Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi di 7000 chilometri

Abbiamo provato per voi la Jeep Renegade. Scoprite le nostre impressioni di guida e i consumi effettivi del nuovo modello del gruppo FCA.

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Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

Jeep Renegade- L’inedito Small Suv, dall’animo yankee, e la Fiat 500X: chiamatele pure le gemelle diverse. Attualmente al centro dell’attenzione mediatica, rappresentano i primi modelli della nuova era del gruppo FCA. A vederle, non si direbbe che abbiamo molte cose in comune. Nulla di più sbagliato. Sotto i rispettivi “abiti”, completamente differenti fra loro, queste vetture (realizzate dalla stessa linea di produzione, presso la fabbrica di Melfi) condividono infatti molte soluzioni tecniche, a partire dall’inedita piattaforma. Le impressioni emerse dal primo contatto su strada, sia della Renegade che della 500X, sono state positive. A distanza di qualche mese, attraverso la prova odierna, scoprirete come si è comportata la Renegade durante il nostro classico test di durata nell’impiego quotidiano.

Devo essere sincero, fin da subito. Quando ho assistito alla presentazione della nuova Renegade, durante lo scorso Salone di Ginevra, sono rimasto stupito e spiazzato. Nella maggior parte dei casi, una vettura icona tende a invecchiare per decenni senza mai presentare grandi modifiche alla propria identità. Non questa volta. Mi trovavo infatti davanti a un’auto moderna, dal particolare design, che sposava una nuova filosofia e che con le precedenti generazioni sembrava davvero aver poco a che fare.

Un forte impatto che inizialmente ha suscitato scalpore, soprattutto fra i puristi. Dal giorno della sua apparizione in poi, però, in molti si sono ricreduti positivamente. Personalmente ho iniziato ad apprezzare il suo inusuale stile dopo averla osservata più volte, fra uno scatto fotografico e l’atro, durante le frenetiche giornate della kermesse svizzera.

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

Jeep Renegade: com’è e come va

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

Il frontale è tipicamente Jeep: griglia dotata di sette feritoie verticali e fari tondi, dalle dimensioni generose, proprio come sull’antenata Jeep Willys. Non mancano poi marcate nervature sul cofano motore, volte a esaltare l’aspetto muscoloso dell’auto. La porzione inferiore è invece caratterizzata da una porzione in plastica nera, utilizzata anche per le minigonne laterali e nel profilo dei parafanghi bombati.

La visuale posteriore dell’auto trasmette una spiccata personalità, con l’attenzione che viene subito catturata dal montante verticale massiccio e dai particolari fari. Quest’ultimi sono contornati da una cornice in plastica nera e sembrano quasi aggiunti, in quanto sporgono in modo rilevante dalla carrozzeria. La croce in mezzo alle luci, ripresa anche su altri particolari all’interno del veicolo, allude alla X presente sulla tanica di benzina compresa nel kit multiuso della Willys MB del 1941. Una sorta di firma per rimarcare il proprio dna.

La Renegade offre inoltre la possibilità di guidare all'aria aperta con due opzioni di tetto apribili: un ampio tetto elettrico scorrevole a due pannelli in vetro oppure il sistema "My Sky", caratterizzato da due pannelli leggeri che possono essere rimossi e riposti nell'area di carico posteriore. Nel complesso le forme ricercate, capaci di metter il luce un carattere grintoso, non lasciano indifferenti. Possono piacere o non piacere ma, certamente, non passano inosservate. I materiali utilizzati per la carrozzeria, solidi e di qualità, si abbinano a un buon assemblaggio delle parti.

In tal proposito ho solamente un piccolo appunto da fare: in seguito al primo rifornimento mi sono accorto che lo sportellino del carburante, seppur chiuso nel corretto modo, risulta leggermente sporgente rispetto all’andatura della carrozzeria adiacente. A voler essere pignolo, all’annotazione sopra riportata, dovrei aggiungere il rivestimento dei passaruota limitato all’indispensabile che lascia scoperte alcuni parti. In ogni caso, niente di grave. Si tratta di due piccolissimi nei (su una delle prime vetture in strada) che non intaccano minimamente il buon giudizio globale.

