BYD Dolphin Surf cambia tutto: cresce di 42,5 cm e arriva a 420 km di autonomia
La nuova BYD Dolphin Surf cresce fino a 4,21 metri e cambia completamente: motore da 127 CV, batterie fino a 39,2 kWh, 420 km CLTC e LiDAR sul tetto
Chiamarla nuova generazione, questa volta, non è un’esagerazione. BYD ha diffuso i primi bozzetti ufficiali della seconda generazione della Seagull, conosciuta in Europa come Dolphin Surf, anticipando una trasformazione molto più profonda del normale aggiornamento di metà carriera. Il cambiamento più evidente riguarda le dimensioni: la piccola elettrica cresce di ben 42,5 centimetri.
La denominazione europea non è ancora stata ufficializzata per questa nuova generazione. In Cina si era parlato inizialmente dei nomi Great Seagull o Da Haiou, ma BYD ha successivamente indicato l’auto semplicemente come “Seagull di seconda generazione”.
Da citycar a quasi compatta
Le nuove dimensioni raccontano bene il cambio di impostazione. La vettura misura 4.205 mm di lunghezza, 1.810 di larghezza e 1.570 di altezza, con un passo di 2.650 mm. Rispetto all’attuale Seagull guadagna quindi 425 mm in lunghezza e arriva ad appena 65 mm dalla BYD Dolphin.
Anche il design prende le distanze dal modello attuale. I disegni ufficiali mostrano grandi gruppi ottici anteriori con firma luminosa a tre punte, passaruota pronunciati e superfici più spigolose. Dietro compaiono fanali molto sottili, mentre i cerchi da 16 pollici adottano un disegno a otto razze.
La trasformazione interessa anche l’abitacolo. BYD promette una disposizione completamente ripensata per aumentare lo spazio destinato ai passeggeri. Le immagini precedentemente emerse in Cina avevano mostrato un grande display centrale sospeso, il selettore della trasmissione dietro al volante e una console più importante rispetto a quella della Dolphin Surf attuale.
Due batterie e fino a 420 km
Le informazioni provenienti dalla documentazione regolatoria cinese permettono già di conoscere diversi elementi della meccanica. Il nuovo modello utilizzerà un motore elettrico da 127 CV e potrà essere equipaggiato con due batterie LFP prodotte da FinDreams, società specializzata appartenente a BYD.
La versione più piccola avrà una capacità di 30 kWh, mentre quella superiore arriverà a 39,2 kWh. Le autonomie dichiarate varieranno rispettivamente fino a 320 e 420 km secondo il ciclo cinese CLTC. La velocità massima sarà di 150 km/h.
Bisogna però evitare un confronto diretto con le autonomie dichiarate in Europa. Il ciclo CLTC è differente dal WLTP e, al momento, non esiste un’omologazione europea della seconda generazione. Le precedenti stime citate dalla pubblicazione spagnola ipotizzavano circa 259 e 340 km WLTP, ma non sono dati ufficiali BYD.
Persino il LiDAR sul tetto
La sorpresa tecnologica è visibile direttamente sopra l’abitacolo. La nuova Seagull potrà infatti disporre di un sensore LiDAR sul tetto, una soluzione ancora insolita su un’elettrica posizionata nella fascia d’accesso. Il sensore sarà integrato nel DiPilot 300, chiamato anche God’s Eye B, e consentirà funzioni avanzate di assistenza alla guida, compresa la navigazione assistita sia sulle autostrade sia in ambiente urbano.
La rivoluzione arriva in un momento delicato per il modello. Tra gennaio e agosto 2026 l’attuale Seagull ha totalizzato 74.087 consegne in Cina, con un calo del 66,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Oggi costa sul mercato cinese tra 69.900 e 85.900 yuan, circa 8.300-10.200 euro al cambio.
BYD non ha ancora comunicato il prezzo della nuova generazione né dettagliato un eventuale lancio europeo. In Cina, invece, il debutto commerciale è atteso a breve. E con 42,5 centimetri in più, fino a 420 km CLTC e persino un LiDAR, la piccola Seagull sembra ormai pronta a lasciare definitivamente i confini della semplice citycar.