Dacia contro l’Europa: il “bottone magico” rivela il problema delle auto sempre più costose

Dacia critica il peso delle nuove regole sulle auto: il “bottone magico” per disattivare gli avvisi degli ADAS è il comando più usato dai suoi clientI

Dacia contro l’Europa: il “bottone magico” rivela il problema delle auto sempre più costose
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Renato Terlisi
Pubblicato il 16 set 2026

Dacia non nasconde le difficoltà del mercato europeo. La casa rumena si trova a fare i conti con prezzi in aumento, nuove regole e una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto da parte dei costruttori cinesi. E secondo la numero uno del marchio, Katrin Adt, una parte importante del problema nasce proprio dalla quantità di dotazioni e obblighi imposti alle automobili moderne.

Il problema delle nuove regole

«È un po’ inquietante quando si considera la situazione economica in Europa», ha spiegato Adt ad Autocar, sottolineando come il fenomeno dell’aumento dei prezzi delle automobili sia particolarmente evidente nel Vecchio Continente. Secondo la manager, la regolamentazione rappresenta una delle principali ragioni per cui produrre e vendere un’auto è diventato più costoso.

Il confronto tra le Dacia del passato e quelle attuali rende bene l’evoluzione. La prima Sandero, arrivata sul mercato nel 2008, costava 7.800 euro. Oggi la cifra di partenza indicata per la generazione più recente è di 13.990 euro. Le due vetture, però, non sono direttamente paragonabili: nel frattempo sono cresciuti sensibilmente sicurezza, comfort e tecnologia.

A pesare sui listini sono anche l’elettrificazione, i sistemi ibridi e la diffusione degli ADAS, cioè gli assistenti elettronici alla guida. Ed è proprio su questi ultimi che arriva una delle dichiarazioni più curiose di Adt.

Il “bottone magico” di Dacia

Secondo la dirigente, il comando più utilizzato sulle Dacia sarebbe quello che il marchio definisce “bottone magico”. La sua funzione è semplice: permette di disattivare le segnalazioni sonore generate dai sistemi di assistenza alla guida.

Il riferimento è alle numerose notifiche acustiche che possono accompagnare il funzionamento degli ADAS. Una situazione che, evidentemente, porta alcuni automobilisti a intervenire frequentemente per ridurre il numero di avvisi durante la guida.

La questione sollevata da Dacia non riguarda quindi soltanto il prezzo delle dotazioni, ma anche la loro reale utilità percepita dagli automobilisti. «La domanda è se sia esattamente ciò di cui il cliente ha bisogno e che desidera», ha spiegato Adt.

Dacia chiede di fermare le nuove regole

La posizione della casa rumena è chiara: per continuare a proporre automobili accessibili servirebbe un rallentamento dell’introduzione di nuovi obblighi, almeno per le vetture più piccole.

Dacia ha chiesto alla Commissione europea, insieme ad altri costruttori, di congelare l’introduzione di nuove normativeper le utilitarie. L’obiettivo dichiarato è avere maggiore margine per mantenere prezzi compatibili con le esigenze di chi cerca un’auto economica.

Sulla stessa linea si è espresso anche Fabrice Cambolive, amministratore delegato di Renault, che ha parlato di un vero e proprio “tsunami regolamentare” proveniente dall’Europa e ha invocato un congelamento delle norme per dieci anni.

La partita diventa ancora più importante guardando alle future auto elettriche di piccole dimensioni. Dacia sta lavorando all’Hipster, mentre Citroën prepara una nuova 2CV: entrambi i progetti puntano a entrare nella fascia inferiore ai 15.000 euro.

Vendite in calo e concorrenza cinese

Il tema dei costi arriva mentre Dacia attraversa anche una fase commerciale meno brillante. Nei primi sette mesi dell’anno, secondo i dati riportati dalla fonte, le vendite del marchio sono diminuite dell’8%.

Il Duster ha perso terreno e deve affrontare non soltanto la crescita dei marchi cinesi, ma anche una concorrenza interna sempre più forte. Il Bigster, posizionato più in alto nella gamma, può intercettare parte della clientela del SUV più compatto, mentre il futuro Stricker potrebbe aumentare ulteriormente la sovrapposizione tra i modelli.

Per Dacia, dunque, il problema non è soltanto vendere auto economiche. È riuscire a mantenerle davvero accessibili mentre sicurezza, tecnologia, elettrificazione e regolamentazione continuano a spingere verso l’alto costi e prezzi.

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