Ferrari 550 Maranello Blu Tour de France, perché piace più oggi di 25 anni fa
Ferrari 550 Maranello Blu Tour de France venduta all’asta per 240.000 dollari: storia, caratteristiche e fascino della GT V12 italiana
La recente vendita di una Ferrari 550 Maranello del 2001 ha acceso i riflettori sul mercato delle gran turismo italiane, dimostrando ancora una volta come certi modelli sappiano affascinare collezionisti e appassionati anche a distanza di oltre vent’anni dal loro debutto. Protagonista di questa storia è una coupé dallo stile senza tempo, proposta in una delle configurazioni più eleganti: il raffinato Blu Tour de France abbinato agli interni in pelle beige Tradizione. Un’accoppiata cromatica che ha contribuito a far lievitare la cifra finale dell’asta online fino a ben 240.000 dollari, nonostante i 19.000 miglia percorsi, che la collocano in una fascia di utilizzo autentica e vissuta, lontana dagli esemplari “congelati” in garage.
Una vettura dal carattere sportivo
Questo risultato, che a prima vista potrebbe sorprendere per una vettura non a chilometraggio ultra-basso, è in realtà la perfetta sintesi di diversi elementi che rendono la GT di Maranello una delle auto più desiderate dagli intenditori. L’esemplare in questione non è stato trattato come un oggetto da museo, ma ha vissuto la strada, interpretando appieno lo spirito per cui è nata: viaggiare veloce e con stile, senza rinunciare a una certa dose di comfort. Il Blu Tour de France, un blu profondo e ricercato, non solo valorizza le linee scolpite dalla matita di Pininfarina, ma rappresenta un richiamo alla tradizione Ferrari, tanto da essere ancora oggi protagonista sulle GT più moderne come la Ferrari Roma.
La presenza degli iconici Scuderia Ferrari fender shields sulle fiancate, in un acceso giallo, impreziosisce ulteriormente la silhouette della vettura, rimandando direttamente al DNA sportivo della casa di Maranello. L’estetica, frutto del genio di Pininfarina, si distingue ancora oggi per la sua sorprendente attualità: fari a proiettore, scoop sul cofano, spoiler anteriore e generose prese d’aria laterali, tutto concorre a creare un’immagine inconfondibile. I cerchi in lega da 18 pollici, abbinati alle pinze freno rosse con logo Ferrari, completano un quadro stilistico di rara armonia.
Il V12 è presente
All’interno, l’abitacolo riflette l’attenzione al dettaglio tipica della produzione Ferrari di quegli anni. I sedili regolabili elettricamente offrono comfort anche nei lunghi viaggi, mentre il climatizzatore automatico e lo stereo CD Alpine – con caricatore nascosto nel bagagliaio – sono testimonianze di un’epoca in cui la tecnologia rappresentava il massimo della raffinatezza. Ma il vero cuore pulsante per gli appassionati è il cambio manuale a griglia, autentico oggetto del desiderio per chi ama la guida pura, ormai sempre più raro sulle sportive moderne.
Sotto il cofano pulsa il leggendario V12 aspirato da 5,5 litri, una vera e propria opera d’arte meccanica: 48 valvole, lubrificazione a carter secco, 478 cavalli e 419 lb-ft di coppia. Un propulsore che, accoppiato al cambio manuale a sei marce e al differenziale autobloccante, garantisce prestazioni di assoluto riferimento: lo scatto da 0 a 100 km/h viene archiviato in circa 4,4 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 320 km/h. Numeri che, ancora oggi, pongono la 550 Maranello tra le GT più prestazionali della sua epoca.
Il successo
Il successo riscosso da questa Ferrari all’asta conferma una tendenza ormai consolidata: le gran turismo prodotte a Maranello tra gli anni ’90 e i primi 2000 stanno vivendo una fase di forte rivalutazione. Non è solo la bassa percorrenza a fare la differenza, ma la combinazione di fattori come la qualità dell’allestimento, la scelta di una palette cromatica raffinata e una storia d’uso genuina e trasparente. Tutti elementi che, in questo caso, hanno pienamente giustificato la cifra raggiunta e confermato quanto la passione per le GT di Maranello sia più viva che mai tra gli appassionati di tutto il mondo.
Questa Ferrari 550 Maranello rappresenta un perfetto esempio di come il fascino delle auto italiane, quando si accompagna a scelte di stile e meccanica senza compromessi, sia destinato a durare nel tempo e a continuare a scrivere nuove pagine nella storia del collezionismo automobilistico.