Auto elettrica, il cavo di ricarica può attraversare il marciapiede? Si rischiano fino a 750 euro

In Francia ricaricare l'auto elettrica facendo passare il cavo sul marciapiede può creare problemi: servono autorizzazioni e si rischiano sanzioni

Auto elettrica, il cavo di ricarica può attraversare il marciapiede? Si rischiano fino a 750 euro
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 28 set 2026

La presa è dentro casa, l’auto elettrica è parcheggiata pochi metri più in là e in mezzo c’è soltanto il marciapiede. Far passare un cavo sembra la soluzione più semplice per ricaricare la batteria durante la notte, ma quel piccolo tratto di spazio pubblico cambia completamente la situazione.

Il problema si presenta soprattutto nei centri urbani, dove molte abitazioni si affacciano direttamente sulla strada e non dispongono di un cortile o di un parcheggio privato. In Francia la questione è regolata da diverse disposizioni e lasciare semplicemente un cavo di ricarica sul marciapiede può avere conseguenze tutt’altro che trascurabili.

La prima cosa da sapere è che possedere la casa e pagare l’elettricità utilizzata per la ricarica non attribuisce alcun diritto particolare sul tratto di marciapiede che si trova davanti all’abitazione.

Il marciapiede rimane uno spazio pubblico

L’articolo L. 2122-1 del Code général de la propriété des personnes publiques francese stabilisce che per occupare il demanio pubblico o utilizzarlo oltre il normale diritto d’uso comune è necessario disporre di un apposito titolo. Di conseguenza, non basta acquistare un copricavo e posizionarlo sul marciapiede per essere automaticamente in regola. Anche far passare il cavo sospeso anziché appoggiarlo a terra non elimina necessariamente il problema relativo all’occupazione dello spazio pubblico.

Un’analisi pubblicata nel 2024 da Haute-Garonne Ingénierie considera infatti irregolare il passaggio di un cavo sopra o attraverso il marciapiede in assenza di un’apposita disciplina. Viene tuttavia contemplata la possibilità che l’amministrazione autorizzi una soluzione del genere imponendo determinate condizioni, come fasce orarie, protezioni per il passaggio ed eventualmente il pagamento di un canone. Prima di realizzare una soluzione simile, la strada corretta è quindi rivolgersi al Comune o al soggetto responsabile della strada.

Quando si rischiano fino a 750 euro

C’è poi il problema della sicurezza dei pedoni. Un cavo facilmente superabile da una persona senza difficoltà motorie può trasformarsi in un ostacolo importante per chi utilizza una sedia a rotelle o un bastone oppure presenta problemi alla vista.

L’articolo R. 644-2 del Codice penale francese sanziona, secondo le circostanze previste dalla norma, la presenza sulla strada pubblica di oggetti che ostacolano o riducono senza necessità la libertà o la sicurezza del passaggio. L’infrazione appartiene alla quarta classe e per una persona fisica può comportare una sanzione giudiziaria massima di 750 euro. Questo importo rappresenta il limite massimo previsto e non una multa che viene automaticamente applicata ogni volta che un cavo attraversa il marciapiede.

Neppure avvicinare l’automobile alla presa risolve necessariamente il problema. Parcheggiare sul marciapiede per accorciare il collegamento è generalmente considerato in Francia una sosta molto intralciante, con una sanzione forfettaria di 135 euro e, nelle condizioni previste, la possibile rimozione del veicolo.

Attenzione anche a prolunghe e multiprese

La questione non riguarda soltanto il marciapiede. Anche l’impianto utilizzato per alimentare l’auto deve essere adeguato. I costruttori indicano generalmente di non prolungare il sistema di ricarica mediante prolunghe domestiche, multiprese o adattatori e raccomandano di far controllare la presa da un professionista, oltre a non utilizzare cavi danneggiati.

C’è infine il tema della responsabilità. Se un pedone dovesse cadere a causa del collegamento, l’articolo 1241 del Code civil francese prevede la responsabilità per i danni provocati da negligenza o imprudenza, da valutare naturalmente in relazione alle circostanze concrete dell’incidente.

Il problema evidenzia uno dei limiti della diffusione dell’auto elettrica nelle città: avere una presa domestica non significa necessariamente poterla utilizzare per l’auto. Se tra il contatore e il veicolo c’è uno spazio pubblico, la soluzione apparentemente più semplice può richiedere un’autorizzazione e adeguate misure di sicurezza.

E nemmeno il cosiddetto “diritto alla presa” permette di trasformare la strada davanti a casa in un parcheggio personale: riguarda, a determinate condizioni, l’installazione della ricarica su posti auto privati negli edifici, non il diritto a occupare il suolo pubblico.

Ti potrebbe interessare: