L’intelligenza artificiale corre a Imola: sfida tra auto da 550 CV
Il 5 settembre l’A2RL arriva a Imola con cinque monoposto a guida autonoma da circa 550 CV: ingresso gratuito previa registrazione e sfida tra software e intelligenze artificiali
Cinque monoposto da circa 550 CV, velocità da auto da corsa e nessun pilota nell’abitacolo. Il 5 settembre il circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola ospiterà una tappa dell’Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL), competizione nella quale a guidare non è una persona, ma un sistema composto da software, sensori e algoritmi di intelligenza artificiale.
L’evento sarà aperto gratuitamente al pubblico, previa registrazione. In pista sono attese cinque vetture che condividono telaio e carrozzeria. A fare la differenza, quindi, non saranno motori più potenti o soluzioni aerodinamiche differenti, ma il lavoro svolto dai gruppi di ricerca sul vero “pilota” delle monoposto: il software.
Tra i protagonisti ci saranno anche due realtà italiane. PoliMOVE riunisce competenze del Politecnico di Milano, mentre Unimore Racing fa capo all’Università di Modena e Reggio Emilia. Con loro correranno TUM, Kinetiz e Constructor Racing.
Auto autonome a Imola: come fanno a correre senza pilota
Una monoposto che affronta Imola senza nessuno al volante deve fare molto di più che seguire una traiettoria memorizzata. Durante la sessione ogni vettura deve capire dove si trova, riconoscere le altre auto presenti in pista, decidere quando frenare, stabilire quanto accelerare e modificare continuamente la traiettoria. Tutto questo senza ricevere durante la gara i normali comandi di un pilota.
Il compito è affidato a una combinazione di sensori e computer. Le vetture utilizzano telecamere, radar e LiDAR, dispositivi che misurano la distanza dagli oggetti sfruttando impulsi luminosi. A questi si aggiungono sistemi satellitari ad alta precisione.
I dati raccolti vengono elaborati dal computer di bordo per ricostruire la posizione della monoposto e quella delle avversarie. Un altro livello del sistema deve quindi decidere quale traiettoria seguire considerando velocità, spazio disponibile e aderenza. Infine, le decisioni vengono trasformate in azioni concrete su sterzo, acceleratore e freni.
Il tutto deve avvenire in una frazione di secondo. Ed è proprio qui che una gara diventa un laboratorio particolarmente impegnativo per la guida autonoma. Un piccolo errore nel calcolo della posizione o nella valutazione della traiettoria, quasi insignificante a bassa velocità, può avere conseguenze molto più importanti quando l’auto viaggia al limite.
Le monoposto hanno circa 550 CV e sette telecamere
Le auto utilizzate dall’A2RL derivano dalla Dallara Super Formula SF23. Il motore è un quattro cilindri turbo di 2 litri capace di sviluppare circa 550 CV. La parte più interessante, però, è nascosta nell’elettronica. Il sistema di calcolo comprende un processore AMD Epyc e una scheda grafica Nvidia RTX 6000 Ada. Per capire cosa accade intorno alla vettura vengono utilizzati tre LiDAR, quattro radar e sette telecamere.
L’hardware delle monoposto è condiviso. La competizione si sposta così sul software sviluppato dai singoli team e sulla capacità di sfruttare nel modo migliore le informazioni raccolte dai sensori. In pratica, le squadre lavorano sul pilota virtuale.
Il circuito rappresenta un ambiente più controllato rispetto alla normale circolazione stradale. Non ci sono pedoni che attraversano improvvisamente, semafori, incroci cittadini o la varietà di situazioni che un’automobile può incontrare tutti i giorni. Questo non significa, però, che far correre autonomamente una monoposto sia semplice. Anzi.
Ad alta velocità diminuisce drasticamente il tempo disponibile per prendere una decisione. La vettura deve inoltre gestire altre monoposto vicine e lavorare in condizioni nelle quali accelerazione, frenata e aderenza sono portate molto più vicino al limite rispetto alla normale guida su strada.
Le auto autonome hanno già superato i 250 km/h
I progressi registrati dall’A2RL mostrano quanto rapidamente stiano migliorando questi sistemi. Durante la finale disputata nel 2025 sul circuito di Yas Marina, ad Abu Dhabi, sei monoposto hanno corso contemporaneamente superando i 250 km/h. Ancora più interessante è stato il confronto tra la vettura autonoma del team TUM e Daniil Kvyat, ex pilota di Formula 1.
Kvyat ha completato il suo miglior giro in 57,57 secondi, mentre la monoposto autonoma ha fermato il cronometro a 59,15 secondi. La differenza è stata quindi di appena 1,58 secondi. Il dato va letto nel suo contesto: riguarda una vettura preparata per Yas Marina e non significa che un’intelligenza artificiale sia ormai universalmente vicina alle prestazioni di un pilota professionista su qualsiasi circuito.
Il progresso rispetto all’anno precedente, però, è significativo. Nel precedente confronto il distacco era stato di circa dieci secondi. Le velocità elevate continuano allo stesso tempo a mostrare i limiti della tecnologia. Nel 2025 i team Unimore e Constructor hanno dovuto ritirarsi in seguito a una collisione in pista. Ed è proprio dagli errori che passa una parte importante dello sviluppo.
Imola diventa un laboratorio per la guida autonoma
L’A2RL è organizzata da ASPIRE, realtà che promuove competizioni tecnologiche per l’Advanced Technology Research Council di Abu Dhabi. L’obiettivo non è soltanto quello di mettere in pista auto spettacolari, ma utilizzare le competizioni come banco di prova per i sistemi autonomi.
Ciò che funziona su una monoposto a Imola, naturalmente, non può essere trasferito automaticamente sulle auto che utilizziamo tutti i giorni. Una strada aperta al traffico presenta variabili completamente diverse.
Il valore della sperimentazione è soprattutto nella capacità di mettere software e sensori sotto pressione, raccogliere grandi quantità di dati e analizzare gli errori quando qualcosa non funziona come previsto. Il 5 settembre a Imola sarà possibile osservare tutto questo dal vivo e gratuitamente, dopo essersi registrati per l’evento.
E probabilmente sarà proprio questo l’aspetto più curioso per il pubblico: vedere cinque monoposto arrivare in staccata, scegliere una traiettoria e confrontarsi in pista sapendo che, dentro l’abitacolo, non c’è nessuno a decidere quando frenare.