Di padre in figlio, 40 anni a bordo di una Lamborghini Countach

La Countach 5000 S acquistata nel 1987 ha percorso oltre 51.000 miglia. Anthony la guida ancora: manutenzione curata, esperienza di guida viscerale e valore affettivo

Di padre in figlio, 40 anni a bordo di una Lamborghini Countach
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Giorgio Colari
Pubblicato il 12 gen 2026

Nel mondo delle supercar storiche, spesso si assiste a un dilemma: lasciare che le icone del passato restino vive e pulsanti sulle strade, oppure rinchiuderle nei garage come preziosi cimeli? È qui che la storia di Lamborghini Countach del 1987, ancora oggi guidata con passione da Anthony, si distingue come un manifesto di autenticità e coraggio. Non è solo una questione di chilometri o di valore economico, ma di un legame profondo tra uomo e macchina, che va ben oltre la semplice proprietà.

Una promessa eterna

Anthony non è il tipico collezionista che preferisce la polvere dei musei al profumo di benzina. «La terrò fino al giorno in cui non potrò più guidare», afferma deciso, ponendo una distanza netta tra sé e coloro che scelgono di custodire le supercar d’epoca dietro porte blindate. La sua Lamborghini Countach 5000 S, un’eredità di famiglia ricevuta dal padre, continua a solcare le strade senza paura di macinare chilometri. Con oltre 82.000 km (pari a circa 51.000 miglia) all’attivo, questa vettura incarna una filosofia che privilegia la vita vissuta all’interno dell’abitacolo rispetto alla semplice sopravvivenza da esposizione.

Quando fu acquistata nuova nel 1987, questa Lamborghini Countach rosso fuoco rappresentava il massimo dell’avanguardia stilistica e tecnica. Per la cifra, all’epoca considerevole, di 136.000 dollari, la Countach entrava in garage portando con sé un design senza compromessi, privo di quei supporti elettronici che oggi popolano ogni abitacolo moderno. Sotto il cofano pulsa ancora il leggendario motore V12 da 5 2 litri, capace di erogare 354 cavalli e di regalare emozioni forti: accelerazioni da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi e una velocità massima prossima ai 275 km/h.

Solo una parte della storia

Eppure, le prestazioni raccontano solo una parte della storia. Il vero valore di questa Lamborghini Countach risiede nella dedizione quasi maniacale con cui è stata mantenuta nel tempo. Interventi regolari su motore, cinghia e pompa dell’acqua hanno garantito un’affidabilità sorprendente per una vettura di questa età. Persino l’aria condizionata, dettaglio spesso trascurato sulle supercar storiche, funziona ancora senza mai aver richiesto una ricarica. Sono questi dettagli a fare la differenza: testimonianze di una cura che va ben oltre il semplice possesso, trasformando l’auto in una compagna di viaggio, fedele e insostituibile.

La storia personale di Anthony con la sua Lamborghini Countach inizia quando riceve le chiavi a soli sedici anni, un gesto simbolico che non ha mai voluto restituire. L’auto lo ha accompagnato nei momenti più importanti della sua giovinezza, dal ballo di fine anno alle avventure quotidiane, fino a diventare la scelta preferita rispetto a un’altra icona come la Ferrari Testarossa di famiglia. Le offerte di acquisto, nel corso degli anni, non sono certo mancate: tutte respinte senza esitazione. Per Anthony, questa vettura non rappresenta un investimento da monetizzare, ma una presenza viva, un pezzo della sua storia personale.

Due visioni differenti

Il racconto di questa Lamborghini Countach mette in luce un acceso dibattito tra due scuole di pensiero nel mondo della conservazione automobilistica. Da una parte, chi sostiene che i chilometri percorsi arricchiscano la leggenda di un’auto, testimoniando una vita vissuta intensamente. Dall’altra, chi ritiene che la rarità e il valore storico impongano la necessità di protezione e conservazione, spesso a discapito dell’utilizzo. La Countach di Anthony si schiera apertamente dalla parte di chi sceglie la strada, sollevando interrogativi profondi sul significato autentico di patrimonio motoristico.

Guidare una Lamborghini Countach come questa significa accettare un’esperienza cruda e autentica: il rombo possente del motore V12, il calore che si sprigiona dal cofano, l’assenza di servosterzo e di un climatizzatore moderno, il contatto diretto con una meccanica pura e non filtrata. Per chi davvero comprende la cultura dell’automobile, storie come questa sono la prova che alcune vetture non invecchiano mai. Restano eterne perché, semplicemente, non smettono mai di vivere. La Lamborghini Countach di Anthony non è solo un’auto d’epoca: è un manifesto di passione, una dichiarazione d’amore per la guida e per la libertà che solo un’icona come questa può offrire.

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