Cartelli neri e gialli sulla strada, quelle strisce non sono casuali: cosa indicano

I cartelli con strisce diagonali nere e gialle segnalano ostacoli e variazioni della carreggiata: anche l’inclinazione delle bande fornisce un’indicazione importante

Cartelli neri e gialli sulla strada, quelle strisce non sono casuali: cosa indicano
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Renato Terlisi
Pubblicato il 21 set 2026

Sulle strade siamo circondati da segnali che interpretiamo quasi senza pensarci. Uno Stop o un limite di velocità vengono riconosciuti immediatamente, mentre altri elementi della segnaletica sono molto meno intuitivi. Tra questi rientrano i pannelli neri e gialli caratterizzati da vistose strisce diagonali.

È facile considerarli semplicemente un modo per rendere più visibile un punto pericoloso. In realtà quelle bande trasmettono un’informazione precisa: servono a richiamare l’attenzione sulla presenza di un ostacolo o di una variazione della carreggiata e aiutano il conducente a capire da quale parte superare il punto critico.

Cosa significano le strisce nere e gialle

Questi pannelli possono assumere configurazioni differenti in funzione del luogo nel quale vengono installati. Il principio rimane però lo stesso: evidenziare qualcosa che interferisce con il normale andamento della strada o che richiede una maggiore attenzione da parte dell’automobilista.

Si possono incontrare, per esempio, vicino a muri, parapetti e piloni, ma anche in corrispondenza di ponti, spallette o altre strutture collocate sulla carreggiata o immediatamente a ridosso del suo margine.

Diventano particolarmente utili quando l’ostacolo provoca un restringimento o modifica la traiettoria che normalmente verrebbe seguita. La colorazione ad alto contrasto permette al conducente di riconoscere rapidamente la presenza del punto critico e prepararsi a correggere la propria direzione.

Attenzione all’inclinazione delle bande

C’è poi un particolare che molti automobilisti potrebbero non conoscere. Le strisce non vengono disposte diagonalmente soltanto per ragioni di visibilità: la loro inclinazione contribuisce a indicare il lato verso il quale bisogna transitare rispetto all’ostacolo.

Guardare il pannello significa quindi ottenere due informazioni quasi contemporaneamente. La prima è la presenza di un elemento che richiede attenzione; la seconda riguarda il percorso da seguire per superarlo correttamente.

È un sistema volutamente semplice e immediato, perché sulla strada il conducente deve essere in grado di interpretare un’indicazione in pochissimo tempo e senza distogliere a lungo lo sguardo dalla guida.

Di notte diventano ancora più importanti

Durante il giorno può capitare che l’ostacolo sia talmente evidente da far sembrare quasi inutile il pannello. Un pilone, un restringimento oppure la struttura di un ponte possono essere individuati molto prima di raggiungerli.

Con il buio la situazione cambia radicalmente. Lo stesso vale in presenza di nebbia o pioggia, quando la percezione della carreggiata e degli oggetti circostanti può peggiorare sensibilmente. È in queste condizioni che il contrasto tra nero e giallo mostra tutta la sua utilità.

La presenza di elementi riflettenti può inoltre rendere il pannello maggiormente riconoscibile quando viene illuminato dai fari, facendo emergere il punto da evitare prima che l’automobile vi arrivi troppo vicino.

Non sono semplici pannelli colorati

La loro funzione è quindi diversa da quella di un normale cartello di indicazione. Non comunicano una destinazione e non servono a segnalare quanti chilometri mancano a un’uscita: lavorano soprattutto sulla percezione immediata del pericolo.

Anche un automobilista che non ricorda esattamente la classificazione del segnale può intuire, vedendo una superficie fortemente contrastata, che la conformazione della strada davanti a lui richiede maggiore attenzione.

Conoscere il significato delle bande permette però di interpretare l’indicazione completamente. La prossima volta che si incontra uno di questi pannelli conviene quindi osservare anche in quale direzione scendono le strisce: non si tratta di una scelta estetica, perché quell’inclinazione aiuta a comprendere da quale lato deve essere superato l’ostacolo.

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