Supercar del Golfo sommerse di multe: su 13.423 sanzioni ne è stato pagato appena l’1%
A Londra le auto con targa degli Emirati hanno accumulato 13.423 multe tra il 2018 e il 2022, ma solo l’1% è stato pagato. Il Regno Unito cerca una soluzione
Ferrari, Lamborghini, McLaren e Bentley arrivano ogni estate nei quartieri più esclusivi di Londra, spesso direttamente dai Paesi del Golfo. Uno spettacolo diventato ormai abituale soprattutto nelle zone di Knightsbridge e intorno ad Harrods, ma che porta con sé un problema decisamente meno glamour: migliaia di multe che le autorità britanniche faticano a riscuotere.
I numeri rendono bene le dimensioni del fenomeno. Tra il 2018 e il 2022, il distretto londinese di Westminster ha cercato di recuperare 13.423 sanzioni elevate a veicoli immatricolati negli Emirati Arabi Uniti. Alla fine, appena l’1% delle contravvenzioni sarebbe stato effettivamente pagato.
E il problema non sembra essersi esaurito. Nel solo 2025, le automobili con targa del Qatar hanno ricevuto 2.570 multe nel borough di Westminster.
Multe facili, incassi difficili
Le infrazioni contestate riguardano soprattutto la sosta. Alcune supercar vengono lasciate alle fermate degli autobus, nelle aree riservate alle consegne oppure lungo le caratteristiche doppie linee gialle britanniche, dove vigono specifiche restrizioni al parcheggio.
Emettere il verbale non rappresenta la parte più complicata. Le difficoltà iniziano quando bisogna identificare con certezza il proprietario e recuperare il denaro da un automobilista che utilizza un veicolo registrato fuori dal Regno Unito e dall’Europa.
Gli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali per rintracciare e perseguire questi debitori oltreconfine risultano limitati. Una volta che il proprietario e la sua vettura hanno lasciato il Paese, trasformare il verbale in denaro effettivamente riscosso può diventare estremamente difficile. Il risultato è un paradosso: le autorità continuano a sanzionare comportamenti irregolari, ma una parte consistente delle somme rimane sulla carta.
Supercar trasportate in aereo
A rendere ancora più singolare la situazione è il modo in cui alcune di queste automobili arrivano nella capitale britannica. I proprietari più facoltosi possono infatti far trasportare in aereo le proprie supercar dal Medio Oriente fino a Londra.
Per un singolo viaggio si può arrivare a spendere l’equivalente di circa 30.000 euro. Una cifra che ridimensiona inevitabilmente il peso economico di una contravvenzione nell’ordine di 130-200 euro per chi può permettersi una simile operazione logistica.
Non significa necessariamente che ogni proprietario ignori volontariamente i verbali. Il dato sull’effettivo recupero delle somme mostra però chiaramente quanto sia difficile far funzionare il sistema quando entrano in gioco targhe straniere e proprietari residenti molto lontano dal Regno Unito.
Londra cerca una soluzione
La questione non riguarda soltanto il denaro perso. Un sistema nel quale una sanzione può diventare di fatto difficile da riscuotere rischia di creare una disparità tra automobilisti locali e visitatori stranieri.
Per questo nel Regno Unito si cerca un meccanismo più efficace per recuperare le somme dovute dai proprietari dei veicoli provenienti dal Golfo. Il nodo principale rimane l’accesso ai dati necessari per identificare gli intestatari e rendere concretamente esigibili le contravvenzioni.
Il fenomeno è particolarmente visibile a Londra proprio perché ogni estate alcune delle automobili più costose al mondo si concentrano in pochi quartieri della capitale.
Il caso dei 13.423 verbali
Il dato relativo agli Emirati Arabi Uniti resta quello più emblematico: 13.423 contravvenzioni in quattro anni e appena l’1% pagato significa che la quasi totalità delle sanzioni non ha prodotto l’effetto economico previsto.
Il problema, dunque, non è installare telecamere o aumentare il numero dei controlli. Le infrazioni vengono già rilevate e i verbali emessi. La vera sfida comincia dopo: riuscire a far pagare una multa londinese al proprietario di una supercar che, terminata l’estate, può essere caricata nuovamente su un aereo e riportata a migliaia di chilometri dal Regno Unito.