Bollo auto 2027, il paradosso delle ibride: possono essere esenti anche con 262 CV

L’esenzione dal bollo 2027 comprende anche le ibride entro il limite di 80 kW previsto dal decreto: 218 versioni superano quella soglia nella potenza

Bollo auto 2027, il paradosso delle ibride: possono essere esenti anche con 262 CV
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Renato Terlisi
Pubblicato il 19 set 2026

L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 presenta un caso particolarmente interessante quando si entra nel mondo delle vetture ibride. Il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026 include infatti le automobili alimentate a benzina o gasolio anche quando queste fonti sono utilizzate in combinazione con un’altra forma di propulsione, purché la potenza considerata non superi 80 kW. Il provvedimento è entrato in vigore il 18 settembre e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni.

Il risultato è che possono rientrare nell’agevolazione anche modelli ibridi la cui potenza di sistema è nettamente superiore agli 80 kW, corrispondenti a circa 109 CV.

Ben 218 versioni sopra gli 80 kW complessivi

Un’analisi individua 218 versioni appartenenti a 55 modelli che rispettano il limite attraverso la potenza riportata nei documenti del veicolo, pur disponendo di una potenza complessiva del sistema ibrido superiore. La forbice è sorprendentemente ampia.

Si parte dalla Jeep Avenger 1.2 Turbo e-Hybrid da 110 CV, la cui potenza complessiva viene indicata in 80,9 kW, per arrivare alla Geely Starray EM-i, capace di sviluppare complessivamente 193 kW, equivalenti a 262 CV. Toyota è il costruttore maggiormente rappresentato nell’elenco, con sette modelli e complessivamente 38 allestimenti.

Perché potenza reale e libretto non coincidono

La spiegazione risiede nel modo in cui viene determinata e riportata la potenza ai fini dell’omologazione. Nel caso delle ibride, il valore presente al punto P.2 della carta di circolazione può non corrispondere alla somma della massima potenza erogabile dal motore termico e da quello elettrico.

Per queste vetture, infatti, la potenza complessiva disponibile durante la guida può risultare decisamente superiore al dato utilizzato come riferimento amministrativo. La differenza può essere minima sulle mild hybrid, dove il motore elettrico svolge prevalentemente una funzione di supporto, ma diventa molto più evidente su alcune full hybrid e soprattutto sulle moderne plug-in hybrid, capaci di affiancare al propulsore termico uno o più motori elettrici molto potenti.

Il decreto comprende esplicitamente le ibride

Il testo attualmente in vigore stabilisce che l’esenzione riguarda una sola automobile regolarmente assicurata per persona fisica e parla di vetture a benzina o gasolio, “anche in combinazione” con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. Se una persona possiede più automobili agevolabili, il beneficio viene attribuito a quella con la potenza inferiore.

Resta però un punto applicativo sul quale le interpretazioni pubblicate non sono ancora perfettamente uniformi. Anche ACI segnala tra le questioni specifiche dell’esenzione quella relativa ai kW da considerare sulle ibride, distinguendo gli aspetti già definiti dal decreto da quelli che necessitano di chiarimenti applicativi.

Anche auto costose possono rientrare

La conseguenza più curiosa è che il tetto degli 80 kW non corrisponde necessariamente a un limite di 109 CV effettivamente disponibili su strada. Due automobili ammesse all’esenzione possono quindi avere prestazioni e potenze complessive molto differenti.

È proprio qui che emerge il caso delle 218 versioni individuate. Alcune sono normali mild hybrid poco sopra gli 80 kW complessivi, mentre altre sono plug-in hybrid molto più potenti e appartenenti anche a fasce di prezzo elevate.

La Geely Starray EM-i da 262 CV complessivi rappresenta l’esempio più evidente: sulla carta può rispettare il parametro amministrativo previsto dalla norma pur disponendo, quando il sistema ibrido lavora nel suo insieme, di oltre il doppio dei circa 109 CV corrispondenti matematicamente alla soglia di 80 kW.

Il decreto è già in vigore, ma essendo un decreto-legge il suo testo potrà ancora cambiare durante la conversione parlamentare. Per stabilire definitivamente il trattamento delle diverse configurazioni ibride saranno quindi importanti sia l’iter legislativo sia gli eventuali chiarimenti applicativi.

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