Alfa Romeo 33 Stradale Perla Nera: tre anni di lavoro per un esemplare unico
La 33 Stradale Perla Nera ha richiesto circa tre anni di lavoro: carbonio opaco a vista, 10 kg risparmiati e dettagli creati per il proprietario
Tre anni per costruire un’automobile che non dovrà avere una gemella. È probabilmente questo il numero che racconta meglio la 33 Stradale Perla Nera, esemplare unico commissionato da un collezionista italiano e realizzato attraverso un lavoro nel quale la fibra di carbonio è diventata molto più di un materiale tecnico.
Il nome, scelto e registrato dal proprietario, porta inevitabilmente alla mente la Perla Nera di Jack Sparrow, ma il celebre veliero dei Pirati dei Caraibi c’entra soltanto per suggestione. L’Alfa è nera per una ragione completamente diversa: la carrozzeria non è verniciata e lascia integralmente a vista la trama del carbonio con una particolare finitura opaca. Tra le 33 unità previste della nuova 33 Stradale, è l’unica realizzata in questo modo.
Il problema era far combaciare le fibre
Rinunciare alla vernice non ha semplificato il lavoro. Al contrario, ha reso ogni minima imperfezione potenzialmente visibile. La vera difficoltà è stata decidere l’orientamento delle fibre e conservarne la continuità nei punti in cui gli elementi mobili incontrano quelli fissi.
Le superfici concave e convesse della carrozzeria hanno ulteriormente complicato un processo eseguito disponendo manualmente il carbonio all’interno degli stampi. Sul cofano la trama enfatizza la caratteristica forma a V, mentre in altre zone assume una disposizione a lisca di pesce. Simmetrie e orientamento delle fibre sono quindi diventati parte del disegno della vettura.
C’è anche un vantaggio sulla bilancia. Evitare il processo di verniciatura, che può richiedere sette o otto strati, avrebbe consentito di eliminare circa 10 kg. A completare l’esterno ci sono cerchi interamente neri e l’assenza di loghi superflui, lasciando alla superficie del carbonio il ruolo principale.
L’auto cucita addosso
La personalizzazione prosegue una volta sollevate le scenografiche portiere. Alcantara nera e carbonio dominano un abitacolo sviluppato seguendo direttamente le richieste del committente.
Il lavoro più particolare riguarda il sedile sportivo, modificato attraverso incontri e sessioni dedicate per adattarne volumi ed ergonomia al corpo del proprietario. Anche la tradizionale sellatura Alfa “a cannelloni” è stata reinterpretata e ripetuta sui pannelli porta e sui brancardi.
Il poggiatesta è stato ridisegnato e incorpora un elemento in carbonio con la scritta Perla Nera. Il nome compare nuovamente su una targa specifica, mentre il selettore rotativo Alfa porta le iniziali del cliente. Anche le valigie sono dedicate, rivestite in Alcantara nera e contraddistinte dal numero dell’esemplare. Quadrifoglio e Autodelta, invece, rimangono nascosti all’esterno e si rivelano soltanto entrando nell’abitacolo.
Il V6 resta protagonista
La personalizzazione non modifica la filosofia meccanica della 33 Stradale. Il 3.0 V6 biturbo sviluppa, secondo i dati Alfa Romeo, oltre 630 CV ed è collegato a un cambio DCT a otto rapporti che trasmette la potenza alle ruote posteriori.
Lo 0-100 km/h richiede meno di tre secondi, mentre la velocità massima dichiarata raggiunge 333 km/h. Telaio ad H in alluminio e monoscocca in fibra di carbonio completano una struttura nella quale lo stesso materiale lasciato orgogliosamente scoperto all’esterno svolge un ruolo fondamentale anche sotto la pelle.
Perla Nera è nata attraverso Bottega Alfa Romeo, oggi parte di BOTTEGAFUORISERIE, l’atelier dedicato alle creazioni speciali di Alfa Romeo e Maserati. Fino al 18 ottobre sarà esposta al Museo Alfa Romeo di Arese. Poi tornerà al suo proprietario, portandosi dietro una caratteristica impossibile da ordinare una seconda volta: tra trame allineate a mano, dettagli personali e tre anni di lavorazione, questa Perla Nera è stata concepita fin dall’inizio per rimanere una soltanto.