Ritrovata rarissima Ferrari scomparsa da 6 decenni: vale più di 1 milione

Una Ferrari 342 America Coupé del 1951, prima della serie e con motore V12 Lampredi, è stata ritrovata dopo quasi 60 anni e sarà messa all'asta ad Amelia Island nel marzo 2026

Ritrovata rarissima Ferrari scomparsa da 6 decenni: vale più di 1 milione
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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 16 feb 2026

Sessant’anni di silenzio e polvere, una silhouette unica firmata Ghia, un motore iconico e una storia che intreccia i nomi più prestigiosi dell’automobilismo: la Ferrari 342 America Coupé, con telaio 0130 AL, è tornata a far parlare di sé dopo un’incredibile assenza dalle scene. Ritrovata in una proprietà nello Stato di New York, questa vettura d’epoca si prepara a diventare la protagonista assoluta dell’asta di Amelia Island prevista per marzo 2026, dove si stima possa raggiungere una quotazione tra 900.000 e 1,2 milioni di dollari. Una cifra che riflette la sua rarità, la sua storia avvincente e il dibattito acceso sul futuro della sua conservazione.

Storia di un’auto affascinante

Quando fu svelata al pubblico durante il Salone di Parigi nell’ottobre del 1951, la Ferrari 342 America rappresentava molto più di una semplice automobile: era il primo esemplare di una serie limitatissima, composta da appena sette unità. Questa coupé segnava un punto di svolta nella filosofia di Maranello, un momento in cui la Casa iniziava a esplorare la strada delle gran turismo di lusso, pur mantenendo ben salde le proprie radici sportive. La carrozzeria bicolore, blu scuro e grigio argento, firmata Ghia, gli interni impreziositi da dettagli raffinati come il cruscotto Jaeger e la presenza del leggendario motore V12 Lampredi da 4,1 litri, derivato direttamente dalla 375 F1, facevano di questa vettura un vero e proprio manifesto di eleganza e prestazioni.

Il fascino della Ferrari 342 America non passò inosservato neppure agli occhi dei grandi del motorsport: si racconta che anche Stirling Moss rimase colpito dalla posizione di guida di questa vettura, confermando il suo appeal trasversale tra lusso e sportività. Ma il destino della coupé fu ancora più singolare quando, nel 1952, attraversò la Manica per essere consegnata a David Brown, allora presidente di Aston Martin. Questo passaggio non solo suggellò un curioso legame tra due mondi apparentemente rivali, ma attribuì a telaio 0130 AL lo status di prima Ferrari stradale mai venduta nel Regno Unito.

Curriculum sportivo

Negli anni Cinquanta, la vettura prese parte a numerosi eventi sportivi britannici, tra cui la prestigiosa manifestazione di Oulton Park. Verso la fine del decennio, subì una trasformazione estetica: la carrozzeria fu riverniciata nel classico rosso italiano, un’operazione che tuttavia non riuscì a cancellare completamente le tracce della sua livrea originale. Il suo viaggio proseguì nel 1966, quando la Ferrari 342 America fu esportata negli Stati Uniti. Qui venne acquistata in California da Edwin K. Niles, per poi essere rivenduta a Robert Chevako nello Stato di New York. L’ultimo avvistamento pubblico documentato risale all’estate del 1967, quando la vettura partecipò al Gran Premio di Watkins Glen, prima di scomparire per decenni dalla scena automobilistica.

Il recente ritrovamento della Ferrari 342 America Coupé, dopo oltre mezzo secolo di oblio, ha suscitato grande entusiasmo tra collezionisti e appassionati. L’auto si presenta in condizioni di conservazione straordinarie: mai restaurata né modificata, mantiene ancora le targhe inglesi originali, parte degli interni intatti e una patina che testimonia decenni di immobilità. Gli archivi Ferrari hanno confermato l’autenticità della vettura grazie alla corrispondenza dei numeri di telaio e blocco motore, elementi che rafforzano ulteriormente il suo valore storico e collezionistico.

Ora è congelata

Proprio lo stato “congelato” nel tempo della Ferrari 342 America alimenta oggi un acceso dibattito tra gli esperti del settore. Da una parte c’è chi sostiene l’importanza di mantenere la massima originalità, preservando ogni dettaglio come testimonianza unica della storia dell’automobile. Dall’altra, c’è chi propende per un restauro conservativo, in grado di restituire alla vettura la piena funzionalità estetica e meccanica, rendendola nuovamente protagonista sulle strade e agli eventi più esclusivi.

La scelta che compiranno i futuri proprietari di questa straordinaria Ferrari 342 America avrà un impatto significativo non solo sul valore finale all’asta di Amelia Island, ma anche sulla percezione stessa del suo ruolo: sarà destinata a rimanere un prezioso pezzo da museo, custodita gelosamente in una collezione privata, oppure tornerà a emozionare sulle strade europee dopo un restauro rispettoso della sua unicità? L’attesa per conoscere il destino di telaio 0130 AL si concluderà nella primavera del 2026, quando questa leggenda dell’automobilismo sarà finalmente sotto i riflettori che merita.

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