Auto usate, quasi una su tre nasconde una brutta sorpresa: il contachilometri è il guaio

Un'indagine carVertical rivela quanto sia diffuso il problema dei chilometri alterati sulle auto usate: in Italia la frode riguarda il 2,91% dei veicoli controllati

Auto usate, quasi una su tre nasconde una brutta sorpresa: il contachilometri è il guaio
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Giorgio Colari
Pubblicato il 10 set 2026

Comprare un’auto usata può nascondere una sorpresa particolarmente costosa: scoprire che i chilometri indicati sul contachilometri non sono quelli realmente percorsi. Un’indagine condotta da carVertical su quasi 8.000 automobilisti europei mostra quanto il problema sia conosciuto dagli acquirenti e, soprattutto, quanta incertezza ci sia su cosa fare dopo aver scoperto la frode.

Il 30,3% degli intervistati dichiara infatti di aver acquistato personalmente un’auto con chilometraggio alterato oppure di conoscere qualcuno a cui è successo. Un dato che non significa che tre auto usate su dieci abbiano il contachilometri manomesso, ma fotografa l’esperienza diretta o indiretta degli automobilisti coinvolti nell’indagine.

In Italia vengono cancellati quasi 70.000 km

Per capire quanto sia effettivamente frequente il fenomeno sui singoli veicoli bisogna guardare a un altro dato. Tra settembre 2024 e agosto 2025, il 2,91% delle auto controllate attraverso i report carVertical in Italia mostrava segnali di alterazione del chilometraggio.

Una percentuale che colloca il nostro Paese tra quelli con la minore incidenza del fenomeno in Europa. Quando la manipolazione viene rilevata, però, la differenza può essere enorme. Sulle vetture italiane interessate dalla frode sono stati sottratti dal contachilometri mediamente circa 69.800 km. Una riduzione capace di modificare sensibilmente la percezione del valore e dello stato di usura di un veicolo.

Un’auto apparentemente poco utilizzata può quindi aver percorso decine di migliaia di chilometri in più, con possibili conseguenze anche sulla valutazione delle manutenzioni necessarie.

Il 76% non sa cosa fare

Il problema non termina con la scoperta della manomissione. Dall’indagine emerge infatti che il 76% degli acquirenti europei non saprebbe a chi rivolgersi per denunciare un caso di chilometraggio alterato.

Ancora maggiore è la sfiducia quando entra in gioco il denaro. L’87,3% degli intervistati non è convinto di poter recuperare quanto perso: il 44,3% si dichiara poco fiducioso, mentre il 43% ritiene di non avere praticamente alcuna possibilità. Soltanto il 12,7% pensa di poter ottenere un risarcimento.

A complicare il quadro contribuisce la frammentazione delle informazioni sulla storia dei veicoli tra i vari Paesi europei. Il problema può diventare particolarmente rilevante con le auto importate dall’estero, perché ricostruirne completamente il passato può risultare più difficile.

Cosa rischia chi trucca i chilometri

In Italia la manomissione del contachilometri può assumere rilevanza penale nell’ambito della truffa, disciplinata dall’articolo 640 del Codice Penale, quando ne ricorrono gli elementi. La norma prevede, nella fattispecie base, la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa.

Quando la condotta viene posta in essere da un’impresa nei confronti dei consumatori, può inoltre entrare in gioco la disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, con la possibilità di rivolgersi all’AGCM.

La conoscenza di questi strumenti, tuttavia, appare ancora limitata. Il 45,1% degli intervistati dichiara di non conoscere quale possa essere la sanzione massima, mentre il 7,1% pensa addirittura che alterare il chilometraggio non sia illegale.

Controllare prima dell’acquisto

La verifica preventiva rimane quindi uno dei passaggi più importanti quando si compra un’auto usata. Storico delle revisioni, manutenzioni documentate e precedenti registrazioni del chilometraggio possono aiutare a individuare incongruenze prima di firmare il contratto.

Il dato italiano del 2,91% suggerisce che il problema non riguardi la maggioranza delle vetture controllate, ma i quasi 70.000 km mediamente cancellati nei casi individuati spiegano perché sottovalutarlo possa trasformarsi in un errore particolarmente costoso.

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