Perché le vecchie Mercedes avevano i fari posteriori “a fisarmonica”? Il motivo era geniale

e scanalature dei fari posteriori delle Mercedes degli anni ’70, ’80 e ’90 non erano solo una scelta di design: servivano a migliorare la visibilità

Perché le vecchie Mercedes avevano i fari posteriori “a fisarmonica”? Il motivo era geniale
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Renato Terlisi
Pubblicato il 3 set 2026

Chi osserva una Mercedes costruita tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta riconosce immediatamente un particolare della carrozzeria: i caratteristici fari posteriori scanalati, quasi fossero una fisarmonica. Una soluzione diventata nel tempo una vera firma stilistica della Casa tedesca, presente su modelli celebri come le W123, W124 e sulla Classe S W126.

Quelle nervature, però, non erano state disegnate semplicemente per rendere le Mercedes immediatamente riconoscibili. Dietro una forma apparentemente estetica si nascondeva una precisa funzione legata alla sicurezza stradale.

La soluzione debuttò nel 1971 sulla Mercedes SL della serie R107 e venne successivamente adottata sulla Classe S W116, arrivata l’anno seguente. Il progetto nacque nell’ambito degli studi sulla sicurezza condotti a Stoccarda, settore nel quale ebbe un ruolo fondamentale l’ingegnere Béla Barényi.

Il problema era lo sporco sui fari

Per comprendere il motivo di quelle scanalature bisogna pensare a cosa accade dietro un’automobile mentre viaggia sotto la pioggia oppure su una strada coperta di neve, acqua e fango.

Le turbolenze aerodinamiche generate dal movimento della vettura possono trasportare lo sporco verso il retrotreno. Su una superficie completamente liscia, i residui tendono a depositarsi sul faro creando progressivamente uno strato capace di ridurre la visibilità delle luci posteriori.

Un inconveniente particolarmente importante in condizioni meteorologiche difficili, proprio quando essere visti dagli altri automobilisti diventa ancora più importante. Mercedes affrontò il problema modificando direttamente la geometria della superficie dei gruppi ottici.

Come funzionavano i fari “autopulenti”

La particolare conformazione corrugata faceva sì che acqua e sporco non si distribuissero uniformemente sull’intero faro. Le parti maggiormente esposte erano le creste sporgenti, sulle quali tendeva ad accumularsi buona parte dei residui sollevati dalla strada.

Le zone più profonde delle scanalature, invece, rimanevano relativamente protette. In questo modo una parte della superficie trasparente continuava a permettere alla luce di essere visibile verso l’esterno. Anche i flussi d’aria che attraversavano i solchi contribuivano ad allontanare l’acqua.

Non si trattava quindi di un sistema autopulente nel senso moderno del termine, con meccanismi o dispositivi dedicati, ma di una soluzione passiva che sfruttava forma e aerodinamica. Un’idea semplice, senza componenti aggiuntivi da azionare o mantenere, che consentiva di migliorare la visibilità della vettura anche dopo lunghi viaggi effettuati in condizioni difficili.

Da soluzione tecnica a simbolo Mercedes

Il successo fu tale che quelle nervature finirono per diventare parte dell’identità delle Mercedes. Per decenni bastava osservare i gruppi ottici posteriori per riconoscere immediatamente molte vetture della Stella.

La funzione tecnica si trasformò così anche in un elemento di design. Modelli oggi considerati classici hanno contribuito a rendere i fari scanalati uno dei dettagli più facilmente associabili alle Mercedes di quell’epoca.

Perché Mercedes li ha abbandonati

Con il passare degli anni, però, la tecnologia automobilistica è cambiata. Dalla fine degli anni Novanta l’attenzione verso l’aerodinamica è aumentata ulteriormente e le carrozzerie hanno iniziato ad adottare superfici sempre più raccordate.

Gli studi in galleria del vento hanno inoltre permesso di controllare meglio i flussi nella zona posteriore, limitando l’accumulo di sporco senza ricorrere alle profonde nervature del passato. Parallelamente sono cambiate anche le tecnologie utilizzate per l’illuminazione, fino alla diffusione dei LED.

I celebri fari a fisarmonica sono quindi progressivamente scomparsi. Rimane però interessante scoprire che uno dei dettagli più riconoscibili delle vecchie Mercedes non nacque per una semplice intuizione stilistica: quelle scanalature avevano un compito molto concreto, aiutare l’auto a farsi vedere quando le condizioni della strada diventavano peggiori.

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