Alfa Romeo GTV6 Napolina, dopo 40 anni torna a correre con il V6 Busso

Dopo quattro decenni di abbandono, la storica Alfa Romeo GTV6 del BTCC è stata restaurata e riportata in pista con il suo V6 Busso

Alfa Romeo GTV6 Napolina, dopo 40 anni torna a correre con il V6 Busso
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 17 set 2026

Quarant’anni dopo il suo ultimo vero appuntamento in pista, una delle Alfa Romeo da competizione più affascinanti degli anni Ottanta è tornata a far sentire la voce del suo V6 Busso. È la GTV6 del Napolina Alfa Romeo Dealer Team, una Gruppo A protagonista del BTCC, riportata in vita dopo una lunga e complessa restaurazione firmata Chris Snowdon Racing.

La vettura è tornata in pista nel 2026, prima al Goodwood Members’ Meeting e poi al Festival Italia di Brands Hatch, dove ha mostrato di aver ritrovato non soltanto il caratteristico sound del sei cilindri Alfa Romeo, ma anche l’efficacia del suo telaio transaxle.

Una GTV6 diventata leggenda

La storia di questa GTV6 è legata a Jon Dooley, pilota britannico che fu tra i fondatori dell’Alfa Romeo Dealer Team. Dooley conquistò tre piazzamenti sul podio finale del campionato BTCC e nel 1984 vinse la propria categoria al volante proprio della GTV6.

La vettura rappresentava un caso particolare: fu l’unica GTV6 configurata in Gruppo 1 a gareggiare ufficialmente all’epoca, prima della trasformazione in Gruppo A nel 1983, quando divennero possibili modifiche più importanti a motore e sospensioni.

La celebre livrea nera con bande rosse e verdi arrivò grazie alla sponsorizzazione Napolina. Rimase sulla carrozzeria fino alla stagione 1985, quando l’Alfa venne riverniciata di bianco per il nuovo sponsor John West.

Poco dopo arrivò l’incidente che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’auto. Durante una dimostrazione a Snetterton, alla fine del 1985, una foratura ad alta velocità provocò una violenta uscita di pista con diversi capottamenti. Dooley e il passeggero rimasero illesi, ma la scocca riportò danni molto pesanti.

La GTV6 venne quindi abbandonata e rimase ferma per decenni, fino all’acquisto da parte di Chris Snowdon Racing. Quando arrivò in officina, era in condizioni di avanzato deterioramento.

Il V6 Busso torna a 8.000 giri

Restaurare una vettura da competizione di questo tipo non significava semplicemente rimetterla in moto. CSR ha dovuto ricostruirla seguendo le specifiche storiche di omologazione, recuperando o riproducendo componenti ormai difficilissimi da trovare.

Il V6 Busso da 2,5 litri è stato completamente ricostruito. Utilizza pistoni ad alta compressione e, mantenendo cilindrata e dimensioni delle valvole previste dalla configurazione storica, arriva a circa 230-240 CV, con un regime massimo nell’ordine degli 8.000 giri al minuto.

Anche la trasmissione ha richiesto interventi specifici. L’albero di trasmissione delle Alfa Romeo della famiglia 116 ruota infatti alla velocità del motore e, agli alti regimi, può trasmettere vibrazioni importanti alla campana della frizione. Per questo è stato realizzato un carter rinforzato su misura.

Un telaio da guidare con precisione

La GTV6 restaurata deve rispettare anche le regole delle principali competizioni storiche. Questo significa, tra le altre cose, utilizzare pneumatici diagonali scolpiti, una scelta che rende particolarmente delicata la messa a punto delle sospensioni.

Gli ammortizzatori Koni regolabili lavorano insieme a sospensioni montate su uniball, molle e barre antirollio rinforzate. CSR ha inoltre sviluppato, con Quantum, ammortizzatori dotati di una taratura specifica.

L’obiettivo era ridurre il sottosterzo tipico della GTV6 alle alte velocità senza cancellare le caratteristiche del modello originale. Da qui anche una barra antirollio anteriore maggiorata, sviluppata dopo l’analisi dei dati raccolti in pista.

Il risultato richiede però un modo preciso di guidare. In frenata bisogna trasferire carico sull’avantreno per aiutare la vettura a ruotare, mentre una perdita di aderenza del posteriore può rendere difficile recuperare la traiettoria.

Anche le ruote sono state ricostruite

Tra gli elementi più difficili da recuperare c’erano le Compomotive TH Turbo originali, cerchi in tre pezzi caratterizzati dal particolare disegno con piccole aperture lungo il perimetro.

Dopo decenni di gare, molti esemplari originali risultavano crepati o deformati. CSR ha quindi commissionato una riproduzione su misura, mantenendo la struttura in tre parti e il disegno storico.

È anche grazie a questi dettagli che la GTV6 ha potuto tornare in pista con il look Napolina originale.

Il ritorno a Goodwood e Brands Hatch

Il debutto nel nuovo corso è arrivato al Goodwood Members’ Meeting, dove Chris Snowdon ha condiviso la guida con Tiff Needell nel Win Percy Trophy. Dopo il 20° posto ottenuto da Needell nella prima manche, Snowdon ha recuperato fino al 15° nella seconda, chiudendo 14° nella classifica combinata.

Ad agosto 2026 la GTV6 ha quindi partecipato al Festival Italia di Brands Hatch, affiancata dall’Alfetta GTV 2.0 rossa Napolina guidata da George Osborne.

La GTV6 nera ha confermato in pista la bontà del lavoro svolto da CSR. Il vecchio V6 Busso è tornato a cantare, ma soprattutto una vettura rimasta ferma per quarant’anni è tornata a fare quello per cui era nata: correre.

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