Compra una Jeep Avenger ma resta 40 giorni in officina: il reclamo con l'IA viene respinto
Compra una Jeep Avenger nuova, ma dopo continui guasti resta senza auto per 40 giorni. La concessionaria contesta anche il reclamo scritto con l'IA
Acquistare un’automobile nuova dovrebbe significare poter contare su un mezzo affidabile fin dai primi chilometri. Per Oleh Tsiupa, automobilista di origine ucraina residente a Bergen, in Norvegia, l’esperienza con una Jeep Avenger si è invece trasformata in una lunga controversia con la concessionaria.
La vettura ha iniziato a manifestare anomalie elettroniche poco dopo l’acquisto, segnalando problemi a diversi sistemi di sicurezza. Nonostante numerosi interventi, i malfunzionamenti sono proseguiti, fino a lasciare il proprietario senza automobile per 40 giorni.
La vicenda ha assunto contorni ancora più particolari quando l’uomo ha chiesto di annullare l’acquisto. Il concessionario ha contestato anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella preparazione del reclamo, impiegata dal cliente per esprimersi correttamente in norvegese.
Le spie di ABS ed ESP si accendono durante la guida
I primi problemi si sono manifestati attraverso una serie di avvisi comparsi improvvisamente sulla strumentazione della Jeep Avenger. Le segnalazioni riguardavano sistemi particolarmente importanti, tra cui ABS, ESP, impianto frenante e cruise control.
Le anomalie avevano inoltre un comportamento intermittente: alcuni messaggi scomparivano spontaneamente, per poi ripresentarsi durante gli spostamenti successivi. Una situazione che ha comprensibilmente preoccupato il proprietario, soprattutto quando utilizzava l’automobile insieme alla famiglia.
Intervistato dal portale norvegese Motor, Tsiupa ha spiegato di non sentirsi tranquillo alla guida, temendo che le segnalazioni potessero corrispondere a problemi effettivi dei freni. È importante precisare che la comparsa degli avvisi non dimostra automaticamente il guasto simultaneo di tutti i dispositivi indicati.
Resta però il fatto che, su un’automobile appena acquistata, messaggi relativi ai sistemi di sicurezza richiedono verifiche tecniche approfondite. Per questo motivo la Jeep è stata affidata all’officina, dove sono iniziati diversi tentativi di riparazione.
Quaranta giorni senza automobile e numerosi interventi senza soluzione
I tecnici hanno inizialmente cercato di individuare l’origine dei malfunzionamenti attraverso la sostituzione di alcuni componenti. Tra gli interventi effettuati figurano il cambio dei sensori ABS, lavori sul cablaggio e la sostituzione di un elemento collegato al bloccasterzo.
Nonostante queste operazioni, secondo il racconto del proprietario, le anomalie non sono state eliminate definitivamente. La situazione si è successivamente aggravata con un ulteriore problema alla trasmissione, che ha reso necessario il recupero della vettura mediante carro attrezzi.
Nel complesso, la Jeep Avenger è rimasta indisponibile per circa 40 giorni, creando difficoltà negli spostamenti quotidiani. A rendere più complicata la vicenda è stata anche la mancata disponibilità di una vettura sostitutiva, che avrebbe consentito al cliente di continuare a muoversi durante le riparazioni.
Di fronte al protrarsi dei problemi, Tsiupa ha quindi deciso di chiedere la risoluzione del contratto e la restituzione del denaro versato per l’acquisto.
Reclamo scritto con ChatGPT? La concessionaria contesta l’intelligenza artificiale
La richiesta di rimborso ha aperto un secondo fronte della controversia, questa volta legato alla comunicazione tra cliente e venditore. Essendo originario dell’Ucraina e non padroneggiando completamente il norvegese, Tsiupa ha utilizzato uno strumento di intelligenza artificiale per formulare il proprio reclamo.
La concessionaria ha contestato questa modalità, sostenendo di non voler prendere in considerazione comunicazioni generate dall’IA, poiché basate sulle informazioni fornite dall’utilizzatore. Il proprietario ha ribattuto di aver impiegato la tecnologia esclusivamente come supporto linguistico, per comprendere meglio le sfumature della lingua ed esprimere correttamente le proprie richieste.
La controversia è stata quindi portata all’attenzione dell’autorità norvegese per la tutela dei consumatori, Forbrukertilsynet. Non è ancora noto quale sarà l’esito della procedura, né se il cliente riuscirà a ottenere l’annullamento dell’acquisto.
La vicenda solleva comunque due questioni distinte: l’affidabilità e la gestione dell’assistenza su un’automobile nuova, ma anche il ruolo degli strumenti digitali nelle comunicazioni formali tra consumatori e aziende.