Intelligenza artificiale nelle perizie auto: “rischio riparazioni meno sicure e danni sottovalutati”

AIPED presenta un dossier ad Antitrust e Ivass contro l’utilizzo crescente di algoritmi e sistemi automatizzati nella gestione dei sinistri. Secondo l’associazione, la riduzione dei costi attraverso software e network standardizzati potrebbe compromettere la qualità delle perizie e la sicurezza delle riparazioni.

Intelligenza artificiale nelle perizie auto: “rischio riparazioni meno sicure e danni sottovalutati”
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Giulia Darante
Pubblicato il 28 lug 2026

L’intelligenza artificiale entra sempre più nel mondo delle assicurazioni, ma il suo utilizzo nella gestione dei sinistri apre un acceso confronto tra compagnie, periti e operatori della riparazione. A sollevare il problema è AIPED – Associazione Italiana Periti Estimatori Danni, che ha inviato un dossier ad Antitrust e Ivass per segnalare quelle che definisce nuove criticità nel processo di valutazione dei danni alle vetture. Secondo l’associazione, alcune compagnie assicurative starebbero modificando il modello organizzativo della gestione dei sinistri, affidandosi sempre più a grandi network e partner commerciali che utilizzano strumenti digitali, software proprietari e sistemi di intelligenza artificiale per la quantificazione automatizzata dei danni. Una trasformazione che, secondo AIPED, potrebbe avere conseguenze dirette sulla qualità delle perizie e sulle modalità con cui vengono effettuate le riparazioni.

Il timore: il sinistro trasformato in un processo industriale

Al centro della critica c’è il passaggio da una gestione basata sulla valutazione tecnica del perito a un modello maggiormente automatizzato e standardizzato. “Siamo di fronte alla mercificazione del danno”, afferma Luigi Mercurio, presidente AIPED, secondo cui il rischio è che il sinistro venga trattato come un semplice elemento da gestire attraverso logiche industriali di riduzione dei costi.

Secondo l’associazione, il ricorso a grandi strutture organizzate per gestire elevati volumi di pratiche potrebbe portare a una progressiva riduzione degli incarichi affidati ai periti indipendenti, sostituiti da processi automatici basati su parametri predefiniti. Il timore espresso da AIPED è che la velocità di liquidazione e il contenimento della spesa possano prevalere rispetto all’approfondimento tecnico necessario per valutare correttamente un danno.

Algoritmi e software sotto osservazione

Nel dossier inviato alle autorità, AIPED evidenzia alcune criticità legate ai sistemi automatizzati utilizzati per stimare gli interventi di riparazione. Secondo l’associazione, questi strumenti non sarebbero sempre fondati su criteri tecnici pubblicamente verificabili né su metodologie condivise dall’intero settore della riparazione. Il rischio indicato è quello di valutazioni effettuate senza un adeguato controllo diretto del veicolo, senza una completa analisi della dinamica dell’incidente e senza una verifica approfondita del rapporto tra sinistro e danni presenti. Un tema particolarmente delicato considerando la crescente complessità delle automobili moderne, dove una riparazione non riguarda più soltanto elementi estetici della carrozzeria, ma anche componenti elettronici e sistemi di sicurezza avanzati.

ADAS, sensori e componenti strutturali: la sicurezza al centro del dibattito

Secondo AIPED, una valutazione non corretta del danno potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dell’intervento effettuato dalle carrozzerie. Le moderne vetture integrano infatti numerosi dispositivi che richiedono procedure precise: sistemi ADAS di assistenza alla guida, radar, telecamere, componenti strutturali della scocca e sistemi di sicurezza passiva. “Un’auto riparata sulla base di una perizia superficiale fatta da un algoritmo o da un network standardizzato è un’auto potenzialmente pericolosa”, sostiene Mercurio. Secondo l’associazione, se un sistema automatico riducesse tempi di lavorazione o valori dei ricambi senza una reale valutazione tecnica, il rischio sarebbe quello di impedire una riparazione eseguita secondo le corrette procedure.

Il nodo dei costi e della qualità della riparazione

La questione si inserisce in un contesto più ampio: il settore assicurativo è alla ricerca di maggiore efficienza, tempi di gestione più rapidi e riduzione dei costi operativi. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può offrire vantaggi importanti, come velocizzazione delle procedure, analisi dei dati e maggiore uniformità nelle valutazioni. Tuttavia, secondo AIPED, questi strumenti devono essere utilizzati come supporto alla competenza tecnica e non come sostituzione completa della valutazione professionale. Per il mondo della carrozzeria e dell’autoriparazione il tema è particolarmente rilevante: una corretta stima del danno rappresenta infatti il primo passo per garantire una riparazione efficace, conforme agli standard tecnici e sicura per il cliente finale.

Ora il confronto passa alle autorità

Con la presentazione del dossier, AIPED chiede ad Antitrust e Ivass di approfondire l’evoluzione dei modelli di gestione dei sinistri e l’impatto dei nuovi strumenti digitali sul mercato assicurativo. Il punto centrale della discussione sarà trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica ed esigenze di sicurezza: l’intelligenza artificiale può diventare un alleato per il settore, ma secondo i periti dovrà essere accompagnata da trasparenza, controlli tecnici e responsabilità professionale. Una sfida che riguarda direttamente tutto il comparto automotive: assicurazioni, periti, carrozzerie e automobilisti.

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