Cina, l’auto prende la multa da sola: ecco chi dovrà pagarla
La Cina prepara nuove regole per la guida autonoma: quando l’auto viaggia senza conducente, sarà il costruttore a rispondere delle infrazioni e a pagare le multe
La diffusione della guida autonoma porta con sé una domanda che fino a pochi anni fa poteva sembrare quasi paradossale: se un’automobile senza conducente viola il Codice della strada, chi deve pagare la multa? La Cina si prepara a fornire una risposta molto precisa, attribuendo la responsabilità direttamente al costruttore.
A stabilirlo è una bozza di legge all’esame del Comitato permanente del Parlamento cinese. Il provvedimento non è ancora una norma definitiva, ma secondo quanto riportato potrebbe completare il proprio iter in tempi relativamente rapidi.
Il principio introdotto è particolarmente significativo perché distingue nettamente i veicoli realmente autonomi dalle automobili dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida. Una differenza destinata a diventare sempre più importante con l’evoluzione delle tecnologie applicate alle quattro ruote.
Se guida l’auto paga il costruttore
La novità riguarda le situazioni nelle quali un veicolo opera effettivamente in modalità autonoma, quindi senza una persona responsabile della guida. Se l’automobile commette un’infrazione durante questa fase, sarà il costruttore a essere considerato responsabile e dovrà sostenere il pagamento della relativa sanzione.
Il principio cambia radicalmente il tradizionale rapporto tra automobilista, veicolo e Codice della strada. Nelle automobili convenzionali, infatti, dietro una violazione c’è normalmente il comportamento di una persona. Con un sistema capace di assumere autonomamente le decisioni di guida, diventa invece necessario individuare un soggetto giuridicamente responsabile delle azioni compiute dal software.
La soluzione proposta da Pechino trasferisce quindi sul produttore le conseguenze delle violazioni commesse quando è effettivamente il sistema autonomo a controllare il mezzo.
Con la guida assistita risponde il conducente
Completamente diverso è il caso delle tecnologie di guida assistita, anche quando particolarmente sofisticate. In queste circostanze il conducente rimane responsabile del veicolo e, di conseguenza, continuerà a rispondere delle eventuali infrazioni.
La distinzione è tutt’altro che secondaria. Sistemi capaci di gestire accelerazione, frenata, distanza dagli altri veicoli o traiettoria non trasformano automaticamente un’automobile in un mezzo completamente autonomo.
Finché il sistema richiede che una persona mantenga la responsabilità della guida, eventuali violazioni continueranno dunque a ricadere su chi si trova al volante. Il nuovo quadro normativo cinese punta così a separare chiaramente assistenza e autonomia, evitando che tecnologie differenti vengano considerate equivalenti dal punto di vista delle responsabilità.
Resta il nodo degli incidenti
La questione diventa ancora più complessa quando dalle semplici infrazioni si passa agli incidenti stradali. Su questo fronte, almeno per il momento, la bozza citata non introduce novità analoghe.
Rimane quindi da definire con maggiore precisione come verranno attribuite le responsabilità quando un veicolo completamente autonomo sarà coinvolto in un incidente. È un tema decisamente più delicato rispetto al pagamento di una multa, perché può coinvolgere responsabilità civili e conseguenze molto più gravi.
La Cina sta comunque lavorando anche alla definizione di questo aspetto, mentre aumenta progressivamente il numero di tecnologie automatizzate presenti sulle automobili.
La Cina stringe le regole sulle nuove tecnologie
L’intervento sulla guida autonoma rientra in una più ampia attività normativa con cui Pechino sta cercando di accompagnare l’evoluzione dell’industria automobilistica senza trascurare la sicurezza stradale.
Negli ultimi mesi le autorità cinesi sono intervenute anche su soluzioni progettuali diventate comuni sulle automobili di nuova generazione, come le maniglie esterne retrattili e i cosiddetti volanti a cloche.
La nuova proposta sulle multe affronta però un problema destinato a diventare globale. Più le automobili saranno capaci di prendere decisioni senza l’intervento umano, più sarà necessario stabilire chi debba risponderne. La Cina sembra aver individuato almeno un primo principio: se guida davvero l’auto, delle sue infrazioni dovrà rispondere chi l’ha costruita.