Cassino, la fabbrica delle Alfa Romeo cambia pelle: cosa sta succedendo allo stabilimento Stellantis
A Cassino la produzione di Giulia e Stelvio cambia metodo dopo il crollo dei volumi: lo stabilimento Stellantis prepara una nuova fase per le ultime Alfa
Lo stabilimento Stellantis di Cassino si prepara a cambiare completamente ritmo. Per anni le linee di produzione hanno lavorato con l’obiettivo di sfornare centinaia di vetture al giorno. Ora, con i volumi crollati, la produzione delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio si sposta in un’altra area della fabbrica e adotta un metodo molto più lento e manuale.
Il risultato ricorda, per filosofia, quello delle produzioni a basso volume tipiche dei marchi di lusso. Non significa che le due Alfa Romeo verranno costruite come una Ferrari, ma che gli operai avranno più tempo a disposizione per intervenire su ogni vettura. Una trasformazione dettata soprattutto dalla situazione industriale dello stabilimento.
Giulia e Stelvio cambiano linea
La riorganizzazione riguarda lo stabilimento di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Giulia e Stelvio lasceranno l’attuale Edificio 2 per essere trasferite nell’Edificio 0.
Qui la produzione non seguirà più lo stesso schema della catena tradizionale. I ritmi saranno più bassi e aumenterà il numero delle operazioni effettuate manualmente dagli addetti. Gli operai interessati stanno inoltre seguendo corsi di formazione per adattarsi alle nuove modalità di assemblaggio.
È una scelta che modifica radicalmente il lavoro sulla vettura. Con una produzione più contenuta, ogni automobile può rimanere più a lungo nelle diverse fasi, lasciando agli operatori maggior tempo per controlli e interventi.
Il paragone con Ferrari a Maranello nasce proprio da questa impostazione: pochi esemplari, maggiore attenzione e una componente manuale più importante. Ma dietro l’immagine suggestiva c’è soprattutto una necessità industriale.
Da 135 mila a meno di 20 mila auto
Il dato che fotografa meglio la trasformazione di Cassino è quello relativo ai volumi. Nel 2017 lo stabilimento aveva prodotto 135.263 automobili. Nel 2025 il numero è sceso a 19.364 vetture, con una contrazione dell’85,7%.
Anche il 2026 è iniziato senza un’inversione di tendenza. Nel primo semestre sono state assemblate circa 6.700 automobili: 4.125 erano Giulia e Stelvio, mentre altre 2.575 erano Maserati Grecale.
Al 22 luglio, secondo i dati riportati dalla fonte italiana citata nell’articolo originale, lo stabilimento aveva lavorato appena 45 giorni sui 203 giorni di calendario considerati, con una produzione che si aggirava intorno alle 7.000 vetture.
A pesare sulla situazione è anche il ricorso ai contratti di solidarietà, che coinvolgevano oltre 500 dipendenti e riducevano l’orario di lavoro.
Una fabbrica che deve trovare un nuovo equilibrio
La nuova organizzazione delle linee va quindi letta alla luce di questi numeri. Non è il passaggio da una produzione industriale a una vera costruzione artigianale per rendere più esclusive Giulia e Stelvio. È piuttosto il modo con cui lo stabilimento si adatta a volumi ormai molto lontani da quelli raggiunti meno di dieci anni fa.
L’Edificio 2, infatti, deve essere liberato per lasciare spazio ad altri modelli Maserati, che saranno destinati allo stabilimento di Cassino. Quali vetture verranno prodotte nell’area non è ancora stato confermato.
Per Giulia e Stelvio, invece, il trasferimento coincide con l’ultima fase della loro carriera. La produzione delle due Alfa Romeo dovrebbe proseguire fino alla fine del 2027, in attesa delle sostitute.
Le ultime Alfa di questa generazione
C’è quindi un elemento particolare nella fase finale della storia delle attuali Giulia e Stelvio. Dopo anni trascorsi su una linea pensata per grandi volumi, le due vetture si avviano verso gli ultimi anni di produzione con un sistema completamente diverso.
Meno automobili, più tempo per ciascun esemplare e più interventi manuali: una soluzione che può ricordare la produzione di vetture ad alto valore aggiunto, ma che nel caso di Cassino nasce soprattutto dalla drastica riduzione dei volumi.
Le ultime Giulia e Stelvio di questa generazione saranno dunque costruite in modo diverso rispetto alle loro antenate. Non perché siano diventate Ferrari, ma perché lo stabilimento che le produce è ormai entrato in una fase industriale completamente nuova.