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi


L’abitacolo della Renegade

, ordinato e spazioso, si fa apprezzare per la cura dei particolari. Il ricercato linguaggio stilistico utilizzato per gli interni combina in modo ottimale forme morbide e piacevoli al tatto con dettagli robusti e funzionali. Alle superfici principali, come ad esempio il rivestimento con materiali morbidi del quadro strumenti integrato, si sovrappongono elementi funzionali dal design audace, come la maniglia di sostegno del passeggero. Nello specifico, si tratta di una robusta maniglia che si integra con la bocchetta dell'aria lato passeggero per creare un unico elemento scolpito. Gli unici dettagli che non mi hanno convinto pienamente sono le cornici in plastica, di qualità mediocre, utilizzate per la mascherina di protezione dello schermo touchscreen, la leva del cambio e degli altoparlanti.

Davanti al conducente svetta un volante multifunzionale con una corona spessa (piacevole da impugnare) e una strumentazione ordinata e chiara. Spostando lo sguardo verso destra s’incontra il display della consolle centrale, caratterizzato da un’interfaccia semplice e intuiva; non male la scritta in rilievo “Since 1941”, in omaggio all’heritage del brand, sulla cornice intorno allo schermo. La parte inferiore della plancia è invece dedicata ai comandi del climatizzatore, al vano portaoggetti e al centro multimediale con porta USB, ingresso AUX e presa elettrica da 12 V per dispositivi mobili.

Un’ulteriore chicca per sottolineare il dna Jeep sta nel tappetino di gomma situato nel vano portaoggetti. Su di esso è stampata la mappa topografica del Moab (Utah), la leggendaria meta off-road per gli appassionati di Jeep. Caratterizzati dalla stessa forma a "X" del tetto e dei fari posteriori, i due portabicchieri anteriori consentono di riporre contenitori per bevande di varie dimensioni.

Abitabillità niente male. Il conducente, e il passeggero a lato, viaggiano su dei sedili capaci di fornire un buon livello di confort in ogni circostanza. La comodità non manca neanche ai passeggeri seduti sul divanetto posteriore, dove tre persone adulte possono tranquillamente affrontare spostamenti medio-lunghi. Soddisfacente la capacità di carico: 351litri, che diventano quasi 1.300 litri (1.297, per essere precisi) con i sedili posteriori abbattuti.

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

Detto ciò, è ora di provare la Renegade su strada. Prima di mettere in moto cerco la mia seduta ottimale. Questione di pochi attimi. La visuale frontale-laterale è buona, nonostante la presenza di montanti anteriori massici. Fortunatamente quest’ultimi hanno uno sviluppo verticale che lascia un campo visivo aperto, e non crea i classici problemi sui tornanti. La posteriore non è sempre ottimale ma grazie all’aiuto dei grossi specchietti retrovisori, dei sensori di parcheggio e di un pochino di malizia, son sicuro che difficilmente vi troverete in difficoltà nella fasi di manovra. Il test inizia. Sto guidando la versione equipaggiata con il propulsore 1.6 litri diesel, in grado di sviluppare una potenza di 120 cavalli.

Pochi chilometri ed è subito feeling. Il millesei non ha una potenza elevata, è vero. In compenso però ha carattere, risulta sempre pronto e spinge già dai bassi regimi. Le riprese avvengono senza difficoltà e l’allungo è costante e progressivo. Logicamente, perde leggermente in briosità nell’allungo. Un comportamento più che buono, se si considera anche la considerevole massa in gioco.

