In bicicletta a 204 km/h nel '62: record folle di un francese dietro una Mercedes 300 SL
Nel 1962 José Meiffret raggiunse 204,6 km/h in bicicletta dietro una Mercedes 300 SL. Il segreto? Una bici da 20 kg con corona da 130 denti e cerchi in legno
Una bicicletta con i cerchi in legno, una corona da 130 denti e un uomo disposto a sfidare ogni limite. Nessun motore elettrico, nessuna tecnologia elettronica, soltanto la forza delle gambe e una Mercedes-Benz lanciata a velocità impressionante. Il 19 luglio 1962, su un’autostrada tedesca nei pressi di Friburgo, il francese José Meiffret raggiunse circa 204,6 km/h pedalando.
Un’impresa difficile da immaginare persino oggi, quando materiali ultraleggeri e sofisticate soluzioni aerodinamiche hanno trasformato il ciclismo. All’epoca Meiffret aveva 49 anni e inseguiva da tempo un obiettivo preciso: superare la barriera dei 200 km/h su due ruote.
Per riuscirci utilizzò una bicicletta costruita appositamente e sfruttò la scia di una Mercedes-Benz 300 SL, modificata per proteggerlo dalla resistenza dell’aria.
José Meiffret, il ciclista che voleva superare i 200 km/h
Nato nel 1913 a Boulouris, sulla Costa Azzurra, José Meiffret sviluppò fin da giovane una passione per i record di velocità. La sua specialità era il ciclismo dietro un veicolo apripista, una disciplina nella quale l’automobile che precede il corridore riduce drasticamente la resistenza aerodinamica.
Nel 1941 l’americano Alfred Letourneur aveva raggiunto 175,29 km/h a Bakersfield, in California, stabilendo un riferimento destinato a resistere per anni. Meiffret decise di superarlo, dedicando molto tempo alla preparazione fisica e alla ricerca delle soluzioni tecniche necessarie.
Nel 1961, sulla pista di Lahr, in Germania, riuscì a toccare circa 186 km/h. Era già una prestazione eccezionale, ma insufficiente rispetto alle sue ambizioni. Il ciclista francese, alto appena 1,58 metri e pesante 58 chilogrammi, puntava a una velocità che sembrava incompatibile con un mezzo azionato esclusivamente dai pedali.
L’occasione arrivò nell’estate successiva, quando organizzò un nuovo tentativo su un tratto autostradale tedesco.
Una bicicletta da 20 kg con corona da 130 denti e cerchi in legno
Per affrontare una prova simile, Meiffret aveva bisogno di una bicicletta completamente diversa dai modelli utilizzati nelle competizioni tradizionali. Il mezzo pesava circa 20 chilogrammi, una massa considerevole, e montava cerchi in legno.
La caratteristica più particolare era però l’enorme corona da 130 denti, progettata per consentire al ciclista di continuare a pedalare anche a velocità elevatissime. Un rapporto così lungo sarebbe stato praticamente inutilizzabile nelle normali condizioni di partenza, ma diventava indispensabile una volta raggiunta la velocità della vettura apripista.
La Mercedes-Benz 300 SL era guidata dal pilota tedesco Adolf Zimber e disponeva posteriormente di una struttura in alluminio rivestita da un telo. Questo dispositivo creava una zona riparata dal vento, permettendo a Meiffret di mantenere la velocità con uno sforzo aerodinamico enormemente inferiore.
Il margine d’errore rimaneva comunque minimo. Bastava perdere la scia, sbilanciarsi o toccare il veicolo per trasformare il tentativo in un incidente gravissimo. Secondo una ricostruzione pubblicata nel 1965, il ciclista doveva mantenere quella velocità per appena 18 secondi.
Il record di 204,6 km/h e chi è riuscito a superarlo
Il 19 luglio 1962 Meiffret raggiunse l’obiettivo, superando la soglia dei 200 km/h e fermando la misurazione intorno a 204,6 km/h. Le ricostruzioni storiche riportano valori leggermente differenti, compresi tra circa 204,7 e 204,9 km/h, a seconda delle registrazioni considerate.
La prestazione non ricevette un’omologazione ufficiale dall’Unione Ciclistica Internazionale, che non riconosce questa tipologia di record ottenuti sfruttando la scia di un veicolo. Il primato venne comunque superato nel 1973 dall’americano Allan Abbott, capace di raggiungere 223 km/h sul lago salato di Bonneville.
Nel 2018, sempre a Bonneville, Denise Mueller-Korenek ha portato il riferimento mondiale della specialità a circa 296 km/h. Meiffret raccontò la propria esperienza in un libro pubblicato nel 1965, mentre la sua particolare bicicletta è stata successivamente esposta anche a Compiègne.
Il ciclista morì nel 1983, lasciando una delle pagine più singolari della storia delle due ruote: oltre 200 km/h raggiunti pedalando, con una bicicletta pesantissima e una Mercedes a fendere l’aria davanti a lui.