Auto cinesi sviluppate troppo in fretta, Pechino corre ai ripari: test e controlli più severi
La Cina avvia una campagna nazionale di un anno sulla sicurezza delle auto: sotto esame affidabilità, durata, nuove tecnologie, software e processi produttivi
La velocità è stata una delle armi decisive dell’industria automobilistica cinese. Alcuni costruttori sono riusciti a comprimere fino a circa 18 mesi il tempo necessario per sviluppare e portare sul mercato un nuovo modello, mentre nel settore si punta a ridurre ulteriormente i cicli. Una corsa che sta però facendo crescere l’attenzione sulla qualità e, soprattutto, sulla sicurezza.
Pechino ha deciso di intervenire con una campagna nazionale della durata di un anno, avviata da quattro autorità tra cui il ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT). Il programma si concentra su quattro aree: conformità della produzione, affidabilità, durata e validazione delle nuove tecnologie.
Il maxi richiamo accende i riflettori
L’intervento arriva in un momento delicato per il settore. Ad agosto la Cina ha registrato il suo più grande richiamo automobilistico, che ha interessato circa 4,3 milioni di veicoli di nove produttori, tra cui Tesla e otto Case cinesi. Al centro dell’operazione c’erano problemi relativi ai sistemi di apertura d’emergenza delle portiere.
Il problema più generale riguarda però il ritmo con cui vengono sviluppate le nuove automobili. Ridurre drasticamente i tempi significa aumentare l’utilizzo delle simulazioni e comprimere potenzialmente alcune verifiche fisiche. Il rischio è che determinati difetti emergano soltanto dopo l’arrivo delle vetture nelle mani dei clienti. Lo stesso MIIT riconosce che alcune aziende hanno introdotto tecnologie o soluzioni progettuali senza una validazione sufficientemente approfondita, creando potenziali rischi per qualità e sicurezza.
Le autorità possono prelevare le auto dalle fabbriche
I controlli non resteranno sulla carta. Il ministero ha già effettuato ispezioni presso produttori come Chery, Nio e JAC, verificando le capacità di progettazione e produzione e i sistemi destinati alla sicurezza delle auto connesse.
Durante queste verifiche possono essere selezionati casualmente veicoli e batterie da sottoporre successivamente a test indipendenti per accertarne la conformità agli standard nazionali.
L’indagine nazionale comprende anche la gestione dei fornitori, i materiali utilizzati, i processi produttivi e la capacità delle aziende di garantire che le automobili costruite in serie corrispondano effettivamente alle caratteristiche approvate.
Sotto esame anche software e guida assistita
Particolare attenzione viene riservata alle tecnologie più recenti. Le autorità vogliono verificare che sistemi di assistenza alla guida e automazione siano stati sottoposti a test sufficienti, includendo anche sicurezza informatica, protezione dei dati, intelligenza artificiale e registrazione delle informazioni necessarie a ricostruire eventuali incidenti.
Anche gli aggiornamenti OTA finiscono sotto osservazione. La Cina aveva già rafforzato le regole stabilendo che gli aggiornamenti software devono essere registrati presso le autorità e non possono essere utilizzati per nascondere difetti del veicolo o aggirare le responsabilità del produttore.
Le Case dovranno effettuare verifiche interne approfondite su qualità, affidabilità, durata e validazione delle nuove tecnologie, presentando i relativi rapporti alle autorità entro la fine del 2026.
Dal 2027 nuove regole sulla guida automatizzata
Parallelamente, la Cina sta rafforzando anche il quadro normativo delle auto intelligenti. Lo standard nazionale obbligatorio dedicato alla sicurezza dei sistemi di guida automatizzata di livello L3 e L4 è già stato pubblicato e dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2027.
Dal 1° gennaio 2027 entrerà invece in vigore lo standard obbligatorio dedicato ai sistemi combinati di assistenza alla guida, un settore che nel 2026 ha raggiunto una penetrazione del 70% tra le nuove auto vendute in Cina.
Il messaggio delle autorità è quindi chiaro: la rapidità di sviluppo rimane un vantaggio competitivo, ma non può tradursi in verifiche insufficienti. Dopo anni trascorsi ad accelerare il lancio di nuovi modelli, l’industria cinese dovrà dimostrare di riuscire a essere altrettanto veloce senza sacrificare qualità e sicurezza.