Gasolio “tagliato”, sequestrati 26.000 litri: cosa rischia davvero il motore
Oltre 26.000 litri di gasolio alterato sequestrati a Roma e provincia. Un meccanico spiega quali danni può provocare il carburante non conforme
Oltre 26.000 litri di gasolio non conforme sequestrati, quattro cisterne e altrettante pistole erogatrici poste sotto sigillo. I controlli effettuati nei distributori di Roma e provincia riportano l’attenzione su un problema particolarmente insidioso per gli automobilisti: quello del carburante alterato.
L’operazione è stata condotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli insieme alla Guardia di Finanza nell’ambito di 68 controlli. Secondo quanto comunicato dalle autorità, il gasolio sequestrato sarebbe stato “tagliato” con sostanze chimiche più volatili ed economiche, utilizzate per aumentarne illegalmente il volume ed eludere le accise.
Le verifiche hanno evidenziato un punto di infiammabilità inferiore alla soglia prevista, indicatore compatibile con contaminazioni o miscelazioni con sostanze come solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina. Un’alterazione che, secondo l’ADM, aumenta anche il rischio di incendio o esplosione durante trasporto, stoccaggio ed erogazione.
Cosa può succedere al motore
Ma quali conseguenze può avere un carburante contaminato sull’automobile? A spiegarlo a Repubblica è Gianluca Pietrucci, titolare di un’officina romana, che racconta di avere già incontrato nei mesi scorsi alcuni casi di problemi associati a carburanti alterati.
I sintomi possono manifestarsi attraverso un funzionamento irregolare del motore, perdita di potenza, accensione della relativa spia, spegnimenti improvvisi o difficoltà nell’avviamento. La gravità dipende naturalmente dal tipo di contaminazione, dalla quantità presente nel carburante e dalla meccanica del veicolo.
Particolarmente delicati possono essere i moderni sistemi d’iniezione. Pietrucci richiama l’attenzione soprattutto sulla presenza di acqua, che non partecipa alla combustione e, una volta raggiunto il circuito di alimentazione, può compromettere componenti come pompa e iniettori. I propulsori più recenti, caratterizzati da tolleranze ridotte, possono risultare particolarmente sensibili.
È importante, tuttavia, non confondere fenomeni differenti: nel caso dei 26.000 litri sequestrati a Roma le autorità parlano specificamente di gasolio non conforme miscelato con sostanze chimiche più volatili ed economiche, non genericamente di carburante “annacquato”.
Quanto può costare la riparazione
Se dopo un rifornimento il motore comincia improvvisamente a strattonare, perde potenza oppure si spegne, il consiglio del meccanico è di non continuare a utilizzare l’automobile e rivolgersi a un’officina.
L’intervento può richiedere lo svuotamento del serbatoio e, a seconda del veicolo, persino il suo smontaggio. Pietrucci indica per una vettura utilitaria un costo orientativo nell’ordine di 200-300 euro per gli interventi più semplici, mentre la spesa può salire sensibilmente qualora siano stati danneggiati gli iniettori o altri componenti del sistema di alimentazione.
Non esiste quindi una cifra valida per qualsiasi automobile, né è possibile stabilire la causa di un guasto soltanto dai sintomi.
I controlli nei distributori
L’operazione romana ha riguardato anche la trasparenza dei prezzi. Su 34 controlli specifici sono state contestate nove violazioni: cinque per mancata trasparenza dei prezzi esposti, una relativa alla tenuta dei registri e tre per omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il dato più importante per gli automobilisti rimane però quello del carburante sequestrato. I 26.000 litri non conformi rappresentano il risultato concreto di una specifica operazione a Roma e provincia e non autorizzano a estendere il fenomeno all’intera rete italiana.
Allo stesso modo, non ci sono elementi per collegare automaticamente queste alterazioni alle recenti iniziative di calmieramento dei prezzi. L’ipotesi di un possibile aumento del fenomeno espressa dal meccanico resta una sua previsione. Ciò che i controlli dimostrano, invece, è molto più circoscritto: il carburante alterato esiste e, quando finisce nel serbatoio, il rischio non riguarda soltanto il portafoglio ma anche la meccanica dell’auto.