Camionista italiano fermato in Austria con la carta tachigrafica del figlio: contestate 59 violazioni
Un camionista italiano di 73 anni è stato fermato in Austria mentre guidava con la carta conducente del figlio inserita nel cronotachigrafo
Un autotrasportatore italiano di 73 anni è stato fermato dalla polizia austriaca nel distretto del Tennengau, in provincia di Salisburgo, dopo essere stato sorpreso alla guida di un autotreno con la carta conducente intestata al figlio inserita nel cronotachigrafo digitale. Dai controlli effettuati dagli agenti sono emerse anche 59 violazioni delle norme europee sui tempi di guida e di riposo, che hanno portato alla denuncia dell’uomo sia all’autorità giudiziaria sia a quella amministrativa.
L’episodio risale a mercoledì 22 luglio 2026 ed è avvenuto lungo uno dei principali corridoi del traffico merci tra Italia e Austria, un’area dove i controlli sui mezzi pesanti sono particolarmente frequenti.
Carta tachigrafica del figlio per nascondere le ore di guida
Secondo quanto accertato dagli investigatori, il camionista stava conducendo un autotreno immatricolato in Germania utilizzando la carta conducente rilasciata al figlio.
Durante il controllo, gli agenti hanno confrontato i dati registrati dal cronotachigrafo digitale con l’identità del conducente presente al volante, rilevando l’anomalia. L’uomo avrebbe così attribuito a un’altra persona le proprie ore di guida, facendo apparire regolari periodi che in realtà superavano i limiti previsti dalla normativa europea.
Nel corso dell’interrogatorio il conducente avrebbe ammesso quanto contestato. L’analisi delle registrazioni ha inoltre permesso di ricostruire numerose irregolarità relative ai tempi di guida e di riposo, portando alla contestazione di 59 violazioni, tra cui il superamento delle durate massime consentite e il mancato rispetto delle pause obbligatorie.
Controlli intensificati lungo la A10
Il fermo è avvenuto nel Tennengau, distretto attraversato dalla Tauernautobahn A10, una delle principali arterie utilizzate dal traffico commerciale tra il Nord Europa e l’Italia. In quest’area si trova anche la stazione di controllo di Kuchl, dove la polizia di Salisburgo effettua verifiche mirate sui veicoli industriali e sul rispetto della normativa che disciplina tempi di guida, riposi e utilizzo del cronotachigrafo.
Negli ultimi giorni le autorità austriache hanno registrato diversi casi simili. Il giorno precedente al fermo dell’autotrasportatore italiano, sempre a Kuchl, un conducente slovacco era stato sorpreso ad aver guidato in 26 diversi periodi senza alcuna carta inserita nel tachigrafo, circostanza che aveva portato alla contestazione di 34 infrazioni, oltre all’accusa di falsificazione di un mezzo di prova.
Nello stesso distretto erano già emersi altri episodi analoghi, tra cui quello di un autista austriaco fermato con una carta conducente non propria e 37 violazioni delle norme sociali sul trasporto, oltre a un altro procedimento che aveva portato complessivamente a 133 segnalazioni all’autorità amministrativa.
Doppio procedimento tra Procura e autorità amministrativa
Per il camionista italiano il procedimento seguirà due percorsi distinti, come previsto dall’ordinamento austriaco per le violazioni più gravi nel settore dell’autotrasporto.
Da una parte è stata trasmessa una segnalazione alla Procura di Salisburgo, mentre sul piano amministrativo il fascicolo è stato inviato alla Bezirkshauptmannschaft di Hallein, competente per l’eventuale applicazione delle sanzioni previste dalla normativa locale.
Le autorità non hanno reso noto il capo d’imputazione contestato al conducente italiano. In procedimenti analoghi avvenuti nello stesso distretto, l’ipotesi di reato aveva riguardato la falsificazione di un mezzo di prova, ma nel caso specifico non sono stati diffusi ulteriori dettagli e l’uomo resta, allo stato, una persona non giudicata in via definitiva.
Le possibili conseguenze
Sul piano amministrativo trova applicazione il paragrafo 134 del Kraftfahrgesetz, la legge austriaca sulla circolazione dei veicoli a motore.
La normativa prevede sanzioni pecuniarie fino a 5.000 euro, con la possibilità di una detenzione sostitutiva fino a sei settimane in caso di mancato pagamento. Inoltre, la legge consente alle autorità austriache di contestare anche violazioni commesse al di fuori del territorio nazionale, purché vengano accertate durante un controllo effettuato in Austria.
Il caso conferma l’elevato livello di attenzione riservato dalle autorità austriache ai controlli sui mezzi pesanti in transito lungo i principali corridoi internazionali. L’utilizzo improprio della carta conducente e la manipolazione dei dati del cronotachigrafo sono tra le infrazioni considerate più gravi, perché compromettono il sistema di controllo dei tempi di guida e possono incidere direttamente sulla sicurezza della circolazione stradale.