Il 1.6 litri si contraddistingue inoltre per la discrezione della sua “voce” e per l’assenza di vibrazioni maligne, con un livello d’insonorizzazione dell’abitacolo accettabile, nonostante i fruscii avvertiti aumentino la loro consistenza una volta superati i 120 km/h. Al motore diesel si affiancano poi una frizione dotata di una leva morbida, in grado di comunicare correttamente il suo punto d’innesto, e una trasmissione con cambio manuale a sei marce. La spaziatura fra i vari rapporti è adeguata alla tipologia di veicolo e nell’impiego quotidiano il cambio si comporta egregiamente, senza manifestare nessun tipo di problema.

Ho rilevato solamente alcuni impuntamenti sporadici durante delle fasi di guida con ritmi elevati. Bisogna però sottolineare che si tratta di situazioni limite che difficilmente vengono raggiunte nella guida di tutti i giorni. Al volante della Renegade ci si sente istantaneamente a proprio agio (perlomeno, a me è successo) oltre ad avere una piacevole sensazione d’imponenza. Sembra quasi di guidare un’auto più grossa di quanto non sia in realtà. Lo sterzo preciso, seppur non molto comunicativo, garantisce una discreta manovrabilità.

Il morbido assetto adotta sospensioni in grado di assorbire alla grande buche e asperità, ormai immancabili nella maggior parte dei manti stradali del nostro Paese. Veloci e ripetuti trasferimenti di carico mettono in luce un rollio marcato, che fa emergere un sottosterzo non eccessivamente invadente. Efficace il sistema frenante, che insieme all’intervento puntuale dei sistemi elettronici limita a dovere gli spazi di arresto.

In seguito ai chilometri percorsi in compagnia della Jeep Renegade posso affermare di essere rimasto piacevolmente colpito da quest’auto, capace di risultare “facile” quando serve e coinvolgente quando vuoi. Il tutto con un’originalità fuori dal coro. In pieno stile Jeep.

Volete infine scoprire i consumi effettivi ? Andate alla pagina successiva

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

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Jeep Renegade: i consumi

Jeep Renegade 1.6 Multijet: prova consumi

Dopo avervi raccontato le principali caratteristiche della Jeep Renegade, e il suo comportamento su strada, sono giunto quasi alla fine del mio racconto. Prima, però, come di consueto vi devo riportare anche l’analisi dei consumi effettivi rilevati. Il totale dei rifornimenti monitorati ammonta a 515.11 litri, con i quali ho percorso 7.162 chilometri ottenendo un consumo medio di 13.96 km/l (7.16 l/100 km). I vari rabbocchi sono stati effettuati in differenti stazioni servizio del Nord-Centro Italia, con prezzi compresi fra i 1.355 euro/litro e i 1.729 euro/litro, per una spesa totale di 773.27 euro.

Ecco tutti i dati del consumo:

TOTALE: 7.162 chilometri con 773.27 euro e un consumo medio di 13.96 km/l (7.16 l/100 km)

Informazioni sui percorsi affrontati:

Ho utilizzato la Renegade in disparte circostanze e differenti condizioni climatiche, da giornate soleggiate con temperature miti a giornate invernali con temperature rigide. Sono stato in autostrada, ho percorso interessanti strade sterrate (non troppo impegnative, lo ammetto) e di collina. L’ho usata nel traffico cittadino e ho provato “l’ebrezza” di rimanere fermo imbottigliato sulle tangenziali milanesi. La Renegade in alcuni week-end mi ha inoltre portato al mare ma anche al supermercato, dove ho potuto constatare in prima persona la capienza del bagagliaio.

La maggior parte del chilometraggio preso in considerazione, come nelle altre prove del consumo, è stato però effettuato nel classico tragitto casa-redazione-casa: 70 % nelle trafficate vie di Milano, 20% in tangenziale e il restante 10% in tranquille strade di paese. In conclusione voglio evidenziare che trattandosi di un test volto ad analizzare i consumi reali, nella vita di tutti i giorni, ho guidato senza eccedere in accelerate brusche e prolungate. Al tempo stesso, però, non sono mancati i momenti dove il gas era spalancato.

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Jeep Renegade: scheda tecnica

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Jeep Renegade: listino prezzi

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