Agnelli aveva già la targa personalizzata nel 1986: il caso della sua Ferrari Testarossa
Dalla Ferrari Testarossa Spider di Gianni Agnelli alle targhe personalizzate: come funzionavano in Italia e quanto costano negli Stati Uniti e in Europa
Nel 1986 Gianni Agnelli ricevette una Ferrari che nessun altro automobilista avrebbe potuto ordinare. Era una Testarossa Spider color argento, realizzata appositamente per celebrare i suoi vent’anni alla presidenza della Fiat. Un esemplare unico, riconoscibile anche per il sottile filetto blu lungo la carrozzeria. A renderlo ancora più particolare c’era la targa TO 00000G, una combinazione decisamente insolita.
Quarant’anni dopo, le targhe personalizzate tornano al centro dell’attenzione. Il governo ha annunciato l’intenzione di renderle disponibili a pagamento, con una tariffa prevista di 600 euro. Ma prima di questa novità era possibile scegliere lettere e numeri? E perché in altri Paesi una targa può arrivare a costare quanto una supercar?
La Ferrari Testarossa Spider di Agnelli e le targhe speciali
La Ferrari Testarossa Spider dell’Avvocato rappresenta uno degli esempi più celebri di automobile costruita su misura. Realizzata a Maranello in circa quattro mesi, conservava l’impostazione della Testarossa, ma adottava una carrozzeria scoperta con capote in tela.
Anche la targa contribuiva alla sua esclusività. La sequenza TO 00000G risaliva al sistema italiano precedente all’attuale formato nazionale, quando le targhe riportavano ancora la sigla della provincia. Il caso di Agnelli non significa però che esistesse un servizio pubblico attraverso il quale chiunque potesse richiedere una combinazione a piacimento.
In passato, alcuni automobilisti cercavano di ottenere una sequenza particolare rivolgendosi al concessionario o a un’agenzia di pratiche automobilistiche, nella speranza di trovare una targa disponibile con caratteri graditi. Si trattava di possibilità legate alle procedure di assegnazione, non di un diritto riconosciuto al proprietario.
Diverso è il caso delle targhe storiche, che possono essere riprodotte per determinati veicoli d’epoca secondo una disciplina specifica. Non consentono comunque di inventare liberamente una nuova combinazione.
Targhe personalizzate in Italia: la novità da 600 euro
La proposta annunciata dal governo punta a introdurre una procedura ufficiale per richiedere una targa personalizzata. Il costo indicato è di 600 euro, dei quali 500 destinati al Poligrafico dello Stato e 100 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La possibilità di scegliere una combinazione era già contemplata dal Codice della strada del 2002, ma non è mai diventata operativa per la mancanza delle necessarie disposizioni attuative. Anche il nuovo intervento richiederà regole precise, soprattutto per stabilire quali sequenze saranno ammesse e come verranno gestite eventuali richieste identiche.
Un elemento importante riguarda il legame tra targa e automobile: secondo l’impostazione annunciata, la combinazione rimarrebbe associata al veicolo anche in caso di vendita. Non è ancora disponibile una data certa per presentare le domande. La misura dovrà completare il percorso normativo prima di diventare utilizzabile dagli automobilisti.
Dagli Stati Uniti al Regno Unito: prezzi da 10 dollari a cifre record
All’estero le targhe personalizzate sono una realtà consolidata, ma le regole cambiano notevolmente. Negli Stati Uniti, ogni Stato stabilisce autonomamente tariffe e limitazioni. In Virginia il supplemento per alcune targhe personalizzate parte da appena 10 dollari, contribuendo alla loro diffusione.
Le autorità possono tuttavia respingere combinazioni offensive o inappropriate e, in determinate circostanze, revocare autorizzazioni già concesse. Nel Regno Unito, invece, le targhe particolari possono diventare beni di notevole valore economico, acquistabili, rivendibili e trasferibili rispettando le regole previste.
Nel novembre 2025 la combinazione 1 F è stata battuta all’asta da Sotheby’s per 926.000 sterline, una cifra che dimostra quanto possa essere ricercata una sequenza esclusiva. In Germania, la sigla territoriale rimane obbligatoria, mentre è possibile scegliere parte dei caratteri successivi. Il costo amministrativo indicato è di 10,20 euro, ai quali si aggiungono 2,60 euro per la prenotazione.
Più elevata la tariffa in Belgio, dove una targa personalizzata costa 1.030 euro, con importi che possono salire a 1.560 euro per particolari richieste. L’Italia si prepara dunque a entrare in un mercato già molto sviluppato altrove, ma con una differenza sostanziale: prima di scegliere la propria scritta bisognerà attendere le regole definitive.