Auto elettriche, dal 2027 cambia la ricarica: colonnine ogni 60 km e addio app obbligatorie

Dal 2027 entrano nel vivo le nuove regole europee sulla ricarica delle auto elettriche: più colonnine sulla rete Ten-T, pagamenti più semplici e tariffe trasparenti

Auto elettriche, dal 2027 cambia la ricarica: colonnine ogni 60 km e addio app obbligatorie
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Renato Terlisi
Pubblicato il 2 set 2026

Ricaricare un’auto elettrica in Europa dovrebbe diventare progressivamente più semplice. Dal 1° gennaio 2027 entra infatti in una nuova fase l’applicazione del regolamento europeo AFIR, approvato nel 2023 per sviluppare un’infrastruttura più capillare e soprattutto più facile da utilizzare.

L’obiettivo è intervenire su alcuni degli ostacoli che ancora oggi complicano i lunghi viaggi in elettrico: disponibilità delle stazioni, sistemi di pagamento differenti, necessità di utilizzare applicazioni specifiche e difficoltà nel confrontare le tariffe. Tra le misure previste figurano la connettività digitale delle colonnine e nuove possibilità di pagamento senza dover necessariamente utilizzare l’applicazione dell’operatore.

Colonnine ogni 60 chilometri

Uno dei punti centrali riguarda la copertura delle principali direttrici europee. Sulla rete stradale Ten-T è prevista la diffusione di stazioni di ricarica rapida con una distanza massima di 60 chilometri tra un punto e quello successivo, secondo le condizioni e le scadenze stabilite dal regolamento.

La misura punta a creare una rete maggiormente uniforme tra i diversi Paesi europei e a ridurre la cosiddetta ansia da autonomia, soprattutto durante i viaggi più lunghi. Per chi guida un’elettrica significa poter programmare gli spostamenti sapendo di trovare infrastrutture con maggiore regolarità lungo le principali arterie. L’espansione della rete, però, rappresenta soltanto una parte della trasformazione.

Per pagare non servirà per forza un’app

Un altro cambiamento riguarda infatti l’accesso alle colonnine. Uno dei problemi della ricarica pubblica è la frammentazione tra operatori, applicazioni, account e abbonamenti. Il regolamento AFIR punta a rendere più semplice la ricarica ad hoc, cioè quella effettuata senza la necessità di stipulare preventivamente un contratto con uno specifico operatore. Le infrastrutture interessate dovranno quindi consentire modalità di pagamento più immediate.

A seconda delle caratteristiche della stazione potranno essere utilizzate carte di pagamento, sistemi contactless oppure altre soluzioni previste dalla normativa, compresi in determinati casi i codici QR. L’obiettivo è avvicinare l’esperienza a quella di un normale rifornimento, permettendo all’automobilista di arrivare, ricaricare e pagare senza essere necessariamente cliente abituale della rete utilizzata.

Prezzi più facili da confrontare

Bruxelles interviene anche su un altro tema particolarmente sentito: la trasparenza delle tariffe. Il costo della ricarica pubblica può infatti risultare difficile da interpretare quando vengono utilizzati criteri differenti tra un operatore e l’altro.

Le nuove disposizioni prevedono informazioni più chiare e confrontabili sul prezzo della ricarica, con particolare attenzione al costo dell’energia effettivamente erogata. In questo modo l’automobilista dovrebbe poter conoscere con maggiore immediatezza quanto spenderà prima di collegare l’auto.

Una maggiore uniformità potrebbe inoltre facilitare il confronto tra diverse stazioni presenti lungo lo stesso percorso, rendendo il prezzo un elemento più facilmente valutabile nella scelta del punto di ricarica.

Colonnine connesse e informazioni in tempo reale

L’altra novità importante riguarda la digitalizzazione. Dal 2027 le infrastrutture interessate dovranno garantire una maggiore connettività digitale, rendendo disponibili informazioni utili sul proprio funzionamento. Questo permetterà ai servizi di navigazione e ai sistemi integrati nelle automobili di conoscere più facilmente lo stato delle stazioni lungo il percorso, evitando di indirizzare il conducente verso un punto non disponibile o non operativo.

La combinazione tra maggiore copertura, pagamenti semplificati, informazioni aggiornate e prezzi più trasparenti rappresenta quindi uno dei passaggi più importanti per la mobilità elettrica europea. Non significa che dal 1° gennaio 2027 ogni problema della ricarica pubblica sparirà improvvisamente. La direzione indicata dall’UE è però chiara: rendere l’utilizzo delle colonnine meno frammentato e più simile, per semplicità, all’esperienza a cui gli automobilisti sono abituati con le stazioni di servizio tradizionali.

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