L'auto maledetta "Little Bastard" continua a passare di mano
L'incidente del 1955 che coinvolse la Porsche 550 Spyder di James Dean ha generato mito e mistero: pezzi venduti all'asta, il telaio scomparso e la voce della maledizione
La storia della Porsche 550 Spyder legata a James Dean è un mosaico di frammenti, misteri e leggende che ancora oggi affascinano il mondo dell’automobilismo e della cultura pop. Un prezzo record di 382.000 dollari per un transaxle, un telaio scomparso da oltre mezzo secolo, componenti disperse in altre auto e un alone di maledizione che sembra inseguire chiunque si sia avvicinato ai resti di quella che fu soprannominata Little Bastard: questi sono solo alcuni degli elementi che hanno trasformato questa vettura in un autentico mito, sospeso tra realtà storica e suggestione collettiva.
Una storia maledetta
Tutto ebbe inizio nei primi giorni dell’autunno 1955, quando l’attore e pilota dilettante James Dean decise di acquistare una piccola sportiva tedesca, la Porsche 550 Spyder, famosa per la sua leggerezza e il suo motore boxer da circa 110 CV. L’intenzione era di partecipare a una gara a Salinas, ma il destino fu crudele: lungo la Route 466, lo scontro con una Ford pose tragicamente fine alla vita di Dean. Accanto a lui viaggiava il meccanico Rolf Wutherich, che sopravvisse ma riportò ferite gravi. Tuttavia, la vera epopea della 550 Spyder prese forma solo dopo la tragedia, quando i resti della vettura vennero acquistati dal celebre customizer George Barris.
Barris, da sempre abile nel cogliere il potenziale mediatico degli oggetti iconici, espose ciò che rimaneva della Little Bastard al pubblico. Questa scelta segnò la nascita di un culto attorno ai frammenti della vettura, alimentando la narrazione di una presunta maledizione che avrebbe colpito chiunque fosse entrato in possesso di una sua parte. Nel corso degli anni, infatti, le componenti della Spyder vennero smembrate e installate su altre auto da corsa, e in alcuni casi coincisero con incidenti mortali. Il caso più noto riguarda il dottor Troy McHenry, che perse la vita nel 1956 dopo aver montato sulla propria vettura alcuni pezzi provenienti dalla Spyder di Dean.
Il fascino è immutato
Nonostante le storie che si sono susseguite, gli storici invitano alla cautela: molte delle tragedie associate alla Porsche 550 Spyder sembrano essere più il risultato di coincidenze drammatiche che di una vera e propria maledizione. La potenza narrativa della morte prematura di Dean ha certamente contribuito a ingigantire ogni dettaglio, trasformando eventi tragici in episodi leggendari. In questo clima di incertezza, la linea tra realtà e mito si è fatta sempre più sottile, rendendo difficile distinguere i fatti dalle costruzioni della fantasia collettiva.
Il vero enigma, però, ruota attorno al telaio scomparso. Secondo documenti e testimonianze raccolte nel tempo, il telaio della Spyder svanì misteriosamente durante un trasporto ferroviario negli anni Sessanta e da allora non fu mai più ritrovato. Questa assenza ha reso impossibile una ricostruzione definitiva della dinamica dell’incidente che costò la vita a Dean, lasciando ampi spazi a interpretazioni e ipotesi che hanno ulteriormente alimentato la leggenda.
La recente riscoperta
Un capitolo recente di questa saga riguarda la vendita all’asta, nel 2021, del transaxle originale della Spyder. L’oggetto, oggi esposto al The Haunted Museum di Las Vegas, rappresenta non solo il valore storico dei resti della vettura, ma anche la loro trasformazione in autentici cimeli da collezione. La dispersione dei pezzi, venduti singolarmente nel corso dei decenni, ha complicato notevolmente il lavoro degli studiosi: ogni elemento sottratto all’insieme rende più arduo ricostruire una cronologia attendibile e separare la storia documentata dal mito.
Così, la Porsche 550 Spyder di James Dean rimane avvolta in un alone di mistero e fascino. Gli appassionati continuano a cercare risposte alle domande ancora aperte: il telaio scomparso potrebbe trovarsi nascosto da qualche parte? La leggenda della maledizione è davvero fondata su fatti concreti o è il frutto di una narrazione costruita attorno a una delle tragedie più celebri del motorsport? Quel che è certo è che la storia della Little Bastard non è solo quella di un’auto da corsa, ma di un simbolo che riflette il nostro bisogno di trovare significati più profondi dietro gli eventi, trasformando un relitto in uno specchio di miti, emozioni e passioni senza tempo.