Compra una BYD da 38.575 euro, ma un problema la blocca per 2 mesi: ottiene il rimborso

In Germania una BYD Atto 3 Evo resta in officina per nove settimane a causa di un problema software. Il proprietario chiede il rimborso e la casa accetta

Compra una BYD da 38.575 euro, ma un problema la blocca per 2 mesi: ottiene il rimborso
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Giulia Darante
Pubblicato il 30 ott 2026

Un’automobile elettrica nuova, appena 2.000 chilometri percorsi e un aggiornamento software che si trasforma in un problema senza soluzione immediata. È quanto accaduto in Germania al proprietario di una BYD Atto 3 Evo, costretto a lasciare il proprio SUV in officina per nove settimane dopo una serie di tentativi falliti di installare un aggiornamento.

Una situazione particolarmente spiacevole per chi aveva acquistato la vettura soltanto pochi mesi prima, spendendo 38.575 euro. Dopo oltre due mesi senza poter utilizzare la propria automobile, il cliente ha deciso di chiedere l’annullamento del contratto.

La risposta del costruttore cinese è stata favorevole: BYD ha accettato il rimborso, evitando che la controversia si trasformasse in una lunga battaglia giudiziaria. Resta però da chiarire se l’importo restituito comprenderà l’intera somma versata.

L’aggiornamento software non si installa

La vicenda riguarda una BYD Atto 3 Evo acquistata nel maggio 2026, un SUV elettrico che, a seconda della versione, può raggiungere una potenza di 449 CV. Come molte automobili moderne, anche questo modello dispone della possibilità di ricevere aggiornamenti software da remoto, attraverso la tecnologia OTA, senza necessariamente recarsi in officina.

Nel caso del proprietario tedesco, tuttavia, la procedura non è andata a buon fine. Dopo diversi tentativi falliti, l’automobilista ha deciso di rivolgersi alla concessionaria. I tecnici hanno provato a installare l’aggiornamento utilizzando una memoria USB, ma neppure questa soluzione ha permesso di completare correttamente l’operazione.

I successivi interventi non hanno risolto il problema e l’automobile è rimasta presso l’assistenza, mentre il proprietario ha dovuto utilizzare una vettura sostitutiva. La situazione si è complicata ulteriormente quando è emersa la necessità di sostituire una centralina elettronica. Il componente, però, non risultava disponibile nei magazzini europei, prolungando sensibilmente i tempi necessari per la riparazione.

Nove settimane in officina e richiesta di restituzione del denaro

Con il trascorrere delle settimane, il proprietario ha perso la pazienza. La sua BYD, praticamente nuova, continuava a rimanere inutilizzabile per un problema che l’assistenza non era riuscita a eliminare. Dopo nove settimane di fermo, l’automobilista si è rivolto a un legale per chiedere la risoluzione del contratto di compravendita.

BYD ha accettato la richiesta, confermando la disponibilità a restituire il prezzo pagato per la vettura. Rimane un aspetto da definire: la normativa tedesca può consentire una trattenuta economica proporzionata all’utilizzo già effettuato dal cliente.

Non è quindi ancora chiaro se il proprietario riceverà tutti i 38.575 euro oppure una cifra leggermente inferiore, considerando i circa 2.000 chilometri percorsi.

Il caso evidenzia anche l’importanza della disponibilità dei ricambi. Un problema elettronico potenzialmente risolvibile con la sostituzione di una centralina può infatti comportare tempi di fermo molto lunghi quando il componente necessario non è immediatamente reperibile.

Auto EV e aggiornamenti OTA: quando il software diventa un problema

La crescente digitalizzazione delle automobili ha reso gli aggiornamenti software una componente fondamentale della manutenzione moderna. Attraverso le procedure OTA, i costruttori possono introdurre nuove funzioni, correggere anomalie e modificare alcuni parametri di funzionamento senza interventi meccanici.

Questa tecnologia comporta però anche nuove criticità, soprattutto quando un aggiornamento non viene completato correttamente. Uno studio statunitense di J.D. Power del 2026 ha evidenziato risultati contrastanti: soltanto il 27% dei proprietari che avevano ricevuto aggiornamenti dichiarava un miglioramento percepibile, mentre il 58% non aveva notato differenze.

La questione riguarda l’intero settore automobilistico e non soltanto BYD. Secondo il legale del proprietario tedesco, un difetto software che compromette in maniera significativa l’utilizzo del veicolo può giustificare la richiesta di risoluzione del contratto.

Nel frattempo, l’automobilista ha deciso di ordinare una Mercedes GLC elettrica, scegliendo quindi un modello differente e più costoso. La vicenda dimostra che, nell’era delle automobili sempre più digitali, l’efficienza dell’assistenza e la disponibilità dei componenti elettronici sono importanti quanto le prestazioni e l’autonomia.

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