Nuova Mercedes Classe A: primo contatto

Dai 380 cv della A45 AMG 4Matic alla più “sobria” A220 D. Mercedes, hai fatto davvero un bel lavoro.

[rating title=”Voto” value=”8″ value_title=”Prima Impressione” layout=”left”] E’ uno di quei pomeriggi che i tedeschi aspettano per un anno intero. In cielo campeggia un sole brillante, l’aria è frizzante e la temperatura è quella giusta per godersi una giornata all’aperto.

Faccio in tempo ad entrare all’EuroSpeedway di Lausitz quando la vedo per la prima volta ferma ai box, rossa, con il motore acceso. Sarà il contrasto con il cielo blu, sarà quel rumore sordo, ma sembra stia ammiccando. Mi guardo attorno con circospezione, per capirne un po’ di più. Si, è la Mercedes AMG A45 4Matic. 2 litri turbo con 4 cilindri in linea da 380 cv, che la casa dichiara capace di uno 0-100 in 4,2 secondi e una velocità massima limitata a 250 km/h.

Salgo a bordo con il casco allacciato, quando sento quel suono grave del motore che mi mette in soggezione. A bordo mi aspettano gli interni sportivi, e mentre cerco di accomodarmi sui sedili sagomati spero che tutto fili liscio. Il design in fibra di carbonio la fa da padrone e l’accostamento rosso/nero urla cattiveria.

Giro la rotella setup in Sport+. Prima, seconda, terza e via così, tutto in automatico, mentre già mi sento proiettato verso un mondo di velocità al quale non sono abituato. Eppure è una “semplice” Classe A, “seppur” in versione AMG: è la A45. Mi infilo nella prima curva a sinistra e con il cuore in gola nella seconda a destra prima di arrivare su un rettilineo che sembra lunghissimo, ma che percorro in un battito di ciglia. Prendo confidenza con l’asfalto della pista, con i giri del motore, con le frenate decise, mentre inizio ad assaporare quel piacere misto di adrenalina e soddisfazione quando sembra che l’ingresso e l’uscita dalla curva siano state pennellate bene.

Arriva il momento della modalità Race, ovvero il massimo della vita per chi ama guidare. La Classe A svela la belava che c’è in lei, avendo levato tutte le briglie dell’elettronica a limitarla. E’ il momento nel quale diventa un piccolo fulmine rosso, quando mi assale l’ansia da prestazione. Come dovessi uscire a cena con la più bella delle attrici hollywodiane cercando, anzi dovendo, fare bella figura. In realtà, a pensarci bene, è lei che sta facendo fare bella figura a me. I 380 cv le calzano a pennello, sono godibili senza diventare faticosi da gestire. E anche i non esperti possono divertirsi a farle ballare un po’ di rock’n’roll.

Quanto della A45 c’è nella Classe A “di tutti i giorni”? Non la cavalleria, certamente. Piuttosto quell’equilibrio tra potenza e “leggerezza” che mi ha letteralmente conquistato, anche sulla A220 d 4Matic, con cambio automatico doppia frizione sette rapporti. 177 cv qui bastano e avanzano, dando davvero delle belle sensazioni alla guida uniti ad un comfort ovviamente maggiore rispetto alla A45. Adatta al traffico cittadino così come ai tragitti autostradali oppure alle controcurve collinari. Il tutto con quella trazione 4Matic che aiuta non poco su fondi con scarsa aderenza. C’è inoltre da segnalare come la Classe A sia dotata di una buona silenziosità generale alla quale si accompagna un ottimo impianto audio.

L’unico neo? Il display del sistema infotaiment che, nel 2015, ha ormai fatto il suo tempo. Forme che non possono non far venire in mente l’iPad di vecchia generazione, per il quale vengono usate plastiche troppo “cheap” rispetto al resto degli interni: un vero peccato.

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