AUDI A5 e S5 Coupé su strada

Audi A5 e S5 Coupè: un amore a prima vista?

Quando nel 2007 la Audi presentò la sua nuova A5 coupé quasi si gridò al miracolo. Bella al di sopra di ogni critica, sportiva con un tocco di classe non comune per una clientela raffinata, competente e naturalmente facoltosa quanto basta.

C’era l’effetto De Silva, il “nostro” Walter che nei 5 anni precedenti aveva creato un nuovo look per l’intera gamma del marchio più prestigioso e ricco della gruppo VW. Con quel modello, che lui stesso illustrò in ogni segreto dettaglio considerandolo la sua opera migliore in assoluto, esauriva la sua missione in Audi assumendo la definitiva responsabilità del design per l’intero gruppo. 


A5 coupé e la sua massima espressione di sportività battezzata S5, furono un successo crescente e costante raggiungendo ad oggi la quota di 320.000 unità vendute nel mondo senza neppure contare le versioni sportback e cabrio apparse due anni dopo, nel 2009. Un vero record se si tiene conto che la categoria coupé premium fa parte delle “nicchie” più difficili del mercato che da tempo ormai preferisce Suv e Crossover anche, e direi soprattutto, nell’area del lusso.

Stile e prestazioni per veri intenditori


Eppure, per chi ama ancora le vere emozioni della guida, l’ideale è proprio una coupé come questa, dal temperamento fortemente sportivo pur rispettando i migliori canoni del comfort di alto livello. Aspetto “compatto” per quanto lunga 4,67 metri (4,69 la S5), ma anche larga 1,84 e “bassa” 1,37 metri: il passo allungato a 2,76 metri a prima vista inganna l’occhio che scorre lungo la linea filante. Prima ancora di partire l’insieme estetico preannuncia l’eccezionale agilità rilevata poi su strada con tutte le motorizzazioni disponibili pur nelle loro forti diversità dai 190 ai 354 cv, benzina o diesel che sia. E già che siamo sul design, complessivamente la piacevolezza estetica non è cambiata rispetto alla edizione “originale” di cui la nuova A5 coupé mantiene i fondamentali.

E’ cambiata in particolare l’area frontale con la griglia più piatta e larga che ne modifica “l’espressione” con il supporto di molti interventi di dettaglio ma significativi, dalle arcate sui passaruote agli specchietti retrovisori sotto i finestrini. Nell’insieme tuttavia i pareri sono discordi fra qualche nostalgia retrò e la nuova aggressività stile TT che comunque lascia ancora margine alla sportiva eleganza del modello e anticipa al tempo stesso il prossimo family feeling di marca.

Tecnologia: dopo 9 anni di nuovo al top



Sono confronti inevitabili ma si rischia di dimenticare che sono passati nove anni. Molte cose sono cambiate ai vertici di Wolfsburg e anche Walter ha passato la mano mentre per la sua splendida coupé era arrivato il tempo di un serio aggiornamento con questa seconda edizione in corso di presentazione alla stampa internazionale in Portogallo, a Porto.

Sul mercato, come già annunciato, arriverà invece in pieno autunno dopo la prevendita nel periodo estivo, pur in assenza del listino definitivo i cui estremi per l’Italia saranno compresi in una scala da 45 a 66.000 euro e oltre con i tanti pacchetti di optional. Prezzi più alti, dunque, rispetto alla prima edizione in proporzione alle forti e molteplici evoluzioni tecnologiche introdotte, in linea con gli ambiziosi obiettivi di casa Audi tesi come sempre all’eccellenza assoluta.

Che in estrema sintesi, i più concreti tecnici della casa sottolineano parlando di sensibile riduzione dei pesi, della nuova trazione quattro, delle inedite sospensioni a cinque bracci che consentono di personalizzare l’assetto e dei motori della nuova generazione. Il tutto riassunto in due semplici cifre: il 17% di aumento delle potenze e il 22% di diminuzione dei consumi. Cui si aggiunge, naturalmente il sofisticato sistema di infotainment e di personalizzazione della guida.

Su strada


Dalla teoria alla pratica, valori e contenuti tecnologici sono tanto estesi che si vorrebbero apprezzare più di quanto un “primo contatto” possa consentire non solo per la varietà di “interpretazioni” tecniche nelle diverse versioni ma soprattutto negli angusti spazi consentiti dai limiti di legge.

Fra le tre versioni “assaggiate” a Porto, il 3.0 TDI da 286 cv quattro tiptronic, il 2.0 benzina da 252 cv s tronic fino al top di gamma con l’inedito e superlativo 3.0 TFSI da 354 cv si affronta una escalation di prestazioni che nella grande diversità di impostazioni mette in evidenza le caratteristiche comuni. Si può viaggiare a passo d’uomo e ad andature da città nel silenzio di un’auto elettrica e senza la minima vibrazione per salire verso le vette più alte in un crescendo davvero emozionate garantiti da una sensazione di controllo e di sicurezza che realizzano quel vero piacere di guida di cui si parla spesso senza tuttavia raggiungerlo sempre.

E raramente come nel caso della A5 coupè fino alla “sublimazione” che si esprime nella S5 3.0 V6 turbo, novità assoluta nella gamma dei motori e che della vecchia edizione conserva non più del 20%.

S5 3.0 turbo: oltre il massimo



In questo caso davvero estremo i 500 Nm di coppia (0-100 in 4,7”), in posizione “dynamic” predisposta sul “driving mode”, consentono uno scarico di adrenalina pura praticamente costante, dai 1370 ai 4500 giri arricchito da un sound progressivo e “compatto” che induce a spingere fin dove possibile anche solo per il puro piacere di sentirlo e provarlo nel palmo delle mani. Ciò non toglie che analoghe sensazioni siano disponibili in proporzione anche con il 3.0 turbodiesel e sul 2.0 abbinato alle 7 marce S tronic capace di uno 0-100 da 5,8” con un consumo dichiarato di 6,2 lt/100 km. Consumi che nella realtà non sembrano superare di molto tale valore nelle andature standard.

Assetto e stabilità sostenuti dal rinnovato sistema di trazione quattro già citato e la regolazione degli ammortizzatori e della dinamica di marcia (drive select) accompagnano una guida rilassata sull’allungo in autostrada come sul misto più impegnativo di montagna. Momenti, questi ultimi, in cui si apprezza la configurazione dei sedili in cui si è saldamente ancorati nella massima comodità e il “virtual cockpit”, esclusiva di marca, che integra per funzionalità e perfino per estetica quelle sensazioni di “pilotaggio” più che di “banale” guida.

E qui si può aggiungere fra le novità il servosterzo elettromeccanico collegato ai sistemi di assistenza alla guida, mentre lo sterzo offre un fondamentale pregio: dare al pilota la certezza del totale controllo dell’auto grazie ad una precisione e prontezza di risposta perfettamente in sintonia con l’andatura scelta.

Il futuro è appena cominciato



Si potrebbe continuare a lungo e queste sono solo pillole indicative che cercano di rendere l’idea del salto generazionale di un modello di rango dalla nascita e che oggi beneficia di quanto la tecnologia è in grado di offrire a quasi un decennio di distanza. Ma, prima di chiudere, va ricordato che il “futuro” è appena cominciato. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni del Ceo di Audi Rudolf Stadler in materia di digitalizzazione e guida autonoma per garantire la massima sicurezza senza rinunciare alla sportività. E naturalmente al lusso di famiglia.

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