Chery supera i 20 milioni di auto vendute nel mondo: un cliente su tre è fuori dalla Cina

Il costruttore cinese raggiunge il traguardo a 29 anni dalla fondazione. Nel primo semestre 2026 l’export cresce del 71,5%, mentre in Europa le vendite aumentano del 212%.

Chery supera i 20 milioni di auto vendute nel mondo: un cliente su tre è fuori dalla Cina
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 ago 2026

Chery raggiunge un traguardo che racconta più di qualsiasi dichiarazione la trasformazione dell’industria automobilistica cinese. A luglio 2026, a 29 anni dalla fondazione, il Gruppo ha superato quota 20 milioni di veicoli venduti nel mondo. E non è un caso che proprio la vettura numero 20 milioni sia stata una nuova Fulwin, coupé elettrica ad autonomia estesa: la Fulwin originale fu infatti il primo modello prodotto da Chery e anche la prima vettura del marchio esportata all’estero.

Oggi la situazione è profondamente diversa. Chery è presente in oltre 130 Paesi, conta circa 7 milioni di clienti fuori dalla Cina e il 35% delle vendite complessive arriva dai mercati internazionali. In altre parole, circa un proprietario Chery su tre vive al di fuori del mercato domestico.

Export in forte crescita

La dimensione internazionale è ancora più evidente osservando i dati del primo semestre 2026. Tra gennaio e giugno il Gruppo ha esportato 943.800 veicoli, con una crescita del 71,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Chery ha inoltre stabilito per quattro mesi consecutivi il record mensile di esportazioni per un costruttore automobilistico cinese, arrivando a una media di un veicolo esportato ogni 17 secondi.

La crescita più significativa riguarda proprio l’Europa, dove nei primi sei mesi dell’anno Chery ha venduto 174.000 veicoli, con un incremento del 212% su base annua. Particolarmente significativo il risultato nel Regno Unito, dove il gruppo è entrato tra i primi due marchi dell’intero mercato per quattro mesi consecutivi. Numeri che mostrano come i costruttori cinesi non siano più semplicemente alla ricerca di nuovi mercati per esportare i propri modelli, ma stiano costruendo una presenza industriale e commerciale sempre più strutturata anche nei mercati automobilistici più maturi.

Dalla Fulwin alla nuova generazione elettrificata

La scelta della Fulwin come ventesimilionesima vettura assume quindi un significato particolare. Il modello che aveva accompagnato i primi passi internazionali di Chery è oggi diventato una famiglia di veicoli a nuova energia, simbolo del passaggio del gruppo verso una nuova fase industriale. La strategia di Chery si basa oggi su un portafoglio che comprende oltre 400 tecnologie avanzate, tra cui la batteria Rhino, sistemi per la guida intelligente basati sull’intelligenza artificiale, tecnologie per gli abitacoli digitali e il sistema ibrido CSH (Chery Super Hybrid). L’azienda sta inoltre cercando di ampliare il proprio perimetro oltre la produzione automobilistica tradizionale, con attività che comprendono componentistica, servizi finanziari e sviluppo di soluzioni di robotica dotate di intelligenza artificiale.

Una crescita costruita senza joint venture

Il percorso di Chery è iniziato negli anni Novanta, quando il costruttore cinese scelse una strada allora tutt’altro che scontata: sviluppare in autonomia il proprio marchio e le proprie attività di ricerca e sviluppo, senza affidarsi esclusivamente alle joint venture con i grandi costruttori internazionali. Nell’agosto 2007 Chery diventò il primo marchio automobilistico cinese a superare un milione di veicoli venduti cumulativamente. Da allora sono arrivati i traguardi dei 2, 3 e 5 milioni, fino ai 20 milioni raggiunti quest’anno. Una crescita che riflette anche il progressivo sviluppo delle competenze tecnologiche interne, fino alla capacità di progettare e produrre i principali sistemi che compongono un’automobile moderna.

Dall’export alla produzione locale

Il prossimo passo sembra essere quello di trasformare la presenza internazionale da semplice attività di esportazione a una vera strategia industriale globale. Un esempio arriva dal Sudafrica, dove il 3 luglio scorso Chery ha annunciato la riqualificazione dello stabilimento di Rosslyn. Il progetto prevede il mantenimento dei 692 dipendenti attuali e la creazione di quasi 3.000 nuovi posti di lavoro nell’indotto. Nel complesso, Chery conta oggi circa 150.000 dipendenti nel mondo, oltre 20.000 dei quali operano fuori dalla Cina.

La prossima tappa sarà il trentesimo anniversario nel 2027, al quale Chery arriva con una presenza internazionale ormai consolidata e una crescita particolarmente rapida in Europa. Il dato più significativo, tuttavia, rimane forse quello relativo alla provenienza dei clienti: 35% delle vendite complessive arriva già dall’estero. È il segnale più evidente di quanto sia cambiato il ruolo di Chery e, più in generale, dell’industria automobilistica cinese. Da produttore orientato principalmente al mercato interno, il Gruppo sta diventando un protagonista globale, con l’Europa sempre più al centro della sua strategia

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