriale Maserati atteso a dicembre.
Il ruolo di Huawei sarebbe principalmente tecnologico. Le ricostruzioni parlano dell’utilizzo di soluzioni sviluppate nell’ecosistema automobilistico del colosso cinese per piattaforma elettrica, software, cockpit digitale e sistemi avanzati di assistenza alla guida. JAC metterebbe invece sul tavolo capacità di sviluppo e competenze industriali.
Il nodo della produzione in Italia
È proprio la produzione uno degli aspetti più delicati della trattativa. Una delle ipotesi circolate prevede un sistema Semi Knocked Down, con la realizzazione in Cina dei principali componenti e il successivo invio delle vetture in Italia per completare assemblaggio, interni e messa a punto.
In questo scenario potrebbero essere coinvolti gli stabilimenti di Cassino e Modena, consentendo a Maserati di mantenere in Italia una parte significativa delle lavorazioni. Al momento, però, questa configurazione rimane un’ipotesi industriale e non un piano produttivo definitivamente approvato.
Il tema è particolarmente sensibile perché Filosa aveva già indicato nelle partnership uno strumento per aumentare i volumi degli impianti italiani del Tridente, oggi sottoutilizzati. Parallelamente, Santo Ficili ha ribadito che Maserati deve tornare nel segmento occupato in passato da Levante e Quattroporte, salvaguardando elementi considerati essenziali per l’identità del marchio: design, piacere di guida, interni, materiali, prestazioni e comfort.
Huawei e JAC, il precedente Maextro
Huawei e JAC collaborano già nel settore delle vetture premium attraverso Maextro, marchio nato all’interno dell’ecosistema automobilistico HIMA. Proprio questa esperienza alimenta l’ipotesi di una strategia a doppio marchio: gli eventuali modelli sviluppati congiuntamente potrebbero essere commercializzati come Maextro in Cina e come Maserati sui mercati internazionali.
Anche questa impostazione, tuttavia, deve ancora ricevere una conferma definitiva. Il quadro appare quindi più concreto rispetto a poche settimane fa, ma restano numerosi elementi da definire. Per Maserati la partita è cruciale. Nel 2025 le consegne globali sono scese sotto quota 8.000 vetture e il marchio ha registrato una perdita operativa adjusted di circa 198 milioni di euro.
L’eventuale alleanza consentirebbe di accedere più rapidamente a tecnologie elettriche e digitali già sviluppate, riducendo contemporaneamente gli investimenti necessari. La novità, adesso, è che il confronto con JAC non sarebbe più soltanto una voce proveniente dalla stampa cinese: la trattativa avrebbe raggiunto il terreno concreto dei costi e della produzione. Il passaggio decisivo sarà capire quale equilibrio verrà trovato tra tecnologia cinese e identità industriale italiana.