Alfa Romeo GTV6, il restauro del Busso più muscoloso di sempre

Oktech svela la 'Freccia Argento', una Alfa Romeo GTV6 restaurata con Busso V6 portato a 3897 cc, stimati 350-400 CV e circa 500 Nm

Alfa Romeo GTV6, il restauro del Busso più muscoloso di sempre
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 17 feb 2026

Dopo 27 mesi di intenso lavoro, una delle più iconiche berlinette italiane torna a nuova vita: stiamo parlando della Alfa Romeo GTV6, rinata grazie a un progetto tanto ambizioso quanto rispettoso delle sue origini. L’intervento, firmato dalla specializzata Oktech, non si è limitato a un semplice restauro, ma ha puntato a esaltare il carattere sportivo della vettura, senza però tradirne l’essenza. Il risultato? Un modello battezzato Freccia Argento, che promette prestazioni entusiasmanti e un’estetica inedita, ispirata alle leggendarie Silberpfeile tedesche.

Una potenza monstre

Il cuore pulsante di questa trasformazione è il celebre Busso V6, protagonista di un intervento tecnico di altissimo livello. La cilindrata è stata portata a 3897 cc, un upgrade sostanziale che, abbinato a un nuovo impianto di aspirazione, a un radiatore in alluminio ad alte prestazioni e a manicotti in silicone per ottimizzare il flusso d’aria, ha permesso di raggiungere una potenza stimata tra i 350-400 CV. Non meno impressionante è la coppia motrice, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 500 Nm, valori che proiettano la berlinetta in una nuova dimensione sportiva.

Il progetto, concluso all’inizio del 2026 dopo quasi due anni e mezzo di lavoro, ha visto la Oktech impegnata su molteplici fronti: dalla ricerca della massima affidabilità alla volontà di offrire una vettura fruibile anche in condizioni di utilizzo estremo. Ogni dettaglio è stato studiato per garantire un equilibrio perfetto tra innovazione meccanica e rispetto per la storia del modello. Il restauro della Alfa Romeo GTV6 non è stato solo un ritorno alle origini, ma un vero e proprio salto nel futuro della sportività italiana.

Che stile

Dal punto di vista estetico, la Freccia Argento mantiene le linee classiche che hanno reso celebre la Alfa Romeo GTV6, ma le arricchisce con un’impostazione più aggressiva: assetto ribassato, cerchi da 17 pollici e pneumatici ribassati che ne accentuano la presenza su strada. L’abitacolo, fedele alla tradizione ma con dettagli moderni, ospita un volante Momo a tre razze perforato, elemento che sottolinea la vocazione sportiva della vettura senza intaccarne l’identità storica.

La passione per la meccanica si riflette anche nella cura dei dettagli sonori: Oktech ha già diffuso alcuni file audio che immortalano il timbro profondo e inconfondibile del Busso V6, alimentando la curiosità degli appassionati. A breve, i video di guida permetteranno di valutare non solo la colonna sonora, ma anche il comportamento dinamico della vettura, la precisione negli inserimenti in curva e le reazioni dello sterzo dopo il restauro completo.

Convincerà i puristi?

Non manca il dibattito tra puristi e innovatori: se da un lato c’è chi applaude il coraggio di un intervento che equilibra tradizione e funzionalità, dall’altro i più intransigenti potrebbero storcere il naso di fronte alle modifiche tecniche apportate. Tuttavia, la filosofia di Oktech appare chiara: privilegiare affidabilità e piacere di guida, piuttosto che la mera ostentazione da raduno.

La scelta del nome Freccia Argento non è casuale: fonde l’eleganza e la sportività tipiche dell’Alfa Romeo GTV6 con un richiamo alle monoposto tedesche, suggerendo una vettura capace di unire due mondi apparentemente distanti. Nel frattempo, l’officina ha annunciato un secondo progetto: una GTV6 completamente nera, soprannominata “Mad Max”, caratterizzata da una filosofia estetica ancora più aggressiva e meno legata ai canoni storici.

In attesa delle conferme ufficiali sui dati prestazionali e delle prime impressioni di guida, la Freccia Argento si propone come un esempio virtuoso di come sia possibile intervenire su un classico senza tradirne l’anima. Modifiche tecniche mirate, sicurezza e prestazioni superiori sono le parole d’ordine di un restauro che mette al centro la meccanica e l’esperienza di guida. Il reportage completo di Oktech, arricchito da fotografie, contenuti audio e video imminenti, sarà il banco di prova definitivo per giudicare un lavoro che si candida a diventare un nuovo punto di riferimento nel panorama delle restomod italiane.

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