Hyundai promette un'auto nuova se la batteria prende fuoco: garanzia per elettriche

Hyundai lancia in Cina la Ioniq V con una garanzia particolare: se la batteria prende fuoco per un difetto, entro determinati limiti arriva un'auto nuova

Hyundai promette un'auto nuova se la batteria prende fuoco: garanzia per elettriche
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Giulia Darante
Pubblicato il 2 ott 2026

Una batteria che prende fuoco per un difetto di fabbricazione e un’auto da rottamare. In Cina Hyundai ha deciso di trasformare uno degli scenari più temuti da chi acquista un’elettrica in una promessa commerciale molto forte: se accade entro i limiti previsti dalla garanzia, il cliente riceve una vettura nuova della stessa versione.

L’iniziativa accompagna il lancio della Hyundai Ioniq V, nuova berlina elettrica sviluppata da Beijing Hyundai espressamente per il mercato cinese. Il modello parte da 99.900 yuan, circa 13.100 euro al cambio, e porta con sé anche una garanzia a vita riservata al primo proprietario su batteria, motore elettrico ed elettronica di controllo.

Una Hyundai nuova se la batteria prende fuoco

La formula “a vita” richiede però qualche precisazione. La copertura è destinata esclusivamente al primo proprietario e non riguarda le vetture impiegate come taxi o per servizi di trasporto con conducente.

La promessa più curiosa ha inoltre un limite preciso: otto anni oppure 160.000 km. Entro questa soglia, se la batteria dovesse incendiarsi spontaneamente per un difetto di produzione e il danno rendesse necessaria la demolizione dell’auto, Hyundai prevede la sostituzione con una vettura nuova dello stesso allestimento.

Lo stesso limite temporale e chilometrico vale per un’altra tutela dedicata all’accumulatore. Se la sua capacità dovesse scendere sotto il 70% di quella originaria, il costruttore procederà alla sostituzione completa della batteria anziché alla sua riparazione.

Costa circa 13.100 euro e arriva a 650 km

La Ioniq V è una berlina lunga 4,90 metri disegnata dal centro stile Hyundai in Cina per rispondere alle esigenze del mercato locale. La versione d’ingresso utilizza un motore elettrico da 140 kW, equivalenti a circa 190 CV, alimentato da una batteria LFP da 53,48 kWh fornita da CATL.

L’autonomia dichiarata raggiunge 540 km, mentre le varianti superiori adottano un propulsore da 168 kW e una batteria da 66,85 kWh, arrivando fino a 650 km. Entrambi i valori sono misurati secondo il ciclo cinese CLTC, generalmente più favorevole rispetto al WLTP utilizzato in Europa e quindi non direttamente confrontabile.

Hyundai dichiara inoltre un consumo di 11,1 kWh/100 km e una ricarica dal 30 all’80% in 20 minuti. La gamma comprende cinque allestimenti: 540 Pro, 540 Max, 540 Max+, 650 Max e 650 Max+. Interessante anche il prezzo. Durante la fase di preordine la soglia d’accesso era fissata a 119.900 yuan; con l’introduzione della nuova versione base e le promozioni di lancio è scesa di 20.000 yuan fino agli attuali 99.900.

Dietro la garanzia c’è anche una nuova norma

La scelta arriva mentre in Cina entra in gioco la nuova normativa GB38031-2025, applicata ai nuovi modelli omologati dal 1° luglio 2026. La disciplina introduce requisiti più severi per la sicurezza delle batterie in caso di runaway termico, imponendo che non si verifichino incendio o esplosione per due ore dall’inizio dell’evento e che il fumo non raggiunga l’abitacolo.

Per Beijing Hyundai, però, la Ioniq V rappresenta soprattutto il primo tassello di un rilancio molto più ampio. Il piano prevede 20 modelli elettrici o range extender in cinque anni e l’obiettivo di raggiungere 500.000 vetture in Cina entro il 2030.

Per ora la promessa della sostituzione dell’auto resta confinata al mercato cinese. Ed è proprio questo il dettaglio decisivo: la Ioniq V potrà eventualmente raggiungere altri mercati, ma Hyundai non ha ancora comunicato né tempi, né prezzi, né un nome commerciale per l’Europa.

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