Honda prepara una cura da 9 miliardi: ai fornitori chiesti tagli fino al 30%

Honda punta a ridurre i costi di circa 9,4 miliardi di dollari entro il 2030 e chiede ai fornitori forti risparmi per rispondere alla concorrenza cinese

Honda prepara una cura da 9 miliardi: ai fornitori chiesti tagli fino al 30%
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Renato Terlisi
Pubblicato il 3 set 2026

Una cura drastica per recuperare competitività e rispondere all’avanzata dei costruttori cinesi. Honda punta a risparmiare 1.500 miliardi di yen, equivalenti a circa 9,4 miliardi di dollari, entro il 2030 e avrebbe già chiesto ai propri fornitori di intervenire pesantemente sui costi.

Il piano emerge da documenti interni esaminati da Reuters e dalle testimonianze di persone a conoscenza della strategia. La Casa giapponese non ha commentato gli specifici obiettivi economici, confermando però di essere al lavoro con i fornitori a livello globale per migliorare la competitività e ridurre i costi, anche attraverso una maggiore standardizzazione dei componenti.

Dietro questa accelerazione c’è soprattutto la crescente pressione esercitata dai produttori cinesi, capaci di proporre auto elettriche con tecnologie avanzate e prezzi particolarmente aggressivi.

Tagli del 30% su alcuni componenti

La strategia avrebbe preso forma durante un incontro organizzato in primavera a Utsunomiya, città a nord di Tokyo dove Honda dispone anche di strutture dedicate alla ricerca e sviluppo. In quell’occasione i manager avrebbero illustrato il piano ai principali fornitori.

L’obiettivo più impegnativo riguarda una riduzione dei costi fino al 30% in tre categorie: componenti stampati e forgiati, parti elettriche e tecnologie destinate ai software-defined vehicle, le auto nelle quali software ed elettronica assumono un ruolo centrale.

Ai fornitori di primo livello sarebbe stato inoltre chiesto di rivedere le modalità di approvvigionamento dei materiali e di aumentare, quando possibile, l’utilizzo di componenti standardizzati provenienti dai livelli inferiori della catena produttiva.

Honda starebbe valutando anche un maggiore ricorso a fornitori cinesi, chiedendo alle aziende partner di fare altrettanto dove possibile. Un cambiamento importante per una filiera automobilistica giapponese storicamente caratterizzata da rapporti molto stretti e duraturi tra costruttori e fornitori.

La pressione delle Case cinesi

L’obiettivo è avvicinare i costi della produzione giapponese a quelli dei concorrenti cinesi. BYD e altri costruttori stanno infatti aumentando rapidamente la propria presenza non soltanto sul mercato domestico, ma anche nel Sud-est asiatico, in America Latina e in Europa.

Per Honda il problema arriva in una fase particolarmente delicata. La strategia sull’auto elettrica ha comportato investimenti molto elevati e il gruppo prevede che le perdite legate alle EV possano complessivamente superare 12 miliardi di dollari.

La Casa ha quindi modificato le proprie priorità, aumentando l’attenzione sulle motorizzazioni ibride benzina-elettrico, settore nel quale possiede già una presenza consolidata.

Honda e Nissan insieme dal 2029

Il contenimento dei costi passa anche dalla collaborazione tecnologica. Honda e Nissan hanno annunciato lo sviluppo congiunto di centraline elettroniche standardizzate destinate ai software-defined vehicle, con l’obiettivo di utilizzare un’architettura comune a partire dall’anno fiscale 2029.

Una collaborazione che prosegue nonostante il fallimento delle trattative per una fusione tra i due gruppi, interrotte lo scorso anno. L’operazione avrebbe dato vita a uno dei maggiori costruttori automobilistici mondiali.

Non c’è soltanto la Cina

A complicare ulteriormente lo scenario ci sono i dazi statunitensi sulle importazioni, l’aumento del costo del lavoro e la necessità di continuare a investire nello sviluppo di software, elettronica e nuove tecnologie.

Il piano da 9,4 miliardi di dollari mostra quindi quanto Honda consideri urgente intervenire sulla struttura dei costi. Secondo una delle persone sentite da Reuters, gli obiettivi indicati ai fornitori sarebbero estremamente ambiziosi e non è ancora chiaro se potranno essere raggiunti completamente.

La direzione, però, appare evidente: per contrastare i prezzi delle Case cinesi, Honda vuole rendere molto più economica l’intera macchina industriale.

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