Bollo auto, arriva la rottamazione quinquies: chi può aderire e quanto si risparmia

La rottamazione quinquies include anche i vecchi bolli auto affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023, ma solo in alcune Regioni

Bollo auto, arriva la rottamazione quinquies: chi può aderire e quanto si risparmia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 15 set 2026

Per migliaia di automobilisti si apre una nuova possibilità per chi ha lasciato in sospeso il pagamento del bollo auto. Con la rottamazione quinquies entrano infatti nella definizione agevolata anche i vecchi tributi regionali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, compresi i bolli non pagati. Ma attenzione: la misura non vale in tutta Italia.

L’accesso alla sanatoria dipende infatti dalla scelta delle singole Regioni. Solo gli enti che hanno deliberato l’adesione entro il 31 luglio 2026 possono offrire ai contribuenti questa opportunità. Per chi rientra nei requisiti, il vantaggio è concreto: sarà possibile chiudere i debiti eliminando sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo e aggio della riscossione.

Una misura che potrebbe consentire a molti automobilisti di regolarizzare posizioni aperte da anni con condizioni più favorevoli rispetto alle procedure ordinarie.

Le cinque Regioni che hanno aderito

La legge di Bilancio 2026 ha esteso la rottamazione quinquies anche ai debiti degli enti territoriali, lasciando però a Regioni e amministrazioni locali la facoltà di aderire o meno alla misura.

Per quanto riguarda il bollo auto, hanno deciso di partecipare cinque Regioni:

  • Basilicata
  • Campania
  • Lazio
  • Puglia
  • Umbria

Solo i contribuenti che hanno cartelle riferite a tributi regionali di questi territori potranno quindi accedere alla definizione agevolata attraverso questa procedura.

Per tutte le altre Regioni la situazione resta invariata, perché l’adesione non è stata formalizzata entro i termini previsti dalla normativa.

Quali bolli possono essere rottamati

La misura riguarda esclusivamente i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000  e il 31 dicembre 2023.

Non basta quindi avere un bollo arretrato: il debito deve essere stato effettivamente trasferito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e rientrare nel periodo individuato dalla legge.

Chi possiede cartelle relative a più annualità potrà verificare singolarmente quali risultano ammesse alla definizione agevolata.

Il primo passaggio consiste nell’accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per controllare la presenza dei carichi e verificare che la Regione di riferimento abbia aderito alla rottamazione quinquies.

Quanto si paga e come funziona il piano rateale

La definizione agevolata non cancella integralmente il debito. Il contribuente dovrà comunque versare le somme dovute a titolo di imposta, beneficiando però dell’azzeramento di numerose voci accessorie.

Sarà possibile scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione oppure un piano rateale fino a 54 rate bimestrali.

Chi opterà per la dilazione dovrà considerare l’applicazione di un interesse annuo del 3% a partire dal 1° aprile 2027.

L’importo esatto non sarà però calcolato autonomamente dal contribuente. Sarà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a comunicare successivamente la cifra dovuta e il relativo piano di pagamento.

Le date da segnare sul calendario

La procedura prenderà ufficialmente il via nelle prossime settimane.

Dal 15 ottobre 2026 saranno disponibili i dati relativi ai carichi definibili. Dal giorno successivo, il 16 ottobre, sarà possibile presentare la domanda di adesione.

La scadenza per inoltrare la richiesta è fissata al 15 dicembre 2026.

Successivamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà entro il 28 febbraio 2027 l’ammontare delle somme da versare e le modalità di pagamento.

Infine, il 31 marzo 2027 rappresenterà il termine ultimo per il pagamento in un’unica soluzione oppure per il versamento della prima rata prevista dal piano scelto dal contribuente.

Per chi ha vecchi bolli auto finiti nella riscossione, soprattutto nelle cinque Regioni che hanno aderito alla misura, la rottamazione quinquies potrebbe quindi rappresentare un’occasione per chiudere pendenze accumulate negli anni con un esborso sensibilmente ridotto rispetto a quello originariamente richiesto.